Guerra Ucraina - Russia, le news di oggi. Zelensky: “Forze di peacekeeping a Kiev includano gli Usa”

Guerra Ucraina - Russia, le news di oggi. Zelensky: “Forze di peacekeeping a Kiev includano gli Usa”
(agf)
Trump: “Probabili nuove sanzioni alla Russia se non tratta”. Kallas: “L’Europa investa di più nella Difesa”: Kiev chiede a Israele le armi sequestrate agli Hezbollah per poter continuare a combattere contro Mosca
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“Qualsiasi forza di peacekeeping in Ucraina deve includere gli Stati Uniti”, ha sottolineato il presidente ucraino Lo ha detto il presidente ucraino Zelensky in un'intervista a Bloomberg. L’ambasciatore di Kiev in Israele chiede le armi sequestrate a Hezbollah per continuare a combattere. Intanto, il presidente Usa Trump minaccia nuove sanzioni per Mosca se Putin non negozierà “la fine della guerra”. E Kaja Kallas, Alto rappresentante Ue, sottolinea che “è necessario che l’Europa spenda di più per la Difesa.

Vucic a Davos vede Zelensky, prospettive di pace e energia

Le prospettive di una soluzione del conflitto armato in Ucraina, l'attuale situazione geopolitica e a livello regionale e le questioni legate alla sicurezza energetica sono stati i temi di un breve colloquio che il presidente serbo Aleksandar Vucic ha avuto oggi a Davos con il leader ucraino Volodymyr Zelensky. "Ho espresso la speranza di continuare una collaborazione buona e aperta fra i due Paesi con l'obiettivo di una vita migliore per i nostri cittadini e di un appoggio reciproco al comune percorso europeo", ha scritto Vucic su Instagram. Zelensky, da parte sua, anch'egli su Instagram, ha riferito di aver ringraziato la Serbia per l'aiuto umanitario e finanziario all'Ucraina. "Abbiamo parlato della nostra integrazione nell'Unione europea, che è l'obiettivo comune di entrambi i Paesi", ha scritto il presidente ucraino. Una pace duratura e sostenibile - ha aggiunto - dev'essere sostenuta da forti garanzie di sicurezza. "La posizione del nostro Paese resta invariata: niente sull'Ucraina senza l'Ucraina".

Sanchez vede Zelenzky,”nessun accordo su sicurezza senza Europa”

Il premier spagnolo, Pedro Sanchez, ha incontrato a Davos il presidente dell'Ucraina, Volodymyr Zelensky, con il quale ha avuto "un colloquio sull'avvio del processo di adesione dell'Ucraina alla Ue" e al quale ha ribadito "l'appoggio della Spagna a fronte dell'aggressione russa". A darne notizia è stato lo stesso Sanchez in un messaggio su X. "I nostri principi sono chiari: non ci può essere un accordo sull'Ucraina senza Ucraina e non può esserci accordo sulla sicurezza europea senza Europa", ha scritto nel messaggio il leader socialista.
Nel suo discorso al Foro mondiale di Davos il presidente ucraino aveva esortato la Ue a fare di più "per essere ascoltata nel mondo", ipotizzando che il presidente americano Donald Trump possa negoziare la fine del conflitto in Ucraina "con la Russia e la Cina senza la Ue"

Bbc: “Circa mille soldati nordcoreani uccisi nel Kursk”

Le truppe nordcoreane hanno già subito perdite pari a circa il 40% nei combattimenti nella regione occidentale russa di Kursk, in soli tre mesi. Lo riferiscono alla Bbc funzionari occidentali, secondo cui degli 11.000 soldati stimati inviati dalla Corea del Nord, 4.000 sono stati vittime di battaglia. Il conteggio comprende i soldati che sono stati uccisi, feriti, dispersi o catturati. Dei 4.000, spiegano i funzionari, si ritiene che circa 1.000 siano stati uccisi. Il dato è aggiornato a metà gennaio

Anpi: “Da Kallas dichiarazioni irresponsabili e pericolose”

"Le dichiarazioni dell'Alto rappresentante per la politica estera Ue Kaja Kallas sono irresponsabili e pericolose. Parla di prepararci alla guerra quando finalmente, e tardivamente, si comincia a parlare di negoziato e di pace, dopo il palese fallimento di tre anni di sanzioni alla Russia e di armi all'Ucraina come unica politica dell'Ue, e dopo centinaia di migliaia di morti. Scontiamo tre anni di vuoto della politica e della diplomazia; è ora che l'Ue
torni sulla sua strada di forza di cooperazione e di pace come previsto dal Trattato di Lisbona. Ricordo che la nostra Costituzione ripudia la guerra come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Gli europarlamentari italiani facciano sentire nelle sedi Ue la voce della grande maggioranza dei cittadini del nostro Paese contrari a qualsiasi delirio bellicista". Lo afferma all'Ansa il presidente dell'Anpi, Gianfranco Pagliarulo

Trump minaccia Putin: “Subito accordo per la fine della guerra o sanzioni”

Se non ci sarà un accordo a breve per l'Ucraina con la Russia "non avrò altra scelta se non imporre più tasse, dazi e sanzioni su tutto quello che viene venduto dalla Russia negli Stati Uniti". Lo ha detto Donald Trump.

