New York — Dopo tre giorni di ordini esecutivi e minacce, Donald Trump subisce il primo stop: un giudice federale di Seattle, nello Stato di Washington, ha bloccato in via temporanea l’ordine esecutivo con cui il nuovo presidente ha cancellato lo ius soli, il diritto alla cittadinanza americana per chi nasce negli Stati Uniti riconosciuto dal 14° emendamento della Costituzione. Il giudice John Coughernour ha definito il provvedimento preso dalla Casa Bianca «palesemente anticostituzionale». Trump ha già annunciato che farà ricorso.
È il primo atto di una battaglia legale destinata ad arrivare alla Corte Suprema. Esposti contro Trump sono stati presentati dagli attorney general di ventidue Stati.
Il diritto di cittadinanza è solo uno degli scontri che scalderanno la vita politica americana. Un altro è stato preannunciato dallo stesso Trump: ha dichiarato di voler mettere sotto inchiesta il suo predecessore, Joe Biden. «Ha fatto male - ha detto a Fox - a non graziare se stesso com…
New York — Dopo tre giorni di ordini esecutivi e minacce, Donald Trump subisce il primo stop: un giudice federale di Seattle, nello Stato di Washington, ha bloccato in via temporanea l’ordine esecutivo con cui il nuovo presidente ha cancellato lo ius soli, il diritto alla cittadinanza americana per chi nasce negli Stati Uniti riconosciuto dal 14° emendamento della Costituzione. Il giudice