LONDRA – Un trafficante di droga condannato all’ergastolo e i leader dell’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021 sono tra i più noti detenuti che hanno beneficiato del perdono emesso da Donald Trump nei primi giorni della sua seconda presidenza. Decisioni che hanno suscitato immediate proteste da parte della polizia di Washington e dell’opposizione democratica, ma che il capo della Casa Bianca e il partito repubblicano celebrano come un atto di giustizia.
Il web del narcotraffico
Il perdono pieno e incondizionato concesso a Ross Ulbricht, fondatore di Silk Road, un sito del dark web su cui veniva venduta la droga, una sorta di “Amazon del narcotraffico”, e uno dei più controversi. “Le canaglie che hanno condannato Ulbricht appartengono allo stesso gruppo di lunatici che hanno militarizzato il governo contro di me”, ha commentato Trump in un post sui social media. “Gli avevano dato due ergastoli, più altri 40 anni di prigione. Ridicolo!” Ulbricht è un seguace del partito Libertario,…
LONDRA – Un trafficante di droga condannato all’ergastolo e i leader dell’assalto al Congresso del 6 gennaio 2021 sono tra i più noti detenuti che hanno beneficiato del perdono emesso da Donald Trump nei primi giorni della sua seconda presidenza. Decisioni che hanno suscitato immediate proteste da parte della polizia di Washington e dell’opposizione democratica, ma che il capo della Casa Bianca e il partito repubblicano celebrano come un atto di giustizia.
Il web del narcotraffico
Il perdono pieno e incondizionato concesso a Ross Ulbricht, fondatore di Silk Road, un sito del dark web su cui veniva venduta la droga, una sorta di “Amazon del narcotraffico”, e uno dei più controversi. “Le canaglie che hanno condannato Ulbricht appartengono allo stesso gruppo di lunatici che hanno militarizzato il governo contro di me”, ha commentato Trump in un post sui social media. “Gli avevano dato due ergastoli, più altri 40 anni di prigione. Ridicolo!” Ulbricht è un seguace del partito Libertario, che ha appoggiato Trump durante la campagna presidenziale. Il suo sito Silk Road, inoltre, è considerato uno degli alfieri di Bitcoin, la criptovaluta con cui venivano effettuati gli acquisti di droga, e come tale ha ricevuto il sostegno dei paladini delle valute digitali.
“Volevo dare alla gente il potere di decidere da soli e di avere riservatezza e anonimato”, si era giustificato lui al momento della sentenza. Ma le imputazioni nei suoi confronti erano gravissime. È stato riconosciuto colpevole di una cospirazione per compiere traffico di droga, riciclaggio di denaro e hackeraggio di computer. Secondo l’Fbi, il suo sito Silk Road, che aveva circa un milione di utenti, ha venduto anonimamente più di 200 milioni di dollari di narcotici. Gli inquirenti lo hanno anche accusato di avere provato a organizzare sei omicidi su commissione, incluso uno contro un suo ex-dipendente, sebbene non ci siano prove che siano stati poi eseguiti.
Trump aveva promesso che lo avrebbe liberato con il perdono presidenziale nel primo giorno del suo eventuale ritorno alla Casa Bianca e ha mantenuto l’impegno.
I Proud Boys
Nei riguardi dei suoi sostenitori che il 6 gennaio 2021 assalirono il Congresso, sede della Camera e del Senato degli Stati Uniti, per impedire la certificazione della vittoria di Joe Biden nelle presidenziali del novembre precedente, Trump è andato perfino oltre le aspettative, perdonando praticamente tutti i 1600 condannati per quella giornata di violenza senza precedenti nel cuore di Washington.
Tra di essi, il provvedimento ha fatto tornare in libertà due dei più notori estremisti di destra americani: Enrique Tarrio, ex-leader dei Proud Boys, un’organizzazione neofascista filo trumpiana, che stava scontando una condanna a 22 anni di carcere; e Stewart Rhodes, ex-capo degli Oath Keepers, una milizia suprematista, che aveva ricevuto una condanna a 18 anni di prigione.
Joseph Biggs, un altro dirigente dei Proud Boys, condannato a 17 anni, è stato anche lui rilasciato per effetto del perdono presidenziale. Più di 150 poliziotti sono stati feriti o si sono infortunati durante l’assalto al Congresso, alcuni dei quali colpiti alla testa con mazze da baseball, bastoni e tubi di metallo. Un agente ha sofferto un infarto ed è morto il giorno dopo. Un altro è caduto in depressione e si è suicidato.
La polizia della capitale ha definito il perdono di massa dei responsabili della violenza come “una beffa e un tradimento della giustizia, ai danni degli uomini e delle donne che hanno rischiato la vita per difendere la democrazia”. Un editorialista del New York Times commenta che, utilizzando in questo modo l’atto di clemenza offerto dalla Costituzione a ogni presidente, Trump ha voluto “perdonare sé stesso” dall’accusa di incitamento alla sedizione: e non è escluso che in seguito, aggiunge il columnist, il presidente emetta un vero e proprio auto-perdono, come del resto ha già ipotizzato in passato.