(reuters)

Germania: “Putin può attaccare la Nato nel 2029”

"Gli esperti ritengono che Putin possa ricompattare le sue forze militari entro il 2029-2030 creando le condizioni adatte a un nuovo possibile attacco, anche contro gli Stati dell'Alleanza atlantica. Fino a quella data dobbiamo il dovere di adeguare le nostre capacità difensive". Lo ha affermato il ministro della Difesa tedesco, Boris Pistorius, durante la sua visita odierna a Vilnius. Nel corso della giornata, Pistorius ha incontrato la sua omologa lituana, Dovile Sakaliene, con cui ha discusso dell'avanzamento dei lavori in vista dell'arrivo di una brigata tedesca in Lituania, prevista per il 2027, e del rafforzamento della cooperazione nell'ambito della difesa. Pistorius è stato inoltre insignito dell'ordine 'Per meriti in favore della Lituania' per il suo contributo personale allo sviluppo della cooperazione strategica tra Lituania e Germania.

Scholz: “Per un nuovo pacchetto di aiuti a Kiev necessario allentare i vincoli sul debito”

Un nuovo pacchetto di aiuti all'Ucraina può essere finanziato dalla Germania solamente sollevando i vincoli sull'indebitamento, ha affermato il Cancelliere tedesco Olaf Scholz, accusando i partiti all'opposizione e anche i competitori in vista delle elezioni del prossimo 23 febbraio, quindi anche con i Verdi, di "mentire all'opinione pubblica". Altrimenti il pacchetto da tre miliardi di euro in discussione ora non potrà essere finanziato nel 2025, anche dopo l'annuncio di un tesoretto da 10,2 miliardi di euro ereditato dal bilancio del 2024 annunciato ieri dal ministero delle Finanze. "Bisogna rispondere alla domanda su come finanziard gli aiuti. Chi lascia questa domanda senza risposta mente all'opinione pubblica. La domanda centrale di questa campagna elettorale è chi paga il debito", ha affermato a Parigi, dove si trova per incontrare il presidente Emmanuel Macron. "Con tagli? Con aumenti delle tasse?". I partiti competitori della Spd propongono che il finanziamento sia iscritto sotto la voce "spese straordinarie". Ma Scholz continua a escludere questa possibilità.

Rutte sente Rubio: “Aumentare la Difesa ci rende più forti”

"Ottima telefonata da Davos con il nuovo segretario di Stato americano Marco Rubio: è bello averti a bordo! Non vediamo l'ora di darti il benvenuto alla Nato e di lavorare insieme su Ucraina, Russia e Cina. Aumentare la spesa per la difesa in Europa e potenziare la produzione di difesa transatlantica ci rende tutti piu' forti". Lo scrive su X il segretario generale della Nato, Mark Rutte.

epa11823709 NATO Secretary General Mark Rutte gives a joint press conference with Finland's president and Estonia's prime minister during the Baltic Sea NATO Allies Summit in Helsinki, Finland, 14 January 2025.  EPA/KIMMO BRANDT
epa11823709 NATO Secretary General Mark Rutte gives a joint press conference with Finland's president and Estonia's prime minister during the Baltic Sea NATO Allies Summit in Helsinki, Finland, 14 January 2025. EPA/KIMMO BRANDT 

Putin: “Necessario combattere l’inflazione”

