L'agenzia di protezione civile a Gaza, gestita da Hamas, stima che più di 10.000 cadaveri siano ancora sotto le macerie degli edifici distrutti.
Intanto nella notte novanta detenuti palestinesi sono stati scarcerati da Israele in base agli accordi per il cessate il fuoco e lo scambio con le tre ragazze ostaggio.
Il prossimo rilascio degli ostaggi israeliani avverrà sabato prossimo.
I combattenti Houthi dello Yemen hanno fatto sapere che limiteranno gli attacchi nel Mar Rosso alle sole navi affiliate a Israele, mentre il cessate il fuoco a Gaza entra nel suo secondo giorno. Il gruppo ha affermato che "sospenderà le sanzioni" sulle altre navi che aveva precedentemente preso di mira dal novembre 2023 a sostegno dei palestinesi sotto attacco da parte dell'esercito israeliano a Gaza
Media: bambino ucciso da un cecchino israeliano a Rafah
Le forze di occupazione israeliane "hanno giustiziato un bambino e ne hanno ferito un altro" questa sera nel centro di Rafah, nel sud della Striscia di Gaza. Lo scrive l'agenzia palestinese Wafa secondo cui il bambino, di nome Zakaria Hamid Yahya Barbakh, è stato ucciso quando un cecchino israeliano ha sparato contro di lui e poi contro un altro bambino, rimasto ferito mentre cercava di recuperare il suo corpo. Due persone, una delle quali era un bambino, sono state uccise e altri nove, tra cui bambini, sono rimaste ferite questa sera dai proiettili delle forze di occupazione a Rafah, scrive ancora la Wafa.
Cnn: Netanyahu nelle prossime settimane negli Usa per vedere Trump
Il premier israeliano Benjamin Netanyahu potrebbe essere già "nelle prossime settimane" negli Stati Uniti per un incontro con Donald Trump. Lo ha detto alla Cnn una fonte israeliana, secondo cui al centro dei loro colloqui ci sarà la normalizzazione dei rapporti tra Israele e Arabia Saudita, il programma nucleare iraniano e l'accordo sul cessate il fuoco ed il rilascio degli ostaggi.
Abu Mazen: “Pronti a lavorare con Trump”
Il presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese, Abu Mazen, si è congratulato con Donald Trump per il suo ritorno alla presidenza degli Stati Uniti, secondo una dichiarazione pubblicata dalla Wafa. "Siamo pronti a lavorare con voi per raggiungere la pace durante la vostra era, secondo la soluzione dei due stati basata sulla legittimità internazionale, lo Stato di Palestina e lo Stato di Israele che vivono fianco a fianco in sicurezza e pace, e per raggiungere la sicurezza e stabilità nella nostra regione e nel mondo", si legge nella dichiarazione.
Hamas: “I prossimi rapiti saranno liberi domenica, non sabato”
Un portavoce di Hamas ha annunciato che il gruppo terroristico non rilascerà il prossimo gruppo di ostaggi prima di domenica prossima, e non sabato come era stato previsto e che il giorno prima fornirà i nomi dei rapiti che saranno liberati. Lo riferisce Times of Israel.
L'accordo stabilisce che Hamas rilascerà il secondo gruppo di ostaggi il settimo giorno dell'accordo di cessate il fuoco-ostaggi. Poiché l'accordo è entrato in vigore ieri, il settimo giorno dell'accordo sarebbe sabato.
Le forze di sicurezza di Hamas operative a Gaza dopo il cessate il fuoco
La polizia e le forze di sicurezza di Hamas sono operative a Gaza nel secondo giorno di cessate il fuoco con Israele. Lo rendono noto alcuni giornalisti dell'Afp.
Il vice ministro degli interni di Hamas per il territorio, Mahmud Abu Watfah, ha ispezionato la polizia armata, alcuni in tuta mimetica e altri vestiti di nero, prima che pattugliassero le strade bombardate di Gaza City. "Ci teniamo al comfort e alla protezione di coloro che si sono sacrificati con la resistenza e hanno pagato un prezzo elevato per questa sanguinosa guerra", ha detto Abu Watfah che ha spiegato che le forze volevano "controllare la situazione sul campo" in caso di caos.
