Inauguration day, anche i democratici rompono le tradizioni: ecco come
di Enrico FranceschiniLONDRA – Quattro anni fa, alla cerimonia di inaugurazione della presidenza di Joe Biden, Donald Trump ruppe con tradizioni che duravano da un secolo e mezzo, diventando il primo presidente a non partecipare al giuramento del suo successore. Viceversa, lunedì Biden sarà presente al giuramento di Trump (che si svolgerà al chiuso, anche questa una novità rispetto alla tradizione, spiegata da Trump con il gelo che avvolge Washington). Anche i democratici tuttavia, in maniera minore, rompono con le tradizioni del passato per questo solenne passaggio di poteri della democrazia americana: decisioni che sottolineano le tensioni provocate dalla campagna per la Casa Bianca. La Bbc ne sottolinea tre.
L’assenza di Michelle
L’ex-first lady ha reso noto che non sarà all’inaugurazione. Non ha fatto sapere il perché. Era assente anche al recente funerale di stato per Jimmy Carter, al quale hanno partecipato altre ex-first lady e suo marito, l’ex-presidente Barack Obama, che il protocollo ha fatto se…
LONDRA – Quattro anni fa, alla cerimonia di inaugurazione della presidenza di Joe Biden, Donald Trump ruppe con tradizioni che duravano da un secolo e mezzo, diventando il primo presidente a non partecipare al giuramento del suo successore. Viceversa, lunedì Biden sarà presente al giuramento di Trump (che si svolgerà al chiuso, anche questa una novità rispetto alla tradizione, spiegata da Trump con il gelo che avvolge Washington). Anche i democratici tuttavia, in maniera minore, rompono con le tradizioni del passato per questo solenne passaggio di poteri della democrazia americana: decisioni che sottolineano le tensioni provocate dalla campagna per la Casa Bianca. La Bbc ne sottolinea tre.
L’assenza di Michelle
L’ex-first lady ha reso noto che non sarà all’inaugurazione. Non ha fatto sapere il perché. Era assente anche al recente funerale di stato per Jimmy Carter, al quale hanno partecipato altre ex-first lady e suo marito, l’ex-presidente Barack Obama, che il protocollo ha fatto sedere proprio vicino a Trump, con il quale ha amabilmente chiacchierato. Michelle era presente all’inaugurazione della prima presidenza di Trump, il 2 gennaio 2017, ma in seguito fece sapere di non essersi santità a suo agio per la scarsa presenza di afroamericani nella tribuna delle autorità. I tabloid britannici hanno ipotizzato che la ragione della sua assenza alla cerimonia di questo lunedì sia una crisi matrimoniale con Barack, citando perfino una presunta gelosia di Michelle per gli incontri ufficiali del marito con donne della politica e della cultura.
Ma venerdì Barack ha postato sul social X un affettuosissimo messaggio di auguri alla moglie per il suo compleanno: sembra che l’assenza di Michelle dipenda piuttosto dall’avversione per le posizioni di Trump, per tacere degli attacchi personali rivolti a lei e a suo marito. Michelle Obama, comunque, non sarà l’unica personalità del partito democratico a stare lontana dalla cerimonia di lunedì: fra gli altri non ci sarà neppure l’ex Speaker del Congresso, Nancy Pelosi.
Lo sgarbo di Kamala
Kamala Harris non ha invitato il suo successore J.D. Vance a visitare la residenza ufficiale riservata al vicepresidente degli Stati Uniti: mentre l’ufficio del vicepresidente è situato di fianco alla Casa Bianca, dagli anni Settanta l’abitazione è nel Naval Observatory, uno splendido edificio del diciannovesimo secolo nel quartiere diplomatico di Washington, dove hanno sede numerose ambasciate. Non ci sono dunque stati incontri faccia a faccia tra Harris e Vance. Fonti della vicepresidente si limitano a dire che è stata troppo occupata da altri impegni, dagli incendi di Los Angeles ai negoziati per Gaza.
Qualcuno sostiene che non ha invitato Vance per restituire ai repubblicani lo sgarbo di quattro anni or sono, quando nel clima di alta tensione dopo l’assalto al Congresso del 6 gennaio da parte dei sostenitori di Trump, il vicepresidente Mike Pence non invitò Harris a visitare la residenza. Pence nega questa ricostruzione, sostenendo che un invito fu mandato ma Kamala lo avrebbe rifiutato.
Il silenzio di Biden
Un’altra tradizione non mantenuta è la mancata conferenza stampa finale del presidente uscente, a meno che Biden non ne conceda una a sorpresa nelle ultime 48 ore del suo mandato. Sia George W. Bush che Barack Obama ne diedero una negli ultimi giorni della loro presidenza. Trump però non lo fece, tra le polemiche scatenate dalla sua falsa accusa di brogli elettorali. I portavoce della Casa Bianca fanno notare che nell’ultima settimana Biden ha pronunciato un ampio discorso sulla politica estera e uno sul bilancio della propria amministrazione, ha concesso una intervista televisiva e ha risposto a qualche domanda (tre) dei giornalisti dopo l’annuncio del cessate il fuoco a Gaza.
Ma negli ultimi decenni è uno di presidenti americani che hanno dato meno conferenze stampa, appena una media di 9 all’anno: una deliberata scelta, dicono fonti governative al New York Times, parte della strategia messa in atto fin dal 2022 dai suoi stretti collaboratori per tenerlo lontano da media e pubblico, nel tentativo di nascondere i problemi legati alla sua età avanzata e alla sua salute.