Jenin, l’Idf lancia l’operazione Muro di ferro: 8 morti. Ecco perché può far saltare la tregua
dal nostro inviato Fabio TonacciRAMALLAH – Non è mai vera tregua. Al giorno tre del cessate il fuoco a Gaza, esplode di nuovo la Cisgiordania. Israele ha lanciato un’operazione militare su vasta scala che ha preso di mira ancora una volta Jenin, la città del nord ritenuta dai palestinesi il simbolo della resistenza all’occupazione israeliana. I bulldozer dell’Idf hanno chiuso i passaggi in ingresso e in uscita. A quanto riferisce il ministero della Sanità dell’Autorità nazionale palestinese, i raid degli elicotteri hanno già fatto otto morti e trentacinque feriti, ma il bilancio delle vittime è in aggiornamento. Non si sa quante di esse siano miliziani dei gruppi armati e quante civili.
Le testimonianze da Jenin
A Jenin si odono spari ed esplosioni. Testimonianze raccolte da Repubblica parlano di uno degli attacchi più violenti degli ultimi tempi. L’operazione congiunta Idf e Shin Bet, il servizio di intelligence interno, si chiama “Muro di ferro”, e ad annunciarla è stato Benjamin Netanyahu. “Agiamo sistematic…
RAMALLAH – Non è mai vera tregua. Al giorno tre del cessate il fuoco a Gaza, esplode di nuovo la Cisgiordania. Israele ha lanciato un’operazione militare su vasta scala che ha preso di mira ancora una volta Jenin, la città del nord ritenuta dai palestinesi il simbolo della resistenza all’occupazione israeliana. I bulldozer dell’Idf hanno chiuso i passaggi in ingresso e in uscita. A quanto riferisce il ministero della Sanità dell’Autorità nazionale palestinese, i raid degli elicotteri hanno già fatto otto morti e trentacinque feriti, ma il bilancio delle vittime è in aggiornamento. Non si sa quante di esse siano miliziani dei gruppi armati e quante civili.
Le testimonianze da Jenin
A Jenin si odono spari ed esplosioni. Testimonianze raccolte da Repubblica parlano di uno degli attacchi più violenti degli ultimi tempi. L’operazione congiunta Idf e Shin Bet, il servizio di intelligence interno, si chiama “Muro di ferro”, e ad annunciarla è stato Benjamin Netanyahu. “Agiamo sistematicamente e con forza contro l’asse iraniano ovunque estenda le sue braccia - ha detto il premier - a Gaza, in Libano, Siria, lo Yemen, la Giudea e la Samaria”, come gli israeliani chiamano la Cisgiordania. La mossa avviene a poche ore dalla rimozione delle sanzioni americane ai coloni estremisti, decisa da Donald Trump e inserita nei primi ordini esecutivi del suo mandato.
Il ruolo dell’Anp
Non più tardi di una settimana fa il Battaglione Jenin, che mette insieme vari gruppi di miliziani, aveva raggiunto un accordo di tregua con le forze di sicurezza dell’Anp dopo quasi un mese di violento assedio del campo profughi che aveva lo scopo di sottrarne il controllo ad Hamas, Jihad Islamica e agli altri gruppi combattenti. Appena è cominciata la nuova operazione, la polizia dell’Anp ha abbandonato il campo profughi.
Il risarcimento per Smotrich e Ben-Gvir
Il ministro dell’ultradestra israeliana Bezalel Smotrich, colui che ha il potere di orientare le politiche dello Stato ebraico in Cisgiordania, dice che è l’inizio di “una lunga e potente campagna militare in protezione dei nostri insediamenti”. Smotrich e l’ex ministro messianico Itamar Ben-Gvir sono i più scontenti per il cessate il fuoco a Gaza. Ben-Gvir si è già dimesso, Smotrich ha detto che "rovescerà il governo” se Netanyahu dopo la prima fase dell’accordo di Doha non darà l’ordine di riprendere la guerra nella Striscia. In quest’ottica, l’operazione in Cisgiordania viene letta come un risarcimento offerto a Smotrich, che però rischia di far saltare la tregua raggiunta col negoziato di Doha. Hamas, infatti, ha lanciato un appello “all’escalation in Cisgiordania in tutte le sue forme per far fronte al terrorismo dei coloni e di Israele”. Non la migliore delle situazioni per sperare di arrivare alla fase due.