Netanyahu: “Insieme a Trump sconfiggeremo l'asse del terrore”
"Congratulazioni presidente Trump. Sono fiducioso che completeremo la sconfitta dell'asse terroristico iraniano e inaugureremo una nuova era di pace e prosperità per la nostra regione". Lo ha affermato il primo ministro israeliano, Benjamin Netanyahu, in un messaggio diffuso dopo l'insediamento di Donald Trump. "Il suo primo mandato da Presidente è stato costellato di momenti rivoluzionari nella storia della grande alleanza tra i nostri due Paesi", ha aggiunto Netanyahu. "Vi siete ritirati dal pericoloso accordo sul nucleare con l'Iran, avete riconosciuto Gerusalemme come capitale di Israele, avete trasferito l'ambasciata americana a Gerusalemme e avete riconosciuto la sovranità di Israele sulle alture del Golan. Lei ha mediato gli storici Accordi di Abramo in cui Israele ha fatto la pace con quattro paesi arabi", ha ricordato ancora. "Credo che lavorando di nuovo insieme porteremo l'alleanza Usa-Israele a livelli ancora più alti", ha concluso.
Tajani: “Iran e Houthi non minaccino la tregua”
Ora si deve "andare verso gli Accordi di Abramo, vuol dire costruire una nuova stagione di pace, l'Iran non deve minacciare Israele né usare alleati come gli Houthi per far saltare la tregua, non servono provocazioni in questo momento, chi lo fa, se lo fa, si assume la responsabilità di nuovi morti". Lo dice il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, intervenendo da Gerusalemme in video collegamento all'evento organizzato dal Parlamento europeo in Italia "Agenda per la Pace 2025 il ruolo dell'Europa e le sfide del Giubileo della speranza". "Mi auguro che questo non accada anche con i nostri mercantili nel Mar Rosso - ha aggiunto -, mi auguro che nessuno voglia utilizzare questa situazione per speculazioni di potere e mi auguro che l'amicizia tra Iran e Russia abbia altri fini, non quello di creare problemi in Israele".
Metsola: “Il cessate il fuoco è la svolta che tutti aspettavamo”
"Ieri, il mondo ha guardato con aspettativa" i momenti in cui "aveva luogo l'accordo di cessate il fuoco a Gaza e i primi tre ostaggi tornavano a casa. È la svolta che tutti aspettavamo e di cui molti avevano disperatamente bisogno. È ciò che questo Parlamento ha chiesto". Lo ha detto la presidente dell'Eurocamera, Roberta Metsola, parlano all'apertura dei lavori a Strasburgo. "Ora, più che mai, dobbiamo garantire che il lavoro per un futuro migliore continui. Possiamo usare questo momento come catalizzatore che trasformi la disperazione in speranza, far si diventi il ;;trampolino di lancio verso una stabilità duratura, la ricostruzione e un'ondata di aiuti. Questo momento consente una reale prospettiva di pace nella regione", ha aggiunto Metsola.
Hezbollah si congratula con i palestinesi: “Il cessate il fuoco è una grande vittoria”
Hezbollah si congratula con il popolo palestinese e la sua resistenza contro Israele, insieme a tutte le forze che hanno sostenuto Gaza per una "grande vittoria" ottenuta nell'accordo di cessate il fuoco. Lo riferisce Al Jazeera online, secondo cui per Hezbollah si tratta di "un esempio da seguire nell'affrontare l'aggressione sionista-americana contro la nostra nazione e la nostra regione". Quanto è avvenuto, sostiene ancora il movimento sciita filoiraniano libanese, dimostra ancora una volta che la resistenza è l'unica opzione in grado di scoraggiare l'occupazione e sconfiggere i suoi piani aggressivi, perché l'accordo è una vittoria politica che si è aggiunta a una vittoria militare.
Il Qatar invierà 1,25 mln di litri di carburante al giorno a Gaza
Il Qatar intende inviare 1,25 milioni di litri di carburante al giorno alla Striscia di Gaza durante i primi dieci giorni dallo scattare del cessate il fuoco tra il movimento islamista Hamas e Israele. Lo ha annunciato in un comunicato il ministero degli Esteri del Paese. Nel dettaglio, il Qatar - che è ricco di petrolio e gas - ha 'creato un ponte terrestre per rifornire la Striscia di Gaza di 12,5 milioni di litri di carburante durante i primi dieci giorni dell'accordo che ha sancito la tregua, al ritmo di 1,25 milioni di litri al giorno'. La fornitura dovrà soddisfare le esigenze del territorio palestinese che ha una popolazione di 2,4 milioni di abitanti.
