Scandalo sessuale: si dimette la star della tv giapponese
dal nostro corrispondente Gianluca ModoloPECHINO - “Mi ritiro. Mi dispiace per i disagi che ho causato a tante persone”. Masahiro Nakai, popolare conduttore televisivo ed ex cantante di una delle principali boyband degli anni Novanta e Duemila, ha annunciato la fine della sua carriera nel mondo dello spettacolo. A due anni di distanza dalle rivelazioni choc su Johnny Kitagawa - il padrino del J-Pop - un altro scandalo di accuse di abusi sessuali scuote lo showbiz giapponese.
Nakai è arrivato a questa decisione dopo che un settimanale, a dicembre, aveva svelato che nel giugno 2023 il 52enne aveva avuto “un'attività sessuale non consensuale” - come scrive la stampa nipponica - con una ragazza di 20 anni e che ci fu successivamente un accordo da 90 milioni di yen (552mila euro) per “sistemare” la cosa.
“Lo scandalo ha scosso l'industria dell'intrattenimento giapponese e una delle emittenti (la Fuji Tv, ndr) è finita sotto tiro per il suo presunto coinvolgimento nella vicenda e per la mancanza di trasparenza nelle sue spiegazio…
PECHINO - “Mi ritiro. Mi dispiace per i disagi che ho causato a tante persone”. Masahiro Nakai, popolare conduttore televisivo ed ex cantante di una delle principali boyband degli anni Novanta e Duemila, ha annunciato la fine della sua carriera nel mondo dello spettacolo. A due anni di distanza dalle rivelazioni choc su Johnny Kitagawa - il padrino del J-Pop - un altro scandalo di accuse di abusi sessuali scuote lo showbiz giapponese.
Nakai è arrivato a questa decisione dopo che un settimanale, a dicembre, aveva svelato che nel giugno 2023 il 52enne aveva avuto “un'attività sessuale non consensuale” - come scrive la stampa nipponica - con una ragazza di 20 anni e che ci fu successivamente un accordo da 90 milioni di yen (552mila euro) per “sistemare” la cosa.
“Lo scandalo ha scosso l'industria dell'intrattenimento giapponese e una delle emittenti (la Fuji Tv, ndr) è finita sotto tiro per il suo presunto coinvolgimento nella vicenda e per la mancanza di trasparenza nelle sue spiegazioni”, riporta l’agenzia di stampa Kyodo. “Secondo il settimanale Shukan Bunshun, quella che era stata organizzata come una cena di lavoro nel giugno 2023 con i dipendenti della Fuji Television Network è diventata invece un incontro con la sola presenza di Nakai e di una donna, portando a un'attività sessuale non consensuale e a un accordo extragiudiziale da 90 milioni di yen”.
“Non è ancora chiaro cosa sia successo esattamente durante la cena”, scrive il quotidiano Asahi Shimbun. “C'è un accordo di non divulgazione tra le parti”, ha dichiarato in un comunicato l'avvocato che rappresenta Nakai.
Senza menzionare specificamente l'accaduto, Nakai, in una dichiarazione scritta per i suoi fan, ha detto di assumersi la “piena responsabilità” e ha offerto le sue scuse alla donna. Aggiungendo che le trattative per la sospensione dei programmi televisivi che lo vedevano protagonista e la cancellazione dei contratti con le reti televisive e gli sponsor si sono “concluse”.
Dopo la pubblicazione delle accuse a dicembre, molti programmi erano già stati sospesi e lunedì scorso alcuni grandi marchi, tra cui McDonald's e Toyota, hanno annunciato il ritiro della pubblicità dal canale televisivo Fuji Tv.
Ex leader degli Smap, gruppo scioltosi nel 2016 dopo quasi trent’anni di attività, molto popolare in Giappone e pure nel resto dell’Asia, Nakai ha ammesso che si sono verificati dei “problemi”, ma ha negato che sia stato coinvolto un dirigente della Fuji Tv.
Gli Smap erano il fiore all’occhiello dell’agenzia Johnny & Associates, travolta da uno scandalo di abusi due anni fa. “Riconosciamo gli abusi sessuali commessi da Johnny Kitagawa. Chiedo scusa alle sue vittime dal profondo del mio cuore”, disse durante una seguitissima conferenza stampa nel settembre 2023 nella quale annunciava le proprie dimissioni Julie Fujishima, a capo della più grande agenzia del pop giapponese, fondata da suo zio Johnny: che per oltre sessant’anni ha abusato di centinaia di ragazzini minorenni.
Il padrino del J-Pop, Johnny Kitagawa, morto nel 2019 all'età di 87 anni, aveva fondato nel 1962 l'agenzia Johnny & Associates: diventata poi colosso dell’industria dell'intrattenimento giapponese che ha lanciato famose boyband come appunto gli Smap e Arashi. Il suo funerale all’epoca fu un evento nazionale. Le prime inchieste sugli abusi di Kitagawa emersero nel 1999, grazie al lavoro dei giornalisti del Shukan Bunshun. Poi più nulla, o quasi: denunce ignorate dai maggiori giornali e network televisivi giapponesi, che temevano di perdere l'accesso alle star dell’agenzia. A portare alla luce le storie degli abusi era stato nel marzo di due anni fa un documentario della Bbc: “Predator, the secret scandal of J-Pop”. Altre vittime di Kitagawa allora si fecero avanti, partirono finalmente indagini interne all’azienda e venne pubblicato un rapporto che ha confermato centinaia di casi di abusi da parte di Kitagawa, già dagli anni ’50, prima che fondasse il suo impero. Il magnate del J-Pop non ha mai affrontato accuse penali e ha continuato a reclutare adolescenti per la sua agenzia fino alla sua morte.