Il presidente russo Vladimir Putin ha ribadito oggi l'esigenza di combattere l'inflazione, arrivata al 9,5% nel 2024, secondi dati dell'agenzia statistica di Stato Rosstat. "Vorrei sottolineare che l'inflazione si è rivelata superiore alle previsioni del governo, ovviamente è necessario affrontare questa situazione", ha detto il capo del Cremlino, citato dall'agenzia Tass, in un incontro sulle questioni economiche. La Banca centrale ha alzato fino al record del 21% il tasso di riferimento nel tentativo di contenere l'inflazione, alimentata dal forte aumento della spesa pubblica per il conflitto in Ucraina e la carenza di manodopera che provoca un incremento degli stipendi. L'obiettivo del regolatore è riportare l'inflazione ad un tasso non superiore al 4%. Putin ha tuttavia sottolineato che l'anno appena trascorso è stato "piuttosto buono per l'economia russa in generale". Fra i dati positivi citati, l'aumento del 26%, pari a oltre 8 miliardi di dollari, delle entrate statali non legate al petrolio e al gas rispetto a quanto previsto lo scorso autunno. Ciò significa, ha affermato il presidente, che quest'anno le casse dello Stato diventano "molto meno dipendenti dalla situazione esterna dei mercati delle materie prime". Putin ha inoltre affermato che sono state registrate entrate aggiuntive di circa 13 miliardi di dollari dalle esportazioni di petrolio e gas. Il deficit del bilancio statale, ha aggiunto, è stato pari all'1,7% del Pil, un livello "accettabile, specialmente se paragonato allo stato delle finanze pubbliche delle cosiddette economie sviluppate".

Zelensky: “Le forze peacekeeping in Ucraina includano gli Usa”

Qualsiasi forza di peacekeeping in Ucraina deve includere gli Stati Uniti. Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un'intervista a Bloomberg da Davos, durante la quale ha spiegato che gli alleati europei non hanno abbastanza soldati da rappresentare un deterrente realistico per Vladimir Putin. "Non può essere senza gli Stati Uniti", ha affermato Zelensky premendo su Donald Trump e Xi Jinping affinché usino la loro influenza per aiutare a mettere fine alla guerra in Ucraina.

Media: Trump vuole ridurre del 20% le truppe Usa in Ue

Donald Trump sarebbe intenzionato a ridurre la presenza delle truppe Usa in Europa di circa il 20% - ovvero di circa 20mila uomini - come parte della revisione del suo impegno alla protezione dell'Europa. La afferma una fonte diplomatica europea all'Ansa. "Inoltre, per quelle che restano, vorrebbe un contributo finanziario da parte dei Paesi europei perché questi soldati sono un deterrente e i costi non possono pesare solo sulle spalle dei contribuenti americani", aggiunge la fonte. Trump avrebbe "consistentemente" manifestato questa volontà ai vari leader europei che ha incontrato sinora. Trump poi chiede agli alleati europei di aumentare la spesa in difesa. Non è un segreto ma la questione ora è "di quanto". Il 5% non pare davvero alla portata dei bilanci del vecchio continente e quindi si vedrà dove porteranno i negoziati. Un altro tema cruciale è la guerra in Ucraina. Trump sembra essere stato persuaso - confida la fonte - a non scegliere la via del disimpegno unilaterale perché sarebbe stato giudicato come "una seconda Kabul". "Trump non vuole che uno scenario di questo tipo venga associato al suo nome", spiega il diplomatico. Il presidente Usa però insiste perché gli europei si "accollino finanziariamente" il fardello ucraino perché Trump lo giudica essenzialmente "un problema europeo". Ma anche qui, siamo solo agli albori della conversazione.

Mosca: Zelensky a Davos sfacciato, ha dato lezioni all’Europa

La portavoce del ministero degli Esteri russo, Maria Zakharova, ha accusato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky di avere "parlato in modo sfacciato" dando "lezioni all'Europa" nel suo intervento di ieri al World Economic Forum di Davos. Nel suo discorso, Zelensky ha affermato che "l'Europa deve fare di più, iniziare ad occuparsi di se stessa per essere ascoltata nel mondo", ipotizzando che sulla fine del conflitto in Ucraina il presidente americano Donald Trump possa negoziare "con la Russia e la Cina senza la Ue". Il presidente ucraino, ha scritto Zakharova sul suo canale Telegram, "non solo ha dato lezioni all'Europa su come dovrebbe agire sotto Trump, ma l'ha apertamente intimidita con la prospettiva dell'oblio e di uno status di seconda classe". "Non citerò altri discorsi del filosofo di Kiev - ha aggiunto la portavoce russa - ma noterò che la maggioranza dei partecipanti difficilmente era d'accordo con un tono simile all'incontro di Davos. I modi spensierati di questo aspirante politico hanno mostrato chiaramente fino a che punto è arrivato l'attuale regime di Kiev, in bancarotta e avendo perso la fiducia nel proprio futuro".