Guterres: “L’annessione della Cisgiordania a Israele sarebbe una gravissima violazione”
Qualsiasi annessione totale o parziale della Cisgiordania da parte di Israele sarebbe ''una gravissima violazione del diritto internazionale''. Questo l'avvertimento lanciato dal Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres. ''Sono profondamente preoccupato per la minaccia esistenziale all'integrità e alla contiguità dei Territori palestinesi occupati di Gaza e della Cisgiordania'', ha aggiunto Guterres durante una riunione del Consiglio di sicurezza sulla situazione in Medio Oriente.
Cisgiordania, arrestati due coloni per attacchi contro i palestinesi
Due coloni israeliani sono stati arrestati per il loro presunto coinvolgimento in attacchi contro palestinesi in diversi villaggi della Cisgiordania durante la notte: lo afferma l'Idf. L'esercito afferma di aver ricevuto segnalazioni di "violente rivolte" a Turmus Ayya, Sinjil e Ein Sinya, durante le quali "alcuni cittadini israeliani hanno appiccato il fuoco a una casa e a una proprietà nella zona"
Tajani: “Hamas non tornerà a governare la Striscia di Gaza”
"Chi governerà Gaza dopo la fine della guerra è un processo che è in continuo movimento, il primo obiettivo è il raggiungimento della pace, è ovvio che Hamas non può governare la Palestina, per tutto ciò che è accaduto. L'Anp è l'interlocutore unico dell'Unione Europea, deve modernizzarsi, rafforzare la sua posizione e dovrà essere sostenuta dalla popolazione palestinese. Non credo che a Gaza la popolazione dopo quello che è successo voglia ancora essere guidata da Hamas. Noi vogliamo un processo in cui Israele riconosca la Palestina e la Palestina riconosca Israele". Lo ha detto il ministro degli Esteri Antonio Tajani in conferenza stampa a Gerusalemme.
Tajani: “L’Italia fornirà uomini per una missione di pace a Gaza”
L'Italia fornirà uomini e donne a una eventuale missione di pace a guida araba a Gaza. Lo afferma a Gerusalemme il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Per Tajani "non potà essere Hamas" a gestire Gaza in futuro.
Tajani: “Dall’Italia 25 milioni di aiuti per la popolazione di Gaza”
L'Italia stanzierà ulteriori 10 milioni di euro di aiuti, oltre ai 15 mln già stanziati, per gli aiuti alla popolazione palestinese. Lo afferma a Gerusalemme il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani. Per Tajani sia il ministro degli Esteri israeliano Sa'ar sia il premier palestinese Mustafa, sostengono il progetto 'Food for Gaza'.
Hamas: “Gaza si rialzerà di nuovo”
''Gaza, con il suo grande popolo e la sua resilienza, risorgerà per ricostruire ciò che l'occupazione ha distrutto e continuerà sulla strada della risolutezza fino a quando l'occupazione non sarà sconfitta''. Lo ha assicurato Hamas in una dichiarazione rilasciata nel secondo giorno dall'entrata in vigore del cessate il fuoco con Israele nella Striscia di Gaza.
Herzog ai funerali dell’ex ostaggio Shaul: “Perdonateci”
Parlando al funerale del sergente maggiore israeliano Oron Shaul, il cui corpo è stato recuperato nel fine settimana dopo essere rimasto a Gaza per oltre un decennio, il presidente Isaac Herzog ha chiesto perdono alla famiglia "a nome dell'intera nazione". Lo riporta il Times of Israel. "Cara famiglia Shaul, a nome dell'intero Stato di Israele chiedo perdono, per gli anni di tortura che avete dovuto sopportare, per l'attesa del ritorno di vostro figlio e fratello", dice Herzog. "Anni in cui non abbiamo adempiuto alla nostra missione, alla nostra responsabilità, di riportarlo qui, nella culla della sua nascita". Shaul verrà seppellito a Poria, nel nord del Paese, dopo essere stato ucciso in combattimento a Gaza nel 2014 e il suo corpo è stato trattenuto fino a quando non è stato trovato dall'Idf nei giorni scorsi. "È passato un decennio e siamo ancora costretti a mandare i nostri figli e figlie migliori a combattere contro quegli abominevoli nemici", ha aggiunto il presidente. Facendo riferimento al ritorno di ieri sera di Emily Damari, Doron Steinbrecher e Romi Gonen dalla prigionia di Hamas, Herzog ha giurato di riportarli indietro "tutti, fino all'ultimo", inclusi Avera Mengistu e Hisham al-Sayed, cittadini israeliani tenuti a Gaza per anni, e il corpo del soldato dell'Idf Hadar Goldin, ucciso anch'egli nel 2014. "Non possiamo lasciare nemmeno una casa in Israele in questo stato di attesa", ha concluso.
