Caccia al migrante, la soffiata su Chicago scombina i piani di Trump. E Windy City resiste
dalla nostra inviata Anna LombardiWASHINGTON – Era tutto pronto, ma poi una soffiata ha scombinato i piani di Trump. La temibile Ice, l’Immigration and Customs Enforcement, la polizia che si occupa specificamente di migranti illegali, aveva già allertato almeno duecento suoi uomini, preparati ad entrare in azione nell’area metropolitana di Chicago – città santuario, come qui chiamano i luoghi dove i migranti sono protetti e che dunque non consegna informazioni alle autorità - per far partire simbolicamente proprio dal bastione dem dove ad agosto i democratici hanno pure tenuto la loro Convention l’Operation Safeguard: operazione salvaguardia che nei fatti consiste in una vera caccia al clandestino casa per casa.
Raid di arresti e deportazioni di massa di “criminali”: definizione che però per la nuova amministrazione è davvero molto ampia, giacché riguarderà qualunque clandestino con precedenti anche minori, comprese le multe per sosta vietata. Donald Trump vuol mettere in atto il piano già dall’alba di martedì, all’in…
WASHINGTON – Era tutto pronto, ma poi una soffiata ha scombinato i piani di Trump. La temibile Ice, l’Immigration and Customs Enforcement, la polizia che si occupa specificamente di migranti illegali, aveva già allertato almeno duecento suoi uomini, preparati ad entrare in azione nell’area metropolitana di Chicago – città santuario, come qui chiamano i luoghi dove i migranti sono protetti e che dunque non consegna informazioni alle autorità - per far partire simbolicamente proprio dal bastione dem dove ad agosto i democratici hanno pure tenuto la loro Convention l’Operation Safeguard: operazione salvaguardia che nei fatti consiste in una vera caccia al clandestino casa per casa.
Raid di arresti e deportazioni di massa di “criminali”: definizione che però per la nuova amministrazione è davvero molto ampia, giacché riguarderà qualunque clandestino con precedenti anche minori, comprese le multe per sosta vietata. Donald Trump vuol mettere in atto il piano già dall’alba di martedì, all’indomani del suo giuramento, cioè, per iniziare il suo secondo mandato con un atto di forza.
Peccato – si fa per dire – che la fuga di notizie (il raid è stato anticipato dal Wall Street Journal) stia ora costringendo le autorità a rivedere l’intero piano. Lo ha ammesso ieri, durante una intervista con la rete Abc, Tom Homan: il funzionario dell’Ice che President Trump ha nominato “zar” delle frontiere e delle politiche d’immigrazione. Un uomo spietato, grande sostenitore delle politiche di “tolleranza zero” che nel gennaio 2017 suggerì addirittura la separazione dei figli degli immigrati dai propri genitori per scoraggiarne l’ingresso in America. E quei piccoli migranti finirono in orribili gabbie. «Stiamo rivedendo i piani di Chicago, il leak ha messo a repentaglio la sicurezza degli agenti» ha dunque detto Homan ieri sera, alludendo al fatto che ora il piano potrebbe partire da altre città santuario – New York ad esempio - per poi concentrarsi su Chicago più in là.
Di sicuro le agenzie che collaborano con l’Ice, dall’ Homeland Security Investigations, il braccio investigativo del dipartimento di sicurezza interna, all’Enforcement and Removal Operations, che invece gestisce le deportazioni, restano in stato d’allerta. Agli agenti non sono stati però ancora forniti dettagli specifici e logistici, se non un generico “tenersi pronti a partire”.
L’allerta a Windy City resta dunque altissima. Chicago è sicuramente nel mirino e se non sarà martedì potrebbe avvenire già la settimana successiva. Così l’amministazione a guida democratica – il sindaco Brandon Johnson viene dal sindacalismo di base - si prepara. «Purtroppo ce lo aspettavamo e ci stiamo già preparando,» ha detto Erendira Rendon, vicepresidente di Resurrection Project che appunto si occupa di migranti e collabora con il Comune. «Vogliono intimidire una città che protegge i deboli» gli ha fatto eco il deputato Jesús "Chuy" García. E Jessie Fuentes, rappresentante del 26° distretto, ha affermato in una conferenza stampa che le scuole pubbliche non collaboreranno con gli ufficiali dell'immigrazione.
«Nessuna agenzia della città di Chicago coordinerà o lavorerà con gli agenti dell'Ice. Vogliamo che le famiglie capiscano che i giovani possono ancora andare a scuola». Ma la paura è tanta: perché ormai è noto, questo tipo di raid finiscono per travolgere anche persone che non hanno mai commesso un reato. «Fermeranno la gente per strada e se le carte non sono in ordine le porteranno semplicemente via», lamenta una donna di origini ispaniche sempre parlando con Abc: «Trump vuol farci vivere nel terrore».
Gli attivisti sono già all’opera: organizzando workshop online e pure una diretta Facebook di domande e risposte per far conoscere ai migranti i propri diritti. Come quello di non aprire la porta se non viene mostrato uno specifico mandato. Anche le chiese partecipano alla mobilitazione che nei prossimi giorni sarà massima.