TUNISI – Un uomo si è immolato in serata dinanzi alla sinagoga di Tunisi, nel pieno centro della città, per poi dirigersi verso il recinto dell’edificio religioso. A quel momento i poliziotti, che sempre presidiano i luoghi, hanno sparato e l’uomo si è ritrovato accasciato a terra, senza vita. La situazione sul posto resta confusa e il quartiere di Lafayette, quello della sinagoga, rimane bloccato dalle forze dell’ordine e in massima allerta.
La conferma dei fatti è arrivata dal ministero degli Interni tunisino. Ha indicato anche che “l’uomo si stava dirigendo verso un poliziotto” ed “è uno dei suoi colleghi ad aver sparato, per proteggere gli altri poliziotti”. Uno di loro, comunque, è stato ferito dalle fiamme e “un’altra persona (forse un passante,ndr), che si trovava sul posto, è rimasta ferita, anche se le sue condizioni restano stabili”. Il ministero ammette che l’uomo defunto è stato identificato e “si tratta di una persona che aveva problemi psicologici”.
TUNISI – Un uomo si è immolato in serata dinanzi alla sinagoga di Tunisi, nel pieno centro della città, per poi dirigersi verso il recinto dell’edificio religioso. A quel momento i poliziotti, che sempre presidiano i luoghi, hanno sparato e l’uomo si è ritrovato accasciato a terra, senza vita. La situazione sul posto resta confusa e il quartiere di Lafayette, quello della sinagoga, rimane bloccato dalle forze dell’ordine e in massima allerta.
La conferma dei fatti è arrivata dal ministero degli Interni tunisino. Ha indicato anche che “l’uomo si stava dirigendo verso un poliziotto” ed “è uno dei suoi colleghi ad aver sparato, per proteggere gli altri poliziotti”. Uno di loro, comunque, è stato ferito dalle fiamme e “un’altra persona (forse un passante,ndr), che si trovava sul posto, è rimasta ferita, anche se le sue condizioni restano stabili”. Il ministero ammette che l’uomo defunto è stato identificato e “si tratta di una persona che aveva problemi psicologici”.
Stasera diversi esponenti della locale comunità ebraica si stavano riunendo per lo shabbat nella sinagoga. In Tunisia vivono attualmente circa 1200 ebrei, distribuiti tra Tunisi e l’isola di Djerba, nel Sud. Dopo l’indipendenza, nel 1956, erano più di 86mila gli ebrei tunisini, ai quali si aggiungevano altre migliaia di ebrei francesi e soprattutto italiani. La comunità era assolutamente integrata nel paese, considerato un modello di tolleranza rispetto ad altri popoli e religioni.
Molti ebrei, però, partirono dopo che proprio la sinagoga di avenue de la Liberté venne saccheggiata la mattina del 5 giugno 1967 da tunisini che assalirono anche negozi di proprietà di ebrei nelle strade intorno, per protestare per l’avvio della guerra dei Sei giorni. Dall’inizio dell’offensiva israeliana a Gaza, la Tunisia ha ufficialmente appoggiato con vigore la causa palestinese e il presidente Kais Saied, ispirato dal panarabismo, è intervenuto ufficialmente al riguardo a più riprese.
Il 17 dicembre 2010 Mohamed Bouazizi, un venditore ambulante di frutta e verdura, s’immolò a Sidi Bouzid, la sua città, il 17 dicembre 2010, per protestare contro la crisi sociale ed economica, di cui si riteneva una vittima. Morirà qualche giorno più tardi. Fu lui a dare il via alla rivoluzione che portò in Tunisia alla fine della dittatura di Ben Ali e poi alle altre rivolte della primavera araba. Da allora altre persone si sono immolate in Tunisia, ma per protestare contro le autorità, in genere per ragioni sociali e politiche interne. Nessuno aveva mai preso come obiettivo una sinagoga e la comunità ebraica.