La madre di Emily Damari: “Sta meglio di quanto ci aspettassimo”
Emily Damari, l'israeliana rilasciata da Hamas insieme ad altre due donne nel primo giorno di tregua a Gaza, "sta molto meglio di quanto ci aspettassimo". Lo afferma sua madre, Mandy Damari in una dichiarazione rilasciata tramite il Forum delle famiglie degli ostaggi e riportata dal Times of Israel. "Ieri ho finalmente potuto abbracciare Emily, proprio come avevo sognato di fare per molto tempo", ha detto ringraziando tutti coloro che hanno offerto incrollabile supporto negli ultimi 15 mesi. "Siete tutti parte integrante della famiglia di Emily". "È stata una grande gioia intravedere, insieme al resto del mondo, la forza, la determinazione e il carisma di Emily quando è stata rilasciata", ha continuato. "Per usare le parole di Emily, è la donna più felice del mondo; ha ripreso in mano la sua vita". Elogiando la "straordinaria resilienza" di sua figlia, Mandy ha comunque sottolineato che la sua strada verso la guarigione è comunque "appena iniziata", chiedendo privacy per Emily e il resto della sua famiglia. Mandy ha poi ricordato che 94 ostaggi sono ancora prigionieri di Hamas e ha chiesto di garantire che il cessate il fuoco rimanga intatto "finché l'ultimo degli ostaggi non tornerà a casa dalle proprie famiglie".
Halevi: “Prepararsi ad operazioni significative contro terroristi in Cisgiordania”
Il capo di Stato maggiore dell'esercito israeliano, il generale Herzi Halevi, ha sollecitato le Idf a prepararsi a "operazioni significative" in Cisgiordania. "Insieme agli intensi preparativi di difesa nella Striscia di Gaza, dobbiamo essere preparati a operazioni significative in Giudea e Samaria (Cisgiordania, ndr) nei prossimi giorni per prevenire e catturare i terroristi prima che raggiungano i nostri cittadini", ha affermato Halevi, citato dai media dello Stato ebraico
Ex ostaggio Emily ferita alla mano e alla gamba durante l’assalto di Hamas
L'ex ostaggio britannico-israeliano Emily Damari è stata ferita alla mano e alla gamba durante gli attacchi di Hamas del 7 ottobre. Lo ha affermato il suo avvocato Adam Rose parlando di "un periodo straordinario e al tempo stesso difficile". "E' incredibilmente difficile ciò che hanno dovuto affrontare. Sappiamo dagli ostaggi che sono stati rilasciati nei precedenti accordi di cessate il fuoco nel novembre 2023 che alcuni di loro si sono ripresi e hanno continuato a vivere, mentre altri sono rimasti profondamente segnati da ciò che hanno vissuto", ha aggiunto
Protezione civile Gaza: “10 mila cadaveri sotto le macerie”
L'agenzia di protezione civile a Gaza, gestita da Hamas, stima che più di 10.000 cadaveri siano ancora sotto le macerie degli edifici distrutti. In un aggiornamento sull'impatto della guerra nella Striscia negli ultimi 15 mesi, ripreso da Bbc, l'agenzia afferma di non essere "riuscita a trovare alcuna traccia" di circa 2.840 persone uccise a causa delle temperature estremamente elevate prodotte dalle armi dell'esercito israeliano. Gli equipaggi del Servizio di Protezione Civile sostengono di aver recuperato oltre 38.300 cadaveri e soccorso 97.000 feriti dalle aree prese di mira da Israele
