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Il tributo di Trump a McKinley: restituirà al monte Denali il nome del presidente dei dazi

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Tra i cambiamenti annunciati anche quello che riguarda la montagna in Alaska che era una volta dedicata al capo della Casa Bianca morto dopo un attentato all’inizio del Ventesimo secolo. Rilanciò l’economia con una aggressiva politica doganale
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LONDRA – Tra i cambiamenti epocali promessi da Donald Trump, ce n’è uno di carattere geografico di cui non tutti, perlomeno fuori dagli Stati Uniti, conoscono l’esatta collocazione: il presidente ha annunciato che Mount Denali tornerà a chiamarsi Mount McKinley. In effetti si tratta di una cima di grande rilevanza: con 6190 metri di altitudine, è la montagna più alta degli Stati Uniti e la terza più alta del mondo, dopo l’Everest nell’Himalaya, al confine tra Nepal e Cina, e l’Aconcagua nelle Ande, in Argentina.

Il monte Denali è situato in Alaska, al centro di un parco nazionale dallo stesso nome. Per secoli, i Koyukon, detti anche Dinaa o Denaa, la popolazione nativa della gelida regione, lo hanno chiamato così: Dinale o Denali, termine che deriva da una parola della loro lingua che significa “alto”. Anche la Russia, che ha avuto la proprietà dell’Alaska dal 1732 al 1867, quando lo zar, non sapendo che farsene, la vendette agli Stati Uniti per due milioni di dollari (pochi anni dop…

LONDRA – Tra i cambiamenti epocali promessi da Donald Trump, ce n’è uno di carattere geografico di cui non tutti, perlomeno fuori dagli Stati Uniti, conoscono l’esatta collocazione: il presidente ha annunciato che Mount Denali tornerà a chiamarsi Mount McKinley. In effetti si tratta di una cima di grande rilevanza: con 6190 metri di altitudine, è la montagna più alta degli Stati Uniti e la terza più alta del mondo, dopo l’Everest nell’Himalaya, al confine tra Nepal e Cina, e l’Aconcagua nelle Ande, in Argentina.

Il monte Denali è situato in Alaska, al centro di un parco nazionale dallo stesso nome. Per secoli, i Koyukon, detti anche Dinaa o Denaa, la popolazione nativa della gelida regione, lo hanno chiamato così: Dinale o Denali, termine che deriva da una parola della loro lingua che significa “alto”. Anche la Russia, che ha avuto la proprietà dell’Alaska dal 1732 al 1867, quando lo zar, non sapendo che farsene, la vendette agli Stati Uniti per due milioni di dollari (pochi anni dopo nel sottosuolo fu trovato l’oro e più tardi il petrolio), la chiamava in modo simile: Bolshaya Gora, alla lettera “Grande Montagna”.

Ma nel 1896 un cercatore d’oro americano la ribattezzò McKinley, in sostegno dell’allora candidato alla Casa Bianca William McKinley, che vinse le elezioni e diventò presidente. Nel 1917 il governo degli Stati Uniti, sotto la presidenza di Thomas Woodrow Wilson, riconobbe ufficialmente il nuovo nome come Mount McKinley. Nel 2015, durante la presidenza di Barak Obama, il governo americano decise di tornare alla denominazione originale di monte Denali, peraltro designata già quarant’anni prima dallo Stato dell’Alaska. Ora Trump ha ordinato che la montagna tornerà a chiamarsi McKinley, esprimendo grande apprezzamento per il suo lontano predecessore, “che contribuì a rendere grande l’America”.

La sua simpatia per McKinley non deriva solo dal fatto che fosse repubblicano, quanto da come effettivamente rilanciò l’economia nazionale dopo una profonda depressione con una nuova politica commerciale protezionistica, a base di dazi doganali; e per avere promosso una politica estera espansionistica, vincendo la guerra ispano-americana e ottenendo il controllo delle Hawaii, di Porto Rico, di Guam e delle Filippine. In pratica, le mosse che vuole fare Trump nel suo secondo mandato.

Eletto presidente nel 1896 e rieletto nel 1900, McKinley gli somiglia anche per un altro aspetto: subì un attentato. Ma a differenza di quello in cui un proiettile ha sfiorato Trump, colpendolo di striscio a un orecchio, il suo riuscì: venne gravemente ferito a pistolettate da un anarchico, il 6 settembre 1901, e morì una settimana dopo.

Gli succedette il suo vicepresidente, Teddy Roosevelt, che sarebbe diventato uno dei più importanti presidenti degli Stati Uniti: fu lui a iniziare la costruzione del canale di Panama, che ora Trump vorrebbe “riprendere”, e vinse il premio Nobel per la pace per la mediazione che mise fine alla guerra russo-giapponese, altra impresa in cui Trump spera di imitarlo, dicono le indiscrezioni, mettendo fine, se ci riuscirà, alla guerra tra Russia e Ucraina.

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