Zelensky: “Per l’accordo di pace servono 200mila soldati Ue”

Il presidente ucraino, Volodymyr Zelensky, ha detto che qualsiasi accordo di pace con la Russia richiederebbe almeno 200mila soldati europei per sorvegliarlo. Zelensky ha detto che dato il piccolo numero di truppe ucraine rispetto a quelle russe, "abbiamo bisogno di contingenti con un numero molto forte di soldati" per garantire qualsiasi accordo di pace. "Da tutti gli europei? Duecentomila. È un minimo. Altrimenti non è niente", ha detto. Zelensky ha aggiunto che qualsiasi altro accordo sarebbe simile alla missione di monitoraggio guidata dall'Organizzazione per la sicurezza e la cooperazione in Europa (Osce) nell'Ucraina orientale che si è disintegrata quando la Russia ha lanciato la sua invasione su larga scala nel febbraio 2022. "Avevano uffici e basta" ha detto Zelensky, sottolineando la necessità dal punto di vista ucraino di una forza armata per prevenire ulteriori attacchi russi.

Il Senato approva il nuovo decreto per l’invio di armi a Kiev

Il Senato ha approvato il decreto che autorizza un nuovo invio di attrezzature militari al governo ucraino, con 123 voti favorevoli, 25 contrari e un astenuto.
Le opposizioni si sono divise visto che i senatori di Pd, Iv e Azione hanno votato a favore, quelli di M5S e Avs contro.

Wsj, difficilmente Kellogg potrà far finire guerra

Sarà molto difficile per il rappresentante speciale per Ucraina e Russia, Keith Kellogg, incaricato dal Presidente degli Stati Uniti Donald Trump di porre fine alla guerra in 100 giorni, elaborare un qualsiasi tipo di accordo di pace, perchè non ha esperienza diplomatica, ha non ha mai avuto un'influenza significativa sulla politica e non andrà contro le idee di Trump. Lo scrive il Wall Street Journal.
"Il Presidente degli Stati Uniti Trump - scrive il 'Wall Street Journal' - ha incaricato il tenente generale in pensione Keith Kellogg di porre fine alla guerra in Ucraina in cento giorni.
Quasi nessuno crede che possa farlo, soprattutto i russi.
Piuttosto, affermano che il ruolo di Kellogg come inviato speciale in Ucraina è un primo passo nei colloqui di pace che Trump intende supervisionare da solo. Ma raggiungere un accordo con il presidente russo Vladimir Putin sarà molto più difficile di quanto Trump aveva promesso durante la campagna elettorale, quando affermò che avrebbe posto fine al conflitto prima di entrare in carica".

Microsoft: su Wahtasapp campagna di pishing di cybercriminali russi

Microsoft ha rilevato una nuova campagna di phishing rivolta agli account Whatsapp di organizzazioni, agenzie governative e utenti occidentali. Gli autori degli attacchi sono i cybercriminali russi del gruppo Star Blizzard, le cui tecniche erano state già descritte dall'azienda di Redmond nel 2023. La campagna prevede l'invio di messaggi che sembrano istituzionali e invitano le vittime a partecipare ad un gruppo di discussione sull'Ucraina. Lo scopo è accedere all'account della vittima e rubare i dati e le informazioni sensibili. "La nuova campagna sebbene innovativa in quanto prende di mira WhatsApp per la prima volta, mostra una tecnica familiare a Star Blizzard che avvia il contatto e-mail con i propri obiettivi, per coinvolgerli, prima di inviare loro un secondo messaggio contenente un link dannoso - spiega in un post ufficiale Microsoft Threat Intelligence, la sezione cybersicurezza del colosso informatico - L'indirizzo del mittente utilizzato dall'autore della minaccia in questa campagna impersona un funzionario del governo degli Stati Uniti, l'e-mail iniziale inviata agli obiettivi contiene un codice di risposta rapida (QR) che pretende di indirizzare gli utenti a unirsi a un gruppo WhatsApp sulle 'ultime iniziative non governative volte a sostenere le Ong ucraine'. Questo codice, tuttavia, non indirizzerà l'utente verso alcun dominio valido". Secondo Microsoft gli attacchi si sono concentrati lo scorso novembre ma la raccomandazione ai potenziali target, vista la "tenacia di Star Blizzard", è di restare "vigili nella gestione delle email, in particolare quelle contenenti collegamenti a risorse esterne".

Russia: in corso i preparativi per la telefonata tra Putin e Trump

La Russia sta facendo i necessari "preparativi interni" per una telefonata tra Vladimir Putin e il presidente americano Donald Trump, ha detto alla Tass il vice ministro degli Esteri Serghei Ryabkov. "I preparativi interni continuano - ha detto il vice ministro -. Quando probabilmente sentiremo qualcosa di più chiaro e concreto da Washington, allora inizieremo a coordinare orari e questioni organizzative".