Hamas: “122 morti a Gaza prima della tregua”
Il ministero della Sanità di Hamas ha annunciato che 122 palestinesi sono stati uccisi nelle ultime 24 ore, ovvero prima che entrasse in vigore - ieri mattina - la tregua concordata con Israele. Il bilancio dei morti a Gaza dal 7 ottobre 2023 è salito così a quota 47.035, mentre i feriti sono 111.091, secondo la stessa fonte
Dal 7 ottobre almeno 47.035 palestinesi uccisi a Gaza
Dal 7 ottobre 2023, almeno 47.035 palestinesi sono stati uccisi e 111.091 feriti nell'attacco israeliano alla Striscia di Gaza. Il Ministero della Salute di Gaza ha dichiarato che nelle ultime 24 ore sono state uccise 60 persone e sono stati recuperati altri 62 cadaveri. In precedenza, l'agenzia di soccorso d'emergenza di Gaza aveva dichiarato che sono in corso le ricerche tra le vaste macerie degli edifici crollati alla ricerca di circa 10.000 corpi sepolti
Hamas: “Ci congratuliamo con il nostro popolo”
"Ci congratuliamo con il nostro popolo, la nostra nazione e le persone libere del mondo per il rilascio del primo gruppo di nostri prigionieri, donne e uomini, dalle prigioni dell'occupazione. Le scene di gioia del nostro popolo durante l'accoglienza dei prigionieri confermano ancora una volta il sostegno pubblico attorno alla resistenza. Le enormi masse del nostro popolo che sono uscite per accogliere i prigionieri liberati nonostante le misure oppressive dell'occupazione sono una dichiarazione di sfida contro l'occupazione. La consegna delle prigioniere nemiche in piena salute in cambio dell'abbandono da parte del nemico dei nostri prigionieri incarnava la differenza tra i valori della resistenza e la barbarie dell'occupazione". Lo afferma Hamas con una nota. Hamas prosegue: "Rinnoviamo il nostro impegno di fedeltà ai nostri prigionieri nel cammino per liberare la nostra terra e i nostri luoghi santi e sconfiggere l'occupazione fascista
Abbiamo rispetto per i sacrifici del nostro grande popolo a Gaza e per la nostra vittoriosa resistenza, che ha dimostrato che non dimenticherà i suoi prigionieri"
Da febbraio l’Italia riprende i voli con Tel Aviv
Ita Airways comunica che dal prossimo 1° febbraio saranno ripristinati gradualmente i collegamenti tra Roma Fiumicino e Tel Aviv Ben Gurion inizialmente con una frequenza giornaliera diurna e dal 16 febbraio anche con una frequenza notturna, compatibilmente con l'evoluzione dello scenario geopolitico. I voli avranno il seguente programma operativo: Per il volo diurno partenza da Roma Fiumicino alle 09:10 e arrivo all'aeroporto di Tel Aviv Ben Gurion alle 13:30 (ora locale); per il volo notturno partenza da Roma Fiumicino alle 22:50 e arrivo all'aeroporto di Tel Aviv Ben Gurion alle 03:10 locali del giorno successivo. Per il volo diurno partenza da Tel Aviv Ben Gurion alle 14:30 (ora locale) con arrivo a Roma Fiumicino alle 17:15; per il volo notturno partenza da Tel Aviv Ben Gurion alle 05:15 (ora locale) con arrivo a Roma Fiumicino alle 08:05.
Tali orari consentono comode connessioni da/per Israele con tutte le destinazioni intercontinentali del network di ITA Airways attraverso l'hub di Roma Fiumicino.
