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Trump, la vescova dopo la polemica per il sermone: “La misericordia è la qualità dei leader”

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Nel discorso a Washington alla presenza del presidente Usa, la leader spirituale lo ha invitato ad avere cura delle persone migranti e degli appartenenti alla comunità Lgbtq. “Una estremista di sinistra, mi odia”, ha risposto il tycoon
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WASHINGTON — «Certe cose qualcuno deve pur dirle e chi meglio di una persona vicina a Dio? Ha fatto bene»: all’ombra delle guglie gotiche della National Cathedral, la cattedrale che svetta all’angolo fra Wisconsin e Massachusetts Avenue, una parrocchiana dai lineamenti latini te lo sussurra dopo essersi fatta il segno della croce. Il termometro segna meno 11 e il gelido spazio sacro è deserto. I pochi fedeli che entrano si limitano ad una sola frase: «Siamo fieri della nostra vescova». Sì, Mariann Edgar Budde, 65 anni, un marito, due figli e la passione per il ciclismo: prima donna a ricoprire il ruolo di leader spirituale della diocesi episcopale di Washington, a capo di quella comunità dal 2011. Nata in New Jersey, laureata in Storia all’università di Rochester, stato di New York, è stata per vent’anni rettore della chiesa episcopale di St. John, nella democratica Minneapolis.

Martedì sera è stata proprio lei a pronunciare il sermone che ha fatto infuriare Donald Trump nel cors…

WASHINGTON — «Certe cose qualcuno deve pur dirle e chi meglio di una persona vicina a Dio? Ha fatto bene»: all’ombra delle guglie gotiche della National Cathedral, la cattedrale che svetta all’angolo fra Wisconsin e Massachusetts Avenue, una parrocchiana dai lineamenti latini te lo sussurra dopo essersi fatta il segno della croce. Il termometro segna meno 11 e il gelido spazio sacro è deserto. I pochi fedeli che entrano si limitano ad una sola frase: «Siamo fieri della nostra vescova». Sì, Mariann Edgar Budde, 65 anni, un marito, due figli e la passione per il ciclismo: prima donna a ricoprire il ruolo di leader spirituale della diocesi episcopale di Washington, a capo di quella comunità dal 2011. Nata in New Jersey, laureata in Storia all’università di Rochester, stato di New York, è stata per vent’anni rettore della chiesa episcopale di St. John, nella democratica Minneapolis.

Martedì sera è stata proprio lei a pronunciare il sermone che ha fatto infuriare Donald Trump nel corso della funzione interreligiosa che, da oltre un secolo, è l’ultimo evento dell’insediamento presidenziale. Rivolgendosi direttamente al due volte presidente degli Stati Uniti seduto in prima fila con affianco la moglie Melania, fra fiori color bandiera a stelle e strisce ed ospiti eccellenti, gli ha dunque detto: «La esorto ad avere pietà delle persone che nel Paese oggi hanno paura». Invitando l’uomo che sostiene sia stata la mano di Dio a deviare la pallottola dell’attentatore di Butler, questa estate, ad avere misericordia di migranti e appartenenti alla comunità Lgbtq.

Chiaro riferimento ai primi ordini esecutivi varati da The Donald: le annunciate deportazioni di massa di clandestini, lo smantellamento delle protezioni federali per le persone trans. «L’unità richiede onestà, umiltà e riconoscimento della dignità di tutti gli esseri umani che non possiamo deridere, sminuire o demonizzare» ha sottolineato. Costringendo Trump ad abbassare lo sguardo (mentre il vicepresidente JD Vance alzava gli occhi al cielo). «Un tempo eravamo tutti stranieri in questa terra. Le chiedo di avere pietà, Mister President».

La stoccata all’indomani del suo ritorno trionfale alla Casa Bianca proprio non è piaciuta a Donald Trump: prima ha detto ai giornalisti che la religiosa avrebbe «potuto fare di meglio». Poi l’ha attaccata sul social Truth: «La cosiddetta vescova è una estremista di sinistra che mi odia. Ha trascinato la sua chiesa nella politica in modo sgraziato. Mi ha parlato con tono sgradevole e poco convincente. Ha dimenticato che quei migranti sono assassini entrati illegalmente...».

Budde non è una che si lascia intimidire. Già nel 2020 aveva scritto un editoriale sul New York Times affermando di essere «indignata» dall’uso irriverente della Bibbia da parte di Trump, che solo pochi giorni prima si era fatto fotografare davanti alla Chiesa di St.John invocando - libro sacro alla mano - l’esercito contro i manifestanti: «Usa simboli religiosi per promuovere posizioni antitetiche alla fede che professa».

Dopo il sermone di martedì la vescova ha spiegato di aver fatto appello «a causa della paura che ho visto negli occhi delle persone da quando lui è stato eletto». Si aspettava però una reazione ben diversa, ha confessato al New York Times: «Stavo solo cercando di dirgli: il paese è stato affidato a lei. E una delle qualità da un leader è la misericordia».

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