Rubio: “Vogliamo uno stop sostenibile alla guerra in Ucraina”

L'amministrazione Trump mira a porre fine alla guerra in Ucraina in modo "sostenibile", ovvero affinché non ne scoppi una nuova nel giro di pochi anni: lo ha detto il nuovo segretario di Stato americano, Marco Rubio, in un'intervista alla Cbs. "Il conflitto deve finire, e la politica degli Stati Uniti è che vogliamo che finisca, vogliamo fare tutto il possibile per far si che finisca. Ci impegneremo e faremo in modo che finisca in modo sostenibile, il che significa che non vogliamo semplicemente che il conflitto finisca per poi riprendere tra due, tre o quattro anni. Vogliamo portare stabilità", ha affermato Rubio.
Il capo della diplomazia di Washington ha poi sottolineato che l'Ucraina sta pagando il prezzo più alto per le sue infrastrutture energetiche, "per le persone e le vite perse, per milioni di ucraini che sono stati costretti a lasciare il proprio Paese e vivere all'estero". Rubio ha infine sottolineato che "tutti dovrebbero essere molto contenti" che Donald Trump sia stato eletto presidente degli Stati Uniti, perché vuole "promuovere la pace nel mondo e porre fine a questi conflitti.

(reuters)

Ue: “Se non facciamo nulla, la Russia potrebbe attaccarci”

Viviamo in tempi pericolosi e le nubi di guerra si stanno addensando sull'Europa. Siamo già sotto attacco a terra, in mare, in aria e nel cyberspazio. Gli attacchi ibridi stanno aumentando, mettendo alla prova la nostra prontezza, la nostra determinazione, la nostra risposta, mentre alcuni esperti affermano che la Russia sta conducendo contro di noi una guerra di nuova generazione. Propaganda, sabotaggio e aggressione militare vera e propria sono solo forme diverse della stessa guerra totale. Se non facciamo nulla, questi attacchi guidati potrebbero essere seguiti da attacchi militari". Lo ha dichiarato il commissario europeo per la Difesa, Andrius Kubilius, nel suo intervento alla Conferenza annuale dell'Agenzia europea per la difesa. "Non dovrebbero esserci dubbi sulle intenzioni di Putin, che potrebbe non fermarsi all'Ucraina. Vuole riportare indietro le lancette dell'orologio, non di 20 anni, ma di 40 anni o più, all'Unione Sovietica, all'Impero russo. È chiaro da tutto ciò che Putin e i suoi propagandisti dicono: potrebbe significare l'annessione e l'occupazione di parti dell'Europa. E la Russia non è sola. La Corea del Nord e l'Iran fanno parte dello stesso asse di Paesi autoritari aggressivi. E la Cina non è lontana", ha concluso.

Il premier polacco Tusk: “Non possiamo permetterci di risparmiare sulla sicurezza”

"Alcune persone pensano che sia stravagante o che sia un avvertimento brutale o malizioso quando diciamo che dovremmo spendere fino al 5% del Pil per la nostra sicurezza. Questo è un momento in cui non possiamo permetterci di risparmiare sulla sicurezza. Parlo come primo ministro di un Paese che già spende quasi il 5% per la propria sicurezza. Stiamo spendendo il 5% non solo per la nostra sicurezza, ma anche per la sicurezza dell'intera Europa, perché la Polonia ha un confine molto lungo con la Russia e uno amichevole con l'Ucraina, ma che al momento è in un certo senso, un confine di guerra". Lo ha dichiarato il premier polacco, Donald Tusk, parlando nella seduta plenaria del Parlamento europeo per presentare le priorità della presidenza polacca dell'Unione europea. "Vorrei sottolinearlo chiaramente: so che la presidenza polacca non sarà la forza che deciderà su questo, ma questo è un appello accorato a tutti affinché smettano di pensare in modo abitudinario. Se l'Europa vuole sopravvivere, deve essere armata. Non è una nostra scelta. Non sono un militarista. La Polonia è un Paese in cui nessuno vorrebbe vedere una nuova guerra. Abbiamo sofferto immensamente, più di chiunque altro in Europa, e forse è per questo che capiamo cosi' bene che, per evitare di rivivere la storia, dobbiamo essere armati, forti e determinati, anche in termini di capacità militari", ha aggiunto. "Quindi, non sminuite questo appello a spendere il 5%. Pensiamo in modo flessibile, pensiamo in modo creativo. È oggi che dobbiamo aumentare radicalmente la nostra spesa per la difesa, non per sempre, non fino alla fine dei tempi, ma se vogliamo passare più tempo come Nazioni sovrane, come alleanza Nato, è oggi che dobbiamo farlo", ha concluso Tusk.