La ripresa dei voli fra Roma e Tel Aviv, possibile anche grazie alla collaborazione con le autorità italiane e israeliane, ha una valenza strategica per ITA Airways e assume particolare importanza per il Sistema Paese rafforzando le relazioni commerciali, sociali e culturali che legano i due mercati
Tajani a Sàar: “L’Italia sostiene l’accordo per il cessate il fuoco”
L'Italia dà il suo "pieno sostegno" all'accordo di cessate il fuoco tra Israele e Hamas. Lo afferma il vicepremier e ministro degli Esteri, Antonio Tajani, incontrando a Tel Aviv il suo omologo israeliano Giedeon Sàar. Sàar sottolinea che Tajani è il primo leader occidentale ad arrivare in Israele dopo la firma dell'accordo. Tajani aggiunge: "Siamo fortemente impegnati per la pace oggi più che mai". Il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sàar, ha detto a Tajani: "Il mio amico Antonio Tajani è benvenuto. E' il primo a recarsi in Israele dopo l'entrata in vigore del cessate il fuoco. Siamo molto felici che sia qui perché l'Italia è un grande amico di Israele e, lei personalmente, è un amico di Israele. Continueremo con questa visita a rafforzare le relazioni bilaterali"
Anche l'attivista Jarrar tra le detenute palestinesi liberate
Le immagini, diffuse sui media internazionali, sulla liberazione a tarda notte dei 90 detenuti palestinesi, donne e minori, mostrano la gioia dei familiari all'uscita dalla prigione di Ofer in Cisgiordania. Tra i rilasciati è confermata la presenza della storica attivista palestinese Khaleda Jarrar, che è stata accolta a Ramallah. Jarrar è un personaggio storico dell'attivismo palestinese: 62 anni, è una componente di spicco del Fronte Popolare per la Liberazione della Palestina, organizzazione attiva fin dagli anni '60. Attivista per la difesa dei diritti umani e che proprio sui diritti dei detenuti palestinesi ha guidato importanti battaglie, è stata deputata, eletta al Parlamento palestinese nel 2006 e nell'ultimo decennio è stata a più riprese arrestata e rilasciata, sebbene mai condannata per coinvolgimento diretto nelle azioni militari del Fronte Popolare
Onu: “Distrutto il 74% degli edifici di Gaza City”
Secondo un'analisi del Centro satellitare delle Nazioni Unite (Unosat), più di due terzi di tutti gli edifici di Gaza hanno subito danni, stimati in circa 163.778 edifici. Si stima che circa 52.564 strutture siano state distrutte. Le due città più grandi di Gaza, Gaza City e Khan Younis, sono due delle aree più colpite, dove si ritiene che il 74% degli edifici e il 55% degli edifici siano stati danneggiati o distrutti. Dalle immagini satellitari da Planet Labs, è evidente la portata della distruzione in queste due principali aree urbane. Cumuli di macerie, case rase al suolo, tonnellate di detriti: è la distruzione del campo profughi di Jabalia nelle impressionanti immagini del drone della Cnn che è entrato a Gaza per la prima volta dal novembre 2023. Le immagini sono apocalittiche e non sono rare a Gaza. Gaza City, la città più grande di Gaza, ha chiesto il sostegno internazionale per ripristinare i servizi di base dopo l'entrata in vigore del cessate il fuoco tra Israele e Hamas. "Oltre il 70% delle strade di Gaza City è stato distrutto e il 60% dei residenti non ha accesso all'acqua", ha affermato il governo locale. "Le priorità della prima fase sono ripristinare la vita in città, garantire i servizi e riaprire le strade", ha affermato il comune di Gaza City. Il governo locale, scrive Cnn, ha dichiarato di aver presentato un elenco di necessità alle organizzazioni internazionali e ha chiesto che vengano consentite "ampie" quantità di carburante. La ricostruzione nell'intera Striscia di Gaza sarà un'impresa enorme e lunga. Secondo una recente stima dell'Ufficio delle Nazioni Unite per il coordinamento degli affari umanitari, circa il 92% delle case a Gaza è stato distrutto o danneggiato e più di 1,8 milioni di persone hanno urgente bisogno di rifugi di emergenza e di beni di prima necessità per la casa
Fonti ospedaliere: “Sono stabili le condizioni delle tre ragazze liberate”
Sono "stabili" le condizioni di Emily Damari, Romi Gonen e Doron Steinbrecher tre giovani donne ostaggio di Hamas liberate ieri dopo il loro sequestro il 7 ottobre del 2023, ha reso noto l'ospedale in cui sono state trasferite ieri dopo il loro arrivo in Israele. "Sarà necessario qualche altro giorno per completare tutti gli esami necessari", ha spiegato il vice primario del Sheba Medical Center, Sefi Mendelovich, intervistato dal Times of Israel
