Ecco perché Trump potrebbe colpire Putin più duramente di Biden
di Enrico FranceschiniLONDRA – Trump più duro di Biden con Putin? Ma Donald e Vladimir non sono vecchi amici? I due quesiti rimbalzano attraverso l’Atlantico, dopo l’ultima esternazione del nuovo capo della Casa Bianca. “Se Putin non accetta di mettere fine a questa ridicola guerra, ci saranno gravi ripercussioni per la Russia”, ha affermato mercoledì Donald Trump con un post sul social Truth.
Come suo solito, il tycoon ha detto qualcosa di insensato e qualcosa di vero, parlando del conflitto in Ucraina per la prima volta da quando è tornato a essere il leader numero uno del mondo. Qualcosa di insensato, perché non c’è niente di “ridicolo” in una guerra innescata da una brutale invasione, che ha causato centinaia di migliaia di morti e di feriti, oltre a milioni di sfollati. Qualcosa di vero, perché gli Stati Uniti possono adottare misure che avrebbero “gravi ripercussioni” per Mosca. Più gravi di quelle adottate da Joe Biden? Ebbene, sì, come nota il Financial Times.Trump ha minacciato in particolare “alt…
LONDRA – Trump più duro di Biden con Putin? Ma Donald e Vladimir non sono vecchi amici? I due quesiti rimbalzano attraverso l’Atlantico, dopo l’ultima esternazione del nuovo capo della Casa Bianca. “Se Putin non accetta di mettere fine a questa ridicola guerra, ci saranno gravi ripercussioni per la Russia”, ha affermato mercoledì Donald Trump con un post sul social Truth.
Come suo solito, il tycoon ha detto qualcosa di insensato e qualcosa di vero, parlando del conflitto in Ucraina per la prima volta da quando è tornato a essere il leader numero uno del mondo. Qualcosa di insensato, perché non c’è niente di “ridicolo” in una guerra innescata da una brutale invasione, che ha causato centinaia di migliaia di morti e di feriti, oltre a milioni di sfollati. Qualcosa di vero, perché gli Stati Uniti possono adottare misure che avrebbero “gravi ripercussioni” per Mosca. Più gravi di quelle adottate da Joe Biden? Ebbene, sì, come nota il Financial Times.Trump ha minacciato in particolare “alti livelli di tasse, dazi e sanzioni” contro Mosca, se la guerra non finirà al più presto.
L’amministrazione Biden aveva imposto pesanti sanzioni alla Russia, dopo che Putin ha lanciato l’invasione su larga scala dell’Ucraina nel febbraio di tre anni fa. Da allora l’interscambio commerciale con gli Stati Uniti è crollato, per cui un teorico aumento dei dazi doganali avrebbe scarso impatto. Ma l’amministrazione Trump è convinta che ci siano altri modi per premere finanziariamente sul Cremlino, mettendo nel mirino in primo luogo il suo settore energetico.
Biden era riluttante a mettere un bando alle esportazioni di petrolio e gas russo per timore di sconvolgere i mercati globali, osserva il quotidiano della City. Sotto la sua presidenza, Washington ha imposto alcune restrizioni a progetti di gas liquido in Russia e un tetto al prezzo internazionale del petrolio russo, ma Mosca è riuscita ad aggirare tali misure. Durante le udienze al Senato per confermare la sua nomina a ministro del Tesoro, Scott Bessent – un ricchissimo banchiere di Wall Street, tra i maggiori finanziatori della campagna elettorale di Trump, che se confermato nell’incarico sarà il primo responsabile del Tesoro apertamente gay nella storia americana – ha dichiarato di essere “al 100 per cento favorevole ad aumentare le sanzioni contro la Russia, specialmente nei confronti delle loro maggiori aziende petrolifere, a livelli che costringerebbero Mosca a sedersi al tavolo di un negoziato” sull’Ucraina. Il neoministro del Tesoro americano ha aggiunto: “Le sanzioni di Biden alla Russia non erano abbastanza severe”.
Le indiscrezioni raccolte da Repubblica indicano che Trump intende giocare anche altre carte nel tentativo di convincere Putin a trattare sull’Ucraina, grosso modo con l’obiettivo di congelare la guerra sulle posizioni attuali (tranne un possibile scambio di territorio fra la regione russa di Kursk occupata attualmente dalle forze ucraine e quella ucraina intorno alla centrale nucleare di Zaporizhzia attualmente occupata dalle forze russe), evitando di discutere l’eventuale ingresso di Kiev nella Nato e fornendo verosimilmente all’Ucraina la protezione di truppe Nato o europee.
Da un lato, la Casa Bianca minaccerebbe di aumentare gli aiuti militari a Kiev, in parallelo per l’appunto con un aumento delle sanzioni economiche in grado di danneggiare davvero l’economia di Mosca. Dall’altro, se Putin accettasse di concludere il conflitto, ci sarebbe probabilmente il graduale reintegro della Russia nell’economia mondiale.
In campagna elettorale Trump aveva promesso che la guerra in Ucraina sarebbe finita nelle sue prime 24 ore da presidente. Il mese scorso il suo inviato speciale per l’Ucraina, Keith Kellog, ha detto a Fox News che spera di trovare una soluzione “entro 100 giorni”. Negli ultimi giorni sia la Casa Bianca che il Cremlino parlano della possibilità di un summit fra Trump e Putin in tempi brevi. Una cosa sembra certa, e per certi versi sorprendente: Trump potrebbe minacciare Putin con misure più severe di quelle adottate da Biden. Il nuovo presidente dice di avere “sempre amato il popolo russo” e di avere “un buon rapporto” con Putin, ma sarebbe pronto a una linea più dura di Biden per ottenere ciò che vuole. O almeno, lo minaccia, nel suo tipico stile: in cui, come in una partita a poker, è difficile capire se bluffa e fino a che punto.