Zelensky: “Con Hezog ho parlato della cooperazione tra Ucraina e Israele”

Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha incontrato il presidente Israeliano Yitzhak Herzog "per discutere di importanti questioni di cooperazione ucraino-israeliane": lo ha annunciato lo stesso Zelensky su Telegram. "L'Ucraina è lieta che le persone che erano in cattività stiano tornando a casa. Le sfide comuni, la cooperazione soprattutto nella sfera della sicurezza e i modi per raggiungere una pace giusta per l'Ucraina sono stati tra i nostri argomenti principali", si legge nel messaggio.

(afp)

Crosetto: “Senza le armi dell’Occidente non ci sarebbe più l’Ucraina”

"Mi sono chiesto cosa sarebbe successo se l'Occidente avesse deciso di non aiutare l'Ucraina. Oggi ci sarebbe la pace. Perché non ci sarebbe più l'Ucraina.
Perché non ci sarebbe più il popolo ucraino. Ci sarebbe la stessa pace che troviamo nei cimiteri". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, nel suo intervento alla Camera sulla proroga dell'autorizzazione di cessione di mezzi, materiali ed equipaggiamento militare all'Ucraina. "Ottantuno anni fa, nello sbarco di Anzio, qualcuno portò armi e scese sul suolo italiano per difendere la nostra libertà. E non si voltarono dall'altra parte, dicendo che era un problema europeo, che qualcuno aveva sbagliato - ha aggiunto -. Vennero a difendere la libertà. Noi abbiamo fatto, con molto meno sacrificio, con molto meno impegno, in minima parte della stessa cosa. Abbiamo fornito aiuto a una Nazione che non aveva neanche la possibilità materiale di difendersi, perché non aveva le armi per difendersi". Secondo Crosetto, "quelle armi non hanno alimentato la guerra. Quelle armi hanno consentito a persone che avrebbero usato anche le pietre e le fionde per difendersi, di farlo".

Russia e Uzbekistan firmano accordo di cooperazione militare

La Russia e l'Uzbekistan hanno firmato un piano di cooperazione militare per il 2025 e un programma di partenariato strategico nello stesso settore per il periodo 2026-2030, nel corso di una visita del ministro della Difesa russo, Andrei Belousov, oggi a Tashkent. Lo riferisce il ministero della Difesa di MOSCA. I documenti sono stati siglati dallo stesso Belousov e dal suo omologo uzbeko, Shukhrat Khalmukhamedov. "Il piano di cooperazione tra i ministeri della Difesa di Russia e Uzbekistan per il 2025 - scrive il dicastero russo sul suo canale Telegram - prevede 50 eventi congiunti in tutte le aree di attività dei dipartimenti militari dei due Paesi".

Mosca: abbattuti 114 droni ucraini

Le forze russe hanno abbattuto 114 droni ucraini nelle ultime 24 ore. Lo ha affermato il ministero della Difesa di Mosca. "Le difese aeree hanno abbattuto 114 veicoli aerei senza pilota", ha affermato il ministero russo in una dichiarazione. Inoltre, velivoli tattici, droni d'attacco, unità missilistiche e artiglieria delle forze armate russe hanno colpito i depositi dell'esercito ucraino che immagazzinavano armi missilistiche e di artiglieria, droni e carburante, nonché concentrazioni di truppe nemiche e hardware militare in 136 aree, ha aggiunto il ministero della Difesa di Mosca secondo Interfax.

Zelensky: “Quattro Paesi non hanno supportato l’ingresso di Kiev nella Nato”

Sull'ingresso di Kiev nella Nato "la maggior parte dei Paesi ci ha supportato, ma quattro, in particolare, no: la Germania, la Slovacchia, l'Ungheria e gli Stati Uniti. In tutti e quattro questi Paesi tutto dipende dagli Usa: penso che se Trump dicesse che è il momento per far entrare Kiev nell'alleanza, lo seguirebbero tutti". Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, in un'intervista a Davos coi principali media internazionale, di cui La Stampa oggi riporta i principali concetti chiave. "L'Europa deve affermarsi come un attore forte e globale, come un attore indispensabile", ha detto Zelensky. "Abbiamo bisogno di una politica di sicurezza e difesa europea unitaria, e tutti i paesi devono essere disposti a spendere quanto è realmente necessario. Se occorre il 5% del Pil, allora sia il 5%. E non bisogna giocare con le emozioni delle persone sostenendo che la difesa vada a scapito della sanità, delle pensioni o di qualcos'altro: non sarebbe affatto giusto", insiste il presidente ucraino. Parlando delle trattative per concludere la guerra con la Russia, per il leader ucraino "non si può avviare alcun negoziato senza l'Ucraina, perché sarebbe una sconfitta. Non si può permettere a Putin di uscire indenne da questa storia: deve sapere di aver violato le regole, di aver sbagliato. Bisogna affrontarlo da una posizione di forza. Iniziare a parlare con lui, alle sue condizioni, per Kiev sarebbe inaccettabile".
E quando, finita la guerra, dovrà esserci una forza di pace per proteggere l'Ucraina, essa dovrà essere composta da "duecentomila persone da tutta Europa, è il minimo. Ma penso che la Nato sia la soluzione migliore, la più conveniente. Minacce di questo tipo possono essere contrastate solo insieme".

