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Dai sovranisti globali a TikTok, i vip alla cerimonia di inaugurazione di Trump sotto la neve

La foto ufficiale di Trump per l'inauguration 

 

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Tra gli assenti Nancy Pelosi. E a Bolsonaro viene negato il passaporto
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NEW YORK — Joe Biden ha messo in guardia dalla nuova oscura oligarchia di miliardari che vuole guidare l’America. Ma lunedì per l’Inauguration Day, quando Donald Trump giurerà come 47° presidente degli Stati Uniti, Biden sarà circondato da big tech, creatori di intelligenza artificiale e leader populisti. Tra gli invitati alla cerimonia ci saranno i tre uomini più ricchi al mondo: il proprietario di X, SpaceX e Tesla Elon Musk, il fondatore di Amazon Jeff Bezos e quello di Meta, a cui fanno capo Facebook, WhatsApp e Instagram, Mark Zuckerberg.

Secondo l’indice billionaire di Bloomberg, i tre hanno un patrimonio complessivo di oltre 900 miliardi di dollari. A loro si sono aggiunti il ceo della piattaforma social TikTok, Shou Zi Chew, che spera in Trump per evitare l’oscuramento del social in Usa dopo la messa al bando decisa dal Congresso; Sundar Pichai, ceo di Google, compagnia che ha donato un milione di dollari per finanziare le celebrazioni; Sam Altman, ceo e co-fondatore di OpenA…

NEW YORK — Joe Biden ha messo in guardia dalla nuova oscura oligarchia di miliardari che vuole guidare l’America. Ma lunedì per l’Inauguration Day, quando Donald Trump giurerà come 47° presidente degli Stati Uniti, Biden sarà circondato da big tech, creatori di intelligenza artificiale e leader populisti. Tra gli invitati alla cerimonia ci saranno i tre uomini più ricchi al mondo: il proprietario di X, SpaceX e Tesla Elon Musk, il fondatore di Amazon Jeff Bezos e quello di Meta, a cui fanno capo Facebook, WhatsApp e Instagram, Mark Zuckerberg.

Secondo l’indice billionaire di Bloomberg, i tre hanno un patrimonio complessivo di oltre 900 miliardi di dollari. A loro si sono aggiunti il ceo della piattaforma social TikTok, Shou Zi Chew, che spera in Trump per evitare l’oscuramento del social in Usa dopo la messa al bando decisa dal Congresso; Sundar Pichai, ceo di Google, compagnia che ha donato un milione di dollari per finanziare le celebrazioni; Sam Altman, ceo e co-fondatore di OpenAI, la app che ha creato il ChatGpt.

Quanto ai politici, è atteso Tino Chrupalla, leader del partito tedesco di estrema destra Afd sostenuto da Musk. Per tradizione i leader degli altri Paesi non vengono invitati, ma Trump ha rotto la tradizione. Il presidente eletto ha invitato il suo omologo cinese Xi Jinping, che però manderà un alto rappresentante, il premier ungherese Viktor Orbán, che non andrà, e la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, che, se confermerà la partecipazione, potrebbe occupare le prime file accanto al suo amico Musk e al presidente argentino Javier Milei.

Ci saranno anche il leader venezuelano dell’opposizione Edmundo González Urrutia, i principi di Galles William e Kate, in rappresentanza di Re Carlo, il populista britannico Nigel Farage, ma non il premier laburista Keir Starmer, non invitato come la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen. Giappone, India e Australia saranno rappresentati dai ministri degli Esteri. Nayib Bukele, il presidente di El Salvador che si è definito il «dittatore più cool del mondo», non vuole mancare. E lo stesso vale per lo xenofobo francese Eric Zemmour.

Sui social si sono chiesti se ci saranno i tre nuovi nominati da Trump “ambasciatori di Hollywood”, Jon Voight, Mel Gibson e Sylvester Stallone. Sicura, invece, l’assenza di un altro amico del tycoon: Jair Bolsonaro. La Corte Suprema del Brasile ha negato all’ex presidente la restituzione temporanea del passaporto per permettergli di andare a Washington. Sotto inchiesta per aver tentato di sovvertire il risultato delle elezioni, e considerato a rischio fuga, Bolsonaro aveva chiesto un permesso di cinque giorni. Il presidente Luiz Inácio Lula da Silva non parteciperà all’evento.

L’allarme lanciato da Biden sulla nuova oligarchia ha creato un’ulteriore crepa nella cerimonia. L’ex first lady Michelle Obama non parteciperà, incapace, dice chi le sta vicino, di «offrire sorrisi finti». I media americani hanno analizzato tutto il giorno la scelta dell’ex first lady, ma erano gli stessi che quattro anni fa non dissero niente quando Donald e Melania Trump disertarono la cerimonia del giuramento di Biden. Ci saranno Barack Obama e altre due ex coppie presidenziali: George W. e Laura Bush, Bill e Hillary Clinton. Non ci sarà l’ex Speaker della Camera Nancy Pelosi, che salterà l’inaugurazione dopo aver presenziato ad altre undici. La prima, da studentessa e figlia di un rappresentante del Congresso, fu per il giuramento di John F. Kennedy nel ‘61.

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