Stamattina 214 camion di aiuti umanitari entrati a Gaza
Sono stati almeno 205 i "camion di aiuti umanitari" entrati oggi a Gaza attraverso i valichi di al-Awja (Nitzana) e Kerem Shalom "oltre a" nove autocisterne (quattro cariche di diesel, altrettante di gas e una di benzina). Lo riferisce una fonte qualificata egiziana. Ieri 330 automezzi (di cui 20 con carburante) erano transitati dai due valichi passando prima attraverso quello di Rafah, riaperto in occasione del cessate il fuoco tra palestinesi e Israele nella Striscia
Tajani arrivato in Israele, incontro con l'omologo Sa’ar
Il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani è arrivato in Israele e si sta recando all'incontro con il suo omologo Gideo Sa’ar
Houthi: “Ora attaccheremo solo le navi affiliate a Israele”
I ribelli Houthi dello Yemen hanno annunciato che, con la tregua in vigore nella Striscia di Gaza, limiteranno i loro attacchi nel corridoio del Mar Rosso solo alle navi affiliate a Israele. L'annuncio è stato fatto in un'e-mail inviata domenica agli spedizionieri e gli Houthi hanno pianificato anche una dichiarazione militare per oggi, probabilmente in merito a questa decisione. Gli Houthi, attraverso il loro Centro di Coordinamento delle Operazioni Umanitarie, hanno fatto l'annuncio dicendo che stanno "fermando le sanzioni" sulle altre navi che avevano preso di mira in precedenza da quando avevano iniziato gli attacchi a novembre del 2023. Da quando la guerra fra Israele e Hamas nella Striscia di Gaza è iniziata a ottobre del 2023, dopo l'attacco a sorpresa di Hamas nel sud di Israele, gli Houthi hanno preso di mira circa 100 navi mercantili con missili e droni. In questa campagna, i ribelli yemeniti hanno sequestrato una nave e ne hanno affondate due, con un totale di 4 marinai morti. Altri missili e droni sono stati invece intercettati da coalizioni separate guidate da Stati Uniti ed Europa nel Mar Rosso o non hanno raggiunto i loro obiettivi, tra cui anche navi militari occidentali
Barrot: “Nessuna notizia degli ostaggi francesi a Gaza”
Il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot, intervistato questa mattina da Bfmtv, ha detto di non avere notizie dei due ostaggi francesi a Gaza, all'indomani del primo rilascio di ostaggi da parte di Hamas. A una domanda sulle sorti dei due ostaggi franco-israeliani, Ofer Kalderon e Ohad Yahalomi, il ministro ha risposto: "Nessuna notizia. Ed è questa è la tragedia delle massicce prese di ostaggi del 7 ottobre: non avere notizie sul loro stato di salute o sulle loro condizioni di detenzione". Il capo della diplomazia d'Oltralpe ha quindi ricordato che i due cittadini franco-israeliani "fanno parte della lista di 33 ostaggi liberabili nei prossimi quaranta giorni". "Otto connazionali - ha puntalizzato - sono stati presi in ostaggio in quella tragica mattinata (del 7 ottobre 2023). Due, purtroppo, sono morti. Quattro sono stati liberati. Ne restano due, e resteremo mobilitati fino all'ultimo" per garantire la loro liberazione, ha garantito Barrot
Idf, soldato morto in Cisgiordania: circostanze da chiarire
Le Idf hanno annunciato la morte del soldato Eviatar Ben Yehuda in Cisgiordania, in circostanze ancora da chiarire. Lo scrive il Jerusalem Post aggiungendo che un altro ufficiale delle Idf è rimasto gravemente ferito. Il giornale ha appreso che a essere ferito è stato il comandante del battaglione 8211 della brigata Efraim, nella Cisgiordania settentrionale
Dal 5 aprile British Airways torna a volare su Tel Aviv
La compagnia aerea British Airways tornerà a volare in Israele, con un primo collegamento per l'aeroporto di Tel Aviv il prossimo 5 aprile. Lo scrivono i media israeliani spiegando che all'inizio ci sarà un collegamento al giorno e che successivamente saliranno a due
Israele, le tre donne liberate sono “in condizioni stabili”
I tre ostaggi, Emily Damari, Romi Gonen e Doron Steinbrecher, liberati dalla prigionia di Hamas dopo 471 giorni, "sono in condizioni stabili". Lo afferma il dottor Sefi Mendelovich, vicedirettore generale della Sanità presso lo Sheba Medical Center di Ramat Gan. "Ci vorranno ancora alcuni giorni per completare tutti gli esami necessari", afferma Mendelovich. Il personale dell'ospedale continuerà a monitorare le loro condizioni cliniche.
