NEW YORK — Elon Musk parla di «sporchi trucchi» per metterlo in difficoltà. Il suo referente in Italia chiama in causa l’autismo. I repubblicani riducono tutto a esultanza da stadio. Ma il “saluto romano” mostrato da Musk davanti ai sostenitori trumpiani ha scatenato l’entusiasmo dei gruppi suprematisti su Telegram e X ed è diventato un caso, alimentato dal video registrato durante l’intervento dal palco del proprietario di X, SpaceX e Tesla. «Le elezioni vanno e vengono – aveva detto Musk alla Capital One Arena di Washington – Alcune sono importanti e alcune non lo sono, ma questa davvero contava e voglio dire grazie per aver fatto in modo che accadesse».
A quel punto il miliardario sudafricano ha sbattuto la mano destra sul petto e poi teso il braccio, le dita unite, facendo un gesto un po’ goffo, associato generalmente all’Impero romano e ai nazisti. Musk si è voltato alle sue spalle e ha ripetuto il saluto, tenendo il braccio destro un po’ più basso. «Vi do il mio cuore», ha…
NEW YORK — Elon Musk parla di «sporchi trucchi» per metterlo in difficoltà. Il suo referente in Italia chiama in causa l’autismo. I repubblicani riducono tutto a esultanza da stadio. Ma il “saluto romano” mostrato da Musk davanti ai sostenitori trumpiani ha scatenato l’entusiasmo dei gruppi suprematisti su Telegram e X ed è diventato un caso, alimentato dal video registrato durante l’intervento dal palco del proprietario di X, SpaceX e Tesla. «Le elezioni vanno e vengono – aveva detto Musk alla Capital One Arena di Washington – Alcune sono importanti e alcune non lo sono, ma questa davvero contava e voglio dire grazie per aver fatto in modo che accadesse».
A quel punto il miliardario sudafricano ha sbattuto la mano destra sul petto e poi teso il braccio, le dita unite, facendo un gesto un po’ goffo, associato generalmente all’Impero romano e ai nazisti. Musk si è voltato alle sue spalle e ha ripetuto il saluto, tenendo il braccio destro un po’ più basso. «Vi do il mio cuore», ha aggiunto in segno di gratitudine verso la platea. «È grazie a voi – ha detto – che il futuro della civiltà è assicurato. È grazie a voi che avremo città sicure, finalmente città sicure, confini sicuri, spese sensate. Cose basilari. E porteremo Doge (il dipartimento per l’efficienza governativa, ndr) su Marte». Musk ha chiesto alla platea di immaginare gli astronauti americani piantare una bandiera su un altro pianeta, mimando l’azione e urlando «Bam! Bam!».
Il gesto del saluto è diventato virale sui social, rilanciato anche dal referente in Italia di Musk, Andrea Stroppa che, commentando il video, aveva scritto su X: «L’Impero romano è tornato, a cominciare dal saluto romano». Il commento è stato eliminato poco dopo. «Quel gesto – ha spiegato Stroppa in un post successivo – che alcuni scambiano per un saluto nazista, è semplicemente Elon, che è autistico, mentre esprime i suoi sentimenti dicendo “Voglio darti il mio cuore”». «A Elon - ha aggiunto – non piacciono gli estremisti».
Ma agli estremisti piace Musk: su Telegram il gruppo suprematista White Lives Matter ha commentato: «La Fiamma Bianca risorgerà». «Forse – ha aggiunto un altro – la cultura woke è davvero morta». Musk, che di recente ha dato il sostegno al partito tedesco di estrema destra Afd, ha provato a smontare il caso: «Francamente – ha scritto su X – hanno bisogno di trovare sporchi trucchi migliori. La storia del “tutti sono Hitler” è stancante».
Il caso è approdato anche al Congresso, durante l’audizione di Elise Stefanik davanti alla commissione Esteri del Senato, per la conferma della sua nomina ad ambasciatrice Usa all’Onu. Dopo aver accusato le Nazioni Unite di covare al suo interno un «marciume antisemita», rispondendo a una domanda sul saluto romano, Stefanik ha parlato di gesto di esultanza di Musk verso Trump.
In Europa la storia ha registrato reazioni più dure. Il cancelliere tedesco Olaf Scholz ha definito «inaccettabile il sostegno all’estrema destra». E il miliardario gli ha risposto su X, scrivendo «Vergogna» e storpiandone il nome con un insulto. Il ministro spagnolo della Cultura Ernest Urtasun ha definito i social «megafono di un’oligarchia di estrema destra» e annunciato l’uscita da X. Lo stesso ha fatto il partito progressista Sumar, scrivendo: «O fascismo o democrazia. Addio». Anche la ministra del Lavoro Yolanda Díaz ha lasciato il social. L’Anti-Defamation League, potente organizzazione che contrasta ogni forma di antisemitismo, ha invece definito quello di Musk non un saluto nazista ma un «gesto imbarazzante in un momento di entusiasmo». E Musk li ha ringraziati pubblicamente su X.