New York — L’ultimo lancio di SpaceX si è trasformato in uno spettacolare fallimento, con il cielo caraibico illuminato dai detriti luminosi legati all’esplosione della capsula Starship. In quelle strisce luminose arancioni e oro avvistate a nord di Haiti c’erano anche i resti di dieci copie dei satelliti Starlink che la capsula avrebbe rilasciare nel test in volo.
È la seconda volta in meno di due anni che una capsula di SpaceX esplode. La prima risale al 18 novembre 2023, quando il razzo Super Heavy andò a pezzi sempre nel cielo sopra i Caraibi. La differenza è che stavolta l’esplosione è avvenuta quando la capsula era più bassa. I detriti sono precipitati al largo dell’arcipelago di Turks e Caicos. «Possiamo confermare che l’abbiamo persa», ha ammesso l’ingegnera di SpaceX Kate Tice, spiegando che la capsula ha fornito dati per circa venti minuti dopo il decollo, per poi andare in blackout. Il razzo, invece, è rientrato come da programma, riagganciandosi alla torre di lancio.
Per…
New York — L’ultimo lancio di SpaceX si è trasformato in uno spettacolare fallimento, con il cielo caraibico illuminato dai detriti luminosi legati all’esplosione della capsula Starship. In quelle strisce luminose arancioni e oro avvistate a nord di Haiti c’erano anche i resti di dieci copie dei satelliti Starlink che la capsula avrebbe rilasciare nel test in volo.
È la seconda volta in meno di due anni che una capsula di SpaceX esplode. La prima risale al 18 novembre 2023, quando il razzo Super Heavy andò a pezzi sempre nel cielo sopra i Caraibi. La differenza è che stavolta l’esplosione è avvenuta quando la capsula era più bassa. I detriti sono precipitati al largo dell’arcipelago di Turks e Caicos. «Possiamo confermare che l’abbiamo persa», ha ammesso l’ingegnera di SpaceX Kate Tice, spiegando che la capsula ha fornito dati per circa venti minuti dopo il decollo, per poi andare in blackout. Il razzo, invece, è rientrato come da programma, riagganciandosi alla torre di lancio.
Per questo Elon Musk, proprietario di SpaceX, non ha parlato di fallimento e l’ha buttata sull’ironia: «Il successo è incerto, ma lo spettacolo è garantito», ha scritto su X commentando un video sui detriti luminosi. L’incidente ha provocato problemi ai collegamenti aerei e alcune compagnie, tra cui l’australiana Qantas, hanno protestato. Almeno venti voli hanno dovuto cambiare rotta per evitare i detriti e un numero imprecisato di aerei è rimasto a terra. SpaceX sospetta che la causa dell’incidente sia legata a un incendio. Secondo Musk, durante il lancio il carburante avrebbe perso pressione.
Ogni missione ha bisogno di ottenere il via libera dall’agenzia federale dei trasporti. Per questo motivo Blue Origin di Jeff Bezos aveva ritardato la partenza del razzo New Glenn, avvenuta nei giorni scorsi e conclusa in modo positivo, tanto da ricevere i complimenti dello stesso Musk. Elon, dicono gli analisti dell’industria spaziale, non vuole perdere tempo e lancia le sue capsule anche senza la certezza matematica della riuscita. Se ci saranno problemi, è la sua filosofia, lo scopriremo in volo. Ma ogni volta che succede qualcosa, sono miliardi di dollari che si dissolvono in un gioco di fuochi d’artificio.
Starship è costituita dal razzo Super Heavy e dalla capsula, ed è lunga 122 metri. È la navetta spaziale più grande mai costruita, con una massa di più di cinquemila tonnellate. L’agenzia federale dell’aviazione aveva inviato un’allerta nello spazio di volo. L’incidente ha provocato disagi dal Golfo del Messico, al Sudafrica all’Oceano Indiano. L’amministrazione Usa ha avviato un’indagine federale e deciso di bloccare futuri lanci. Decisione che, secondo i media americani, potrebbe venire cancellata presto, appena alla Casa Bianca tornerà Donald Trump: che ha un debito con Musk, suo principale donatore alla campagna e figura chiave della nuova presidenza