Mosca: conquistato un villaggio nella regione di Kharkiv

Le forze russe hanno conquistato nelle ultime 24 ore il villaggio di Zapadnoye, nella regione di Kharkiv, nel nord-est dell'Ucraina. Lo ha annunciato il ministero della Difesa, citato dalle agenzie di Mosca.

Dombrovskis: “Le sanzioni alla Russia stanno funzionando”

"È chiaro che noi, come mondo democratico occidentale, dobbiamo continuare a esercitare pressione sulla Russia finche' continua la sua aggressione contro l'Ucraina. E dobbiamo assicurarci che la Russia paghi per i danni che sta causando in Ucraina. Guardando alle nostre sanzioni, direi che nel complesso stanno funzionando". Lo ha dichiarato il commissario europeo all'Economia, Valdis Dombrvoskis, parlando al meeting annuale del Forum economico mondiale, a Davos. "Perfino l'inflazione ufficiale in Russia a dicembre ha raggiunto il 9,5%. Il tasso di interesse fissato dalla Banca centrale rimane al 21%, il fondo di ricchezza nazionale sta diminuendo rapidamente, specialmente nella parte liquida, e i tassi di interesse per il rifinanziamento stanno aumentando in Russia, arrivando ora al 16%. Il rublo si e' svalutato rispetto a tutte le principali valute, incluso lo yuan cinese, con il quale stanno conducendo sempre piu' transazioni, soprattutto per il commercio di beni sanzionati. Vediamo, inoltre, anche un calo in diversi settori industriali", ha aggiunto Dombrovskis.

(reuters)

Ue: Kallas, Trump ha ragione, spendere di più in difesa

"L'Europa deve svegliarsi. L'anno scorso, gli Stati membri hanno speso in media l'1,9% del Pil per la difesa. La Russia spende il 9%. Noi spendiamo miliardi per le nostre scuole, il welfare, l'assistenza sanitaria, ma se non investiamo di più nella difesa, tutto questo è a rischio. L'incapacità dell'Europa di investire in capacità militari invia anche un segnale pericoloso agli aggressori. Il presidente Trump ha ragione a dire che non spendiamo abbastanza. E' ora di investire". Lo ha dichiarato l'Alta rappresentante dell'Ue per la Politica estera, Kaja Kallas, nel suo intervento alla Conferenza annuale dell'Agenzia europea per la difesa. "Abbiamo bisogno di investimenti da parte degli Stati membri e del settore privato, ma anche del bilancio comune europeo. Dobbiamo spendere più dell'1% necessario per trasmettere il messaggio che siamo seriamente impegnati nella difesa europea. Anche quando stanziamo fondi sufficienti, non possiamo limitarci a comprare un paio di carri armati, un sistema di difesa aerea e un paio di elmetti", ha aggiunto. "Le decisioni che prendiamo oggi si concretizzano solo tra qualche anno, al massimo due, ma in alcuni casi anche un decennio. Abbiamo soldi e persone, ma non abbiamo tempo. L'Ucraina ci sta facendo guadagnare tempo.
Non siamo ancora in guerra. Non ancora. Ma come ha detto il mio amico Mark Rutte quando è salito su questo palco qualche settimana fa, non siamo nemmeno in pace. Dobbiamo prepararci", ha concluso."L'Europa deve svegliarsi. L'anno scorso, gli Stati membri hanno speso in media l'1,9% del Pil per la difesa. La Russia spende il 9%. Noi spendiamo miliardi per le nostre scuole, il welfare, l'assistenza sanitaria, ma se non investiamo di più nella difesa, tutto questo è a rischio.

Kallas: “Sulla Russia non sono falco, sono realista”

“Sulla Russia non sono un falco, sono realista”: lo ha detto l'Alto rappresentante dell'Ue, Kaja Kallas, alla conferenza annuale dell'Agenzia per la difesa Ue. "Non c'è assolutamente alcun dubbio che possiamo fare di più per aiutare l'Ucraina. Con il nostro aiuto, possono vincere la guerra. L'unica lingua che parla Putin è quella della forza. L'Ue ha forza. Le economie dei Paesi Ue insieme sono 17 volte più grandi di quella russa. Dobbiamo forzare la sua mano per mostrargli che perderà. E fermarlo prima che attacchi uno dei nostri".