Il parroco di Gaza: “Il silenzio, la frutta e la verdura sono le novità più grandi dopo la tregua”
Il silenzio, per l'assenza dei bombardamenti, e la frutta e la verdura arrivate sulla tavola. Sono le novità più concrete della vita a Gaza con l'inizio della tregua. Lo racconta il parroco della Sacra Famiglia, padre Gabriel Romanelli. Ieri sera alle 8 (le 7 in Italia) puntualmente è anche arrivata la telefonata di Papa Francesco. "Ci ha detto: sono contento che la pace a Gaza sta arrivando", riferisce il missionario argentino. "La gente è contenta anche se sa che la tregua non è ancora la pace" ma "speriamo che sia l'inizio di un cammino di pace e di una fase nuova in Terra Santa e di riconciliazione e giustizia tra palestinesi e israeliani", dice il parroco dell'unica chiesa cattolica della Striscia. Tra le novità "un silenzio assordante", "assordante perché ti fa pensare". "Non c'era alcun rumore di spari, armi e non c'erano nemmeno droni". "Questo silenzio è assordante perché attira l'attenzione", "abbiamo cominciato a ringraziare Dio, perché questa tregua è un dono di Dio, e a pregare anche per tutti i responsabili delle diverse parti, della Palestina e di Israele, e del gruppo degli altri Paesi che si è impegnato per questa tregua". E poi anche l'arrivo sulla tavola di frutta e verdura: "I prezzi sono ancora alle stelle ma ieri, come ogni domenica, abbiamo voluto fare un pranzo speciale". La frutta e la verdura sono arrivate grazie alle donazioni del Patriarcato latino di Gerusalemme ma "ci sono molti carichi di aiuti al confine e del cibo è già andato a male. Quindi alcuni giovani stanno facendo la selezione per distribuirlo alle famiglie della parrocchia e nei quartieri più poveri di Gaza City".
Onu, 630 camion aiuti a Gaza: "Non c'è tempo da perdere"
In tutto oltre 630 camion di aiuti umanitari sono entrati a Gaza nel primo giorno di cessate il fuoco tra Israele e Hamas, ma "non c'è tempo da perdere". Lo ha detto il capo degli aiuti umanitari dell'Onu, Tom Fletcher, precisando che almeno 300 camion sono diretti verso il nord assediato e bombardato del territorio. "Dopo 15 mesi di guerra incessante, le esigenze umanitarie sono sconvolgenti", ha affermato Fletcher sui social media. Pochi minuti dopo l'inizio della tregua, ieri, le Nazioni Unite hanno affermato che i primi camion carichi di aiuti umanitari disperatamente necessari sono entrati nel territorio palestinese.
Novanta detenuti palestinesi scarcerati, per Hamas ne manca uno che era sull’elenco
Sono stati rilasciati nella notte i primi 90 detenuti palestinesi che, in base all'accordo tra Israele e Hamas, sarebbero dovuti essere scarcerati in cambio delle prime tre donne ostaggio. In una nota, però, Hamas fa notare che tra i detenuti di sicurezza rilasciati manca un prigioniero il cui nome era sull'elenco. Lo riporta il sito di Ynet. Hamas, spiega la nota, sta lavorando con i mediatori e con la Croce Rossa "per fare pressione su Israele affinché rispetti l'elenco concordato dei prigionieri".
Folla in festa applaude bus con palestinesi rilasciati
Una folla festante ha applaudito a Baytunya, in Cisgiordania, il passaggio degli autobus che trasportavano i primi 90 detenuti palestinesi rilasciati dalla prigione israeliana di Ofer nell'ambito degli accordi per il cessate il fuoco. Centinaia di persone hanno accolto il passaggio degli autobus sulla strada di Baytunya che porta a Ramallah, brandendo bandiere palestinesi e di Hamas, sullo sfondo dei fuochi d'artificio.
Trump: “Epico cessate il fuoco, primo passo verso la pace”
"Abbiamo raggiunto un epico cessate il fuoco" a Gaza, che è "un primo passo" verso la pace. Lo ha detto Donald Trump. "I primi tre ostaggi sono stati liberati", ha aggiunto dal palco della Capital One Arena lodando il suo inviato per il Medio Oriente, Steve Witkoff.