Lavrov a Repubblica: “L’Italia è anti-russa. Non potrà avere alcun ruolo nei negoziati con Kiev”
dalla nostra inviata Rosalba CastellettiMOSCA – Allo stato attuale, Sergej Lavrov non vede alcuna possibilità di rilanciare le relazioni con l’Italia. “Sfortunatamente, le relazioni russo-italiane stanno attraversando la crisi più profonda dalla Seconda guerra mondiale e il governo di Roma ne è certamente responsabile”, spiega il ministro degli Esteri russo a Repubblica. Perciò, continua, “è difficile immaginare quale ruolo potrebbe svolgere nella risoluzione del conflitto ucraino un Paese come l’Italia che, fin dall’inizio dell’Operazione militare speciale, è stato all’avanguardia di una linea ostile anti-russa”.
In vista della sua conferenza annuale, Repubblica aveva chiesto al ministro degli Esteri russo se “la simpatia per il popolo italiano” di cui aveva parlato Vladimir Putin più volte nel corso del 2024 si estendesse al governo guidato da Giorgia Meloni e se perciò pensasse che l’Italia potesse giocare un ruolo nel facilitare la conclusione delle ostilità in Ucraina o nel farsi portavoce degli interessi russi entro …
MOSCA – Allo stato attuale, Sergej Lavrov non vede alcuna possibilità di rilanciare le relazioni con l’Italia. “Sfortunatamente, le relazioni russo-italiane stanno attraversando la crisi più profonda dalla Seconda guerra mondiale e il governo di Roma ne è certamente responsabile”, spiega il ministro degli Esteri russo a Repubblica. Perciò, continua, “è difficile immaginare quale ruolo potrebbe svolgere nella risoluzione del conflitto ucraino un Paese come l’Italia che, fin dall’inizio dell’Operazione militare speciale, è stato all’avanguardia di una linea ostile anti-russa”.
In vista della sua conferenza annuale, Repubblica aveva chiesto al ministro degli Esteri russo se “la simpatia per il popolo italiano” di cui aveva parlato Vladimir Putin più volte nel corso del 2024 si estendesse al governo guidato da Giorgia Meloni e se perciò pensasse che l’Italia potesse giocare un ruolo nel facilitare la conclusione delle ostilità in Ucraina o nel farsi portavoce degli interessi russi entro l’Unione Europea.
Le parole di Putin sull’Italia
Lo scorso dicembre, nella sua conferenza stampa di fine anno, il presidente russo aveva ad esempio osservato che, “anche nonostante ciò che accade oggi, sentiamo che nella società italiana c’è una certa simpatia per la Russia, così come noi abbiamo simpatia per l’Italia”. Nel marzo 2024, al Festival della Gioventù di Sochi, posando per una foto insieme allo street-artist napoletano Jorit, aveva sottolineato il “desiderio di libertà” comune a russi e italiani. “Siamo sempre stati uniti… La lotta dell’Italia per l’indipendenza, Garibaldi, non ci ha forse uniti? Ci ha sempre uniti”, aveva detto.
E soltanto due settimane prime, rispondendo alla domanda della studentessa italiana Irene Cecchini a margine del forum “Idee forti per tempi nuovi”, Putin aveva notato: “L’Italia è sempre stata vicina ai nostri cuori. Ricordo il calore della gente durante le mie visite. In certe zone mi sentivo completamente a casa”.
Lavrov a Repubblica: “L’Italia anti-russa. Relazioni ai minimi. Ed è tutta colpa di Roma”
Nella sua risposta a Repubblica, diffusa oggi e ripresa in parte dall’agenzia governativa Tass, Lavrov concorda. “In effetti, in Russia c’è una sincera simpatia per il popolo italiano, la gente ama la ricca cultura italiana, la sua arte e le sue conquiste creative. La maggior parte degli italiani sono persone sensate e amichevoli. Abbiamo molto in comune, ad esempio il desiderio di bellezza e giustizia, il rispetto dei legami familiari, l’interesse reciproco”, dice.
Ma aggiunge: “Allo stesso tempo, è difficilmente possibile operare con tali categorie astratte come simpatia e antipatia quando si tratta di relazioni interstatali. Nel determinare la nostra politica in direzione italiana, siamo guidati dagli interessi nazionali fondamentali e dal principio di reciprocità. Sfortunatamente, le relazioni russo-italiane stanno attraversando la crisi più profonda dalla Seconda guerra mondiale e il governo di Roma ne è certamente responsabile. Su iniziativa delle autorità italiane, tutti i meccanismi di interazione istituzionale sono stati congelati e i legami bilaterali sono crollati. In sostanza, il bagaglio accumulato in decenni è andato perduto”.
Lavrov a Repubblica: “Nessun ruolo per l’Italia nelle trattative con l’Ucraina”
Lavrov sostiene di non riuscire a “astrologare quanto presto Roma si sveglierà e si renderà conto dell’enorme danno economico, sociale e reputazionale che la linea sconsiderata dell’“Occidente collettivo sta causando per infliggere una ‘sconfitta strategica’ alla Russia e frenare il nostro Paese con sanzioni illegali”, ma ritiene che “ovviamente, il ripristino della cooperazione reciprocamente vantaggiosa russo-italiana andrebbe incontro agli interessi dei popoli russo e italiano”. Ma ci tiene a sottolineare “ancora una volta” che “il nostro dialogo bilaterale si è interrotto per colpa di Roma e spetta a Roma correggere le conseguenze delle sue brutte azioni”.
Perciò il capo della diplomazia russa chiude su un possibile coinvolgimento dell’Italia nelle trattative per porre fine al conflitto in Ucraina. “È difficile immaginare – sostiene – quale ruolo potrebbe svolgere nella risoluzione del conflitto ucraino un Paese come l’Italia che, fin dall’inizio dell’Operazione militare speciale, è stato all’avanguardia di una linea ostile anti-russa e, non solo sostiene ‘a 360 gradi’ e ‘per tutto il tempo necessario’, come ama dire il presidente del Consiglio italiano Giorgia Meloni, il sanguinario regime neonazista di Kiev, ma gli fornisce sostanziali aiuti militari, tecnico-militari e finanziari”. “Tenendo conto della posizione anti-russa assunta dall’Italia – insiste Lavrov – non la consideriamo come un possibile partecipante al processo di pace, tanto meno una sorta di “difensore degli interessi della Russia nella Ue””.
Lavrov conclude che, “se l’Italia vuole dare un contributo reale e tangibile a una soluzione pacifica, allora deve prima di tutto smettere di pompare Kiev con armi, inviando all’Ucraina armi ed equipaggiamenti militari sempre più moderni. Ciò non fa altro che portare a un’escalation incontrollata del conflitto e a un aumento del numero delle vittime, anche tra la popolazione civile”.