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Le altre mosse di Trump: retate nelle chiese contro i migranti e grazia ai rivoltosi del 6 gennaio

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Dopo aver dichiarato l’emergenza nazionale al confine con il Messico, continuano gli ordini esecutivi sulla politica interna firmati dal presidente Usa
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WASHINGTON — L’ha chiamata «rivoluzione del buon senso»: ma di fatto la sequela di ordini esecutivi firmati da Donald Trump su questioni di politica interna è una spallata alla visione di Joe Biden, l’inizio dello smantellamento di tutto ciò che l’ex presidente volato via in elicottero dopo aver assistito all’insediamento del successore-picconatore aveva capillarmente costruito. Vera operazione di rimodellamento del futuro culturale e politico della nazione, partendo dalle istituzioni: tanto da prevedere pure le epurazioni di almeno mille fra impiegati e dirigenti federali “non allineati” al credo del nuovo governo, per far spazio a fedelissimi.

Com’era ampiamente annunciato, Trump ha mantenuto la promessa di graziare tutti i 1.500 rivoltosi accusati di aver partecipato all’assalto di Capitol Hill il 6 gennaio 2021. Compresi Enrique Tarrio, leader dei Proud Boys, e Stewart Rhodes, fondatore degli Oath Keepers: i due gruppi di estrema destra accusati di aver organizzato oltre che …

WASHINGTON — L’ha chiamata «rivoluzione del buon senso»: ma di fatto la sequela di ordini esecutivi firmati da Donald Trump su questioni di politica interna è una spallata alla visione di Joe Biden, l’inizio dello smantellamento di tutto ciò che l’ex presidente volato via in elicottero dopo aver assistito all’insediamento del successore-picconatore aveva capillarmente costruito. Vera operazione di rimodellamento del futuro culturale e politico della nazione, partendo dalle istituzioni: tanto da prevedere pure le epurazioni di almeno mille fra impiegati e dirigenti federali “non allineati” al credo del nuovo governo, per far spazio a fedelissimi.

Com’era ampiamente annunciato, Trump ha mantenuto la promessa di graziare tutti i 1.500 rivoltosi accusati di aver partecipato all’assalto di Capitol Hill il 6 gennaio 2021. Compresi Enrique Tarrio, leader dei Proud Boys, e Stewart Rhodes, fondatore degli Oath Keepers: i due gruppi di estrema destra accusati di aver organizzato oltre che fomentato la rivolta. In carcere sono rimasti in sei, gli accusati dei reati più gravi, cui comunque è stata alleggerita la pena. Elon Musk si è già detto pronto a soccorrerli economicamente: «Fatemi sapere se avete bisogno».

Se i rivoltosi sono in salvo, lo stesso non può dirsi di chi rischia la pena capitale. Trump l’ha infatti ripristinata a livello federale, cancellando la moratoria voluta da Biden nel 2021. Attualmente, solo tre imputati aspettano nel braccio della morte, dopo che l’ex presidente dem ha convertito in ergastolo 37 condanne. Fra questi i due che hanno rifiutato l’atto di clemenza, temendo che avrebbe ostacolato il loro percorso legale incentrato sull’innocenza da loro dichiarata.

Al procuratore generale è stato richiesto di pretendere pene capitali «indipendentemente da altri fattori» quando il caso riguarda l’uccisione di agenti (crimine di cui si erano macchiati pure certi rivoltosi del 6 gennaio) o omicidi «commessi da uno straniero illegalmente presente nel paese». E «intraprendere tutte le azioni necessarie e legali» per garantire che gli Stati abbiano abbastanza farmaci per l’iniezione letale: la carenza in anni recenti aveva rallentato le esecuzioni.

Il presidente decisionista – che ha revocato la rimozione di Cuba dalla lista degli Stati sponsor del terrorismo, voluta da Biden appena una settimana fa – ha poi dichiarato l’emergenza nazionale al confine con il Messico. Ripristinando il controverso programma adottato nel 2019 “Remain in Mexico”: secondo cui i migranti che chiedono asilo devono aspettare oltreconfine la decisione delle autorità americane sul loro eventuale ingresso, che all’epoca aveva portato alla nascita di mega tendopoli insalubri e pericolose.

Ha autorizzato inoltre la designazione di “organizzazione terroristica” per i cartelli della droga e la ripresa della costruzione del muro. Le “operazioni mirate” contro i migranti illegali sono intanto già iniziate, ha detto Tom Homan, lo “zar” del confine, e controlli e arresti saranno autorizzati anche in chiese e scuole.

Il presidente ha previsto addirittura l’invio dell’esercito a pattugliare le frontiere: decisione la cui legalità dovrà essere provata. Proprio come quella che cancella lo Ius Soli, la cittadinanza americana a chiunque nasca su suolo statunitense, sancita nella Costituzione. E infatti gli Stati democratici hanno già fatto causa contro il decreto.

Cittadini o meno, in America tornano a esserci «solo due generi, maschio e femmina»: le agenzie federali dovranno «smettere di pretendere che gli uomini possono essere donne e viceversa nell’attuazione di leggi che tutelano contro la discriminazione sessuale», è scritto nel provvedimento.

L’opera di smantellamento delle politiche del predecessore dem passa pure per l’abolizione delle sue politiche ambientali più facilmente attaccabili. Dal decreto non vincolante che puntava ad aumentare i veicoli elettrici fino a raggiungere la metà di quelli complessivamente venduti entro il 2030 alla dichiarazione dello «Stato d’emergenza energetica». Definizione allarmistica, necessaria per riprendere il drill baby drill, ovvero l’espansione delle trivellazioni.

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