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Il mortale ritardo della tregua: 19 uccisi a Gaza perché le armi non hanno taciuto in tempo

(afp)

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Tre sono membri della stessa famiglia, gli Alewa: morti nelle 2 ore e 45 in cui l’Idf ha continuato a colpire dopo l’ora fissata per il cessate il fuoco perché Hamas non aveva consegnato la lista degli ostaggi da liberare
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RAMALLAH – In mortale ritardo. La tregua a Gaza doveva entrare in vigore alle 8.30 (ora locale, le 7.30 in Italia) in punto di questa mattina ma è stata posticipata ufficialmente alle 11.15 perché Hamas non è riuscito a comunicare in tempo i nomi dei tre ostaggi che rilascerà oggi. Il rinvio, di due ore e quarantacinque minuti, è costato la vita a 19 persone, rimaste uccise nei raid aerei che sono continuati fino all’ultimo. Sono le ultime vittime palestinesi prima del cessate il fuoco.

Netanyahu durante la notte ha dato l’ordine al suo esercito di proseguire le operazioni. “La tregua sarà proclamata solo nel momento in cui avremo i tre nomi”, ha avvertito il premier israeliano. Ma all’alba, i nomi non erano ancora arrivati.

Abu Obeida, uno dei portavoce di Hamas, ha detto che il ritardo è stato dovuto alla difficoltà di contattare chi tiene in ostaggio i rapiti e di avere la conferma della possibilità del rilascio in giornata. Il portavoce della Civil Defence di Gaza, Mahmoud Ba…

RAMALLAH – In mortale ritardo. La tregua a Gaza doveva entrare in vigore alle 8.30 (ora locale, le 7.30 in Italia) in punto di questa mattina ma è stata posticipata ufficialmente alle 11.15 perché Hamas non è riuscito a comunicare in tempo i nomi dei tre ostaggi che rilascerà oggi. Il rinvio, di due ore e quarantacinque minuti, è costato la vita a 19 persone, rimaste uccise nei raid aerei che sono continuati fino all’ultimo. Sono le ultime vittime palestinesi prima del cessate il fuoco.

Netanyahu durante la notte ha dato l’ordine al suo esercito di proseguire le operazioni. “La tregua sarà proclamata solo nel momento in cui avremo i tre nomi”, ha avvertito il premier israeliano. Ma all’alba, i nomi non erano ancora arrivati.

Abu Obeida, uno dei portavoce di Hamas, ha detto che il ritardo è stato dovuto alla difficoltà di contattare chi tiene in ostaggio i rapiti e di avere la conferma della possibilità del rilascio in giornata. Il portavoce della Civil Defence di Gaza, Mahmoud Basal, a Repubblica riferisce: “A quanto risulta a me, dalle 8.30 alle 11.30 di stamani un palestinese è morto a Rafah, nove sono morti a Gaza City, sei a Khan Yunis, tre nel nord della Striscia, in tutto 19 deceduti e 30 feriti nei bombardamenti dell’Idf”. Tre sono fratelli che appartengono alla famiglia Alewa, abitavano nel quartiere Sahjayeh a Gaza City.

“Poco fa l’artiglieria e gli aerei dell’Idf hanno colpito una serie di obiettivi terroristici nel nord e nel centro di Gaza”, si legge in una nota diffusa dalle forze armate dello Stato ebraico a metà mattina. “L’esercito rimane pronto alla difesa e all’offesa, non permetterà che venga arrecato alcun danno ai nostri cittadini”. Poco prima delle 11 hanno avuto i nomi delle tre donne ostaggi che torneranno a casa oggi: Romi Gonen, Emily Damari e Doron Steinbrecher.

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