Trump: “Fermerò anche la guerra in Ucraina”. E ai suoi sostenitori: “Entro 24 ore stop a invasione dei nostri confini”
dal nostro inviato Paolo MastrolilliWashington — Dopo Gaza, dove comunque «la situazione resta molto triste», l’Ucraina, perché «milioni di persone stanno morendo in una guerra insensata».
Sono passate da poco le otto di sabato sera, quando il cammino di Donald Trump per tornare alla Casa Bianca inizia nel suo National Golf Club di Sterling, Virginia. Per celebrare ha riunito la famiglia, gli amici più stretti come Paolo Zampolli, e un gruppo di imprenditori tra cui Jeff Bezos, David Solomon di Goldman Sachs e John Elkann (che attraverso Exor e Gedi controlla questo giornale). Ci sono anche i fuochi d’artificio e non manca l’imitatore di Elvis Presley. Quando il prossimo presidente degli Stati Uniti entra nel salone con gli specchi e i lampadari di cristallo, ripreso dai video ottenuti da Repubblica, l’atmosfera è informale e rilassata. «Ringrazio Steve Witkoff — comincia lui — che è diventato famoso in due settimane, molto più velocemente di me. Avevo bisogno di qualcuno che negoziasse la liberazione degli ostaggi a G…
Washington — Dopo Gaza, dove comunque «la situazione resta molto triste», l’Ucraina, perché «milioni di persone stanno morendo in una guerra insensata».
Sono passate da poco le otto di sabato sera, quando il cammino di Donald Trump per tornare alla Casa Bianca inizia nel suo National Golf Club di Sterling, Virginia. Per celebrare ha riunito la famiglia, gli amici più stretti come Paolo Zampolli, e un gruppo di imprenditori tra cui Jeff Bezos, David Solomon di Goldman Sachs e John Elkann (che attraverso Exor e Gedi controlla questo giornale). Ci sono anche i fuochi d’artificio e non manca l’imitatore di Elvis Presley. Quando il prossimo presidente degli Stati Uniti entra nel salone con gli specchi e i lampadari di cristallo, ripreso dai video ottenuti da Repubblica, l’atmosfera è informale e rilassata. «Ringrazio Steve Witkoff — comincia lui — che è diventato famoso in due settimane, molto più velocemente di me. Avevo bisogno di qualcuno che negoziasse la liberazione degli ostaggi a Gaza e ha fatto un gran lavoro». Trump si guarda intorno e scherza: «In questa stanza ci sono molti grandi negoziatori. Credo che Jeff sarà disponibile, come David, ma Steve è stato straordinario». Lui però, che dalla Casa Bianca dovrà gestire l’applicazione dell’intesa, non si fa illusioni: «L’accordo è complesso e la situazione è molto triste. Inutile negarlo, è davvero dura, tanto, tanto dura».
Trump ringrazia i presenti e riflette: «È stato un periodo molto interessante. Abbiamo vinto un’elezione in cui ci consideravano favoriti, ma non si aspettavano che lo avremmo fatto con almeno dieci milioni di voti di scarto». I numeri non sono questi, ma lui ne approfitta per sfottere Bezos: «Il suo Washington Post è stato felice di raccontare il nostro trionfo». E mette in guardia i colleghi del Gop: «Abbiamo fatto di quello repubblicano un partito mainstream», non più riserva dell’elite ricca, ma preferito dalla classe media e lavoratrice. Non gli piace descrivere la sua vittoria come una rivincita: «Dicono che è stato il più grande comeback della storia, ma io non la vedo così, perché non ero andato da nessuna parte e quindi non sono tornato».
Nella sala nota il ceo di SoftBank Masayoshi Son e lo invita a raggiungerlo: «Mi ha confidato che investirà negli Usa 500 miliardi di dollari. Aveva detto 100, ma prima è salito a 200 e ora ne promette 500. Il segno dell’età dell’oro che ci aspetta».
A quel punto si rivolge alla famiglia: «Voglio ringraziarvi tutti. Melania, Tiffany, Eric e Don. Da qualche parte c’è Barron, se si alza in piedi non potete mancarlo. Ecco Ivanka e Jared. Siamo una grande famiglia, speciale». Lui però è in vena di sfottere: «Alcuni di loro hanno un grande cuore. Altri sono un po’ violenti. Non vi dirò chi, ma... Oh, ciao Don, non avevo visto che eri qui, stai facendo un grande lavoro».
Il momento della leggerezza passa in fretta: «È stata una grande elezione. Penso che nel mondo non ci sia stato da molto tempo un senso di sollievo come adesso, una luce. Quando avevo lasciato la Casa Bianca non c’erano guerre, ora milioni stanno morendo in Ucraina. È un bagno di sangue: cadono i soldati, i civili, le città sono luoghi di demolizione. Le vittime sono molte più di quelle riportate, milioni. Bisogna finire questa carneficina senza senso». Il piano è grosso modo quello trapelato: congelamento dell’attuale linea del fronte, senza riconoscere i territori occupati dalla Russia. Rinuncia o rinvio dell’ingresso di Kiev nella Nato e apertura del negoziato. Zelensky può essere spinto a trattare togliendogli gli aiuti militari, che però verrebbero aumentati se Putin non accettasse il dialogo.
Poi ci sono i decreti pronti per la firma già oggi. Oltre 170, rivelano gli informati: stretta sull’immigrazione, rilancio delle perforazioni per l’energia, via dall’Accordo di Parigi sul clima e forse dall’Organizzazione mondiale della Sanità.
Finiti i fuochi d’artificio, metaforici e reali, Trump parte per passare la notte alla Blair House. Verso l’una di domenica è sotto la pioggia al cimitero di Arlington, per l’omaggio ai caduti. Poi il rally alla Capital One Arena, l’ultimo col suo popolo Maga, compresi alcuni condannati per l’assalto al Congresso: "Abbiamo vinto, ci riprendiamo il paese. Quattro lunghi anni di declino finiscono col mio giuramento. Rifaremo grande l’America, entro domani sera (la sera di oggi, ndr) stop all’invasione dei nostri confini". Esulta per il ripristino di TikTok: “Mi piace, dobbiamo salvarlo”. Un messaggio lo lancia poi anche al mondo: "Eravamo sull’orlo della Terza guerra mondiale, ora non avverrà più". Sul palco anche Elon Musk, seguito da suo figlio X, esulta fra gli applausi del pubblico e prende la parola. "Non vediamo l'ora di fare molti cambiamenti. La vittoria è solo il punto di partenza", ha detto descrivendo il figlio X come un "sostenitore entusiasta" di Trump.