Trump, sentirò Putin; Zelensky? per pace bisogna essere due

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump potrebbe parlare molto presto con il presidente russo Vladimir Putin. "Parleremo molto presto con il presidente Putin", ha detto Trump durante una conferenza stampa ieri, affermando di essere pronto a incontrare il presidente russo in qualsiasi momento lo riterrà opportuno. Trump ha ripetuto che la crisi ucraina non si sarebbe verificata se lui fosse stato in carica. "Il presidente Zelensky vorrebbe la pace - ha aggiunto Trump - ma per ballare il tango ci vogliono due persone".
Il capo della Casa Bianca ha ribadito che di non escludere sanzioni contro Mosca, a meno che il presidente russo non si sieda per un colloquio. Quanto all'invio di nuove armi a Kiev, "Stiamo valutando la possibilità", ha detto Trump.

Ministro russo della Difesa: “Artiglieria ha distrutto roccaforte ucraina Krasnoarmeysk”

"I proiettili da 203 mm hanno distrutto la roccaforte ucraina in direzione di Krasnoarmeysk". Lo rende noto il ministero della Difesa russo. "I militari del Gruppo di forze Tsentr hanno lanciato una serie di attacchi con proiettili ad alto esplosivo da 203 mm per distruggere obiettivi a una distanza di oltre 25 chilometri - prosegue la nota -. L'attacco di un equipaggio del sistema di artiglieria semovente Malka contro una roccaforte AFU situata in una cintura forestale è stato corretto utilizzando un veicolo aereo senza pilota Orlan-30".

Ucraina: “Ingresso Kiev nella Nato se Trump dicesse di sì”

"La maggior parte dei Paesi ci ha supportato, ma quattro, in particolare, no: la Germania, la Slovacchia, l'Ungheria e gli Stati Uniti. In tutti e quattro questi Paesi tutto dipende dagli Usa: penso che se Trump dicesse che è il momento per far entrare Kiev nell'alleanza, lo seguirebbero tutti". Lo ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in una intervista a La Stampa. Su quanti uomini occorrano secondo lui per una eventuale forza di pace che dovrà essere impegnata in Ucraina una volta finita la guerra, Zelensky ha detto: "Duecentomila persone da tutta Europa, è il minimo. Ma penso che la Nato sia la soluzione migliore, la più conveniente. Minacce di questo tipo possono essere contrastate solo insieme".

Droni russi su Mykolaiv, due feriti e diversi danni

Due persone sono rimaste ferite stanotte nella città ucraina meridionale di Mykolaiv a seguito di un attacco di droni russi che ha distrutto una casa privata e una struttura infrastrutturale. Lo riferisce il sindaco Oleksandr Senkevych, citato dai media locali.

Trump minaccia nuove sanzioni alla Russia se Putin non negozia per la fine della guerra

Donald Trump ha dichiarato che sono "probabili" nuove sanzioni contro la Russia se Mosca non negozierà la fine della guerra contro l'Ucraina. "Sembra probabile", ha detto il presidente degli Stati Uniti quando gli è stata fatta questa domanda durante una conferenza stampa alla Casa Bianca, ribadendo che "la guerra non sarebbe mai scoppiata se fossi stato presidente" in quel momento.

Kiev chiede a Israele le armi sequestrate a Hezbollah per combattere

L'ambasciatore ucraino in Israele ha dichiarato di aver discusso di una legge che prevede la consegna da parte di Gerusalemme delle armi di fabbricazione russa sequestrate a Hezbollah a Kiev, per aiutarla nei suoi sforzi bellici, lo scrive il Times of Israel. Secondo una dichiarazione dell'ambasciata ucraina, l'ambasciatore Yevgen Korniychuk ha incontrato il vice ministro degli Esteri Sharren Haskel e ha discusso del suo suggerimento che Israele "trasferisca all'Ucraina le armi di fabbricazione russa sequestrate dall'IDF in Libano o altrove ai nemici di Israele". L'ambasciata ucraina ha poi espresso “la speranza di una risoluzione positiva di questa questione”. Secondo il Wall Street Journal, il 60-70% delle armi sequestrate dalle truppe dell'IDF all'inizio dell'invasione terrestre del Libano meridionale erano di fabbricazione russa. Haskel ha presentato una legge alla Knesset a novembre che vedrebbe tali armi di fabbricazione russa consegnate all'Ucraina, impegnata in una guerra con la Russia da quando ha invaso il Paese nel febbraio 2022. I governi israeliani successivi si sono rifiutati di inviare armi all'Ucraina durante la guerra, cercando di mantenere relazioni delicate ma tese con Mosca e, nonostante la proposta di Haskel, non vi è alcuna indicazione che la politica cambierà.

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