NEW YORK — Una coalizione di Stati, guidata dall’ufficio del procuratore generale di New York, ha raggiunto un principio di accordo per un risarcimento record di 7,4 miliardi di dollari da parte della famiglia Sackler e della loro azienda, Purdue Pharma, per il ruolo dominante nella creazione della pandemia da oppioidi. Lo ha annunciato la procuratrice di New York Letitia James. L’accordo deve ricevere l’approvazione finale della Corte Suprema. Se arriverà, i Sackler verseranno fino a 6,5 miliardi in quindici anni. E Purdue altri 900 milioni. Soldi che finanzieranno programmi di assistenza e terapie anti-dipendenza.
La Corte Suprema aveva già bocciato sette mesi fa un piano che prevedeva il pagamento di sei miliardi. In base al preliminare, la famiglia cederà il controllo della compagnia, il cui board verrà formato da Stati e entità che hanno fatto causa, e non potrà più vendere oppioidi in Usa. I Sackler, che hanno un patrimonio di 11 miliardi di dollari, non avranno scudo legale dal…
NEW YORK — Una coalizione di Stati, guidata dall’ufficio del procuratore generale di New York, ha raggiunto un principio di accordo per un risarcimento record di 7,4 miliardi di dollari da parte della famiglia Sackler e della loro azienda, Purdue Pharma, per il ruolo dominante nella creazione della pandemia da oppioidi. Lo ha annunciato la procuratrice di New York Letitia James. L’accordo deve ricevere l’approvazione finale della Corte Suprema. Se arriverà, i Sackler verseranno fino a 6,5 miliardi in quindici anni. E Purdue altri 900 milioni. Soldi che finanzieranno programmi di assistenza e terapie anti-dipendenza.
La Corte Suprema aveva già bocciato sette mesi fa un piano che prevedeva il pagamento di sei miliardi. In base al preliminare, la famiglia cederà il controllo della compagnia, il cui board verrà formato da Stati e entità che hanno fatto causa, e non potrà più vendere oppioidi in Usa. I Sackler, che hanno un patrimonio di 11 miliardi di dollari, non avranno scudo legale dalle cause civili da cui avevano tentato, senza successo, di fuggire dichiarando bancarotta nel 2019.
L’OxyContin, oppioide di punta di Purdue, è considerato responsabile della morte per overdose di centinaia di migliaia di persone. Il gigante farmaceutico era stato denunciato da amministrazioni locali, statali, comunità di nativi americani, cittadini. Alla procura generale di New York si erano uniti, in modo bipartisan, Stati a guida Repubblicana e Democratica, dall’Oregon al Tennessee, dal Texas alla California.
Potenti oligarchi moderni, con il loro dominio farmaceutico i Sackler hanno innescato una catastrofe a livello nazionale. Persone ridotte a zombie. Pazienti in cerca di sollievo dal dolore rimasti intrappolati dalla dipendenza. Come Kara Trinor, una donna del Michigan diventata dipendente 23 anni fa, quando le venne prescritto l’OxyContin per un problema alla schiena.
La saga dei Sackler è stata raccontata nella miniserie Netflix “Painkiller” (mentre anche il popolarissimo “Doctor House” era dipendente dall’ossicidone, la molecola base dela OxyContin). Basata su un lungo articolo del New Yorker, la trama di “Painkiller” si concentra su come Purdue Pharma aveva promosso sul mercato fin dagli anni ’90 l’oppioide OxyContin. Il pioniere è stato Arthur Sackler, che ha rivoluzionato l’industria dei farmaci con trovate pubblicitarie, capace di rendere pop un tranquillante, il Valium, e facendo lo stesso con l’OxyContin. Appassionato di opere d’arte, mecenate di gallerie, Sackler coltivava il suo lato oscuro attraverso la campagna aggressiva e senza scrupoli portata avanti, dopo la sua morte, dal nipote Richard, interpretato da Matthew Broderick.
Nella serie Edie Flowers, con il volto di Uzo Aduba, è una zelante ispettrice determinata a scoprire la verità. Nella realtà ci sono investigatori federali e statali che hanno condotto indagini in oltre dieci Stati e di cui non conosceremo mai il volto. Ma il risultato del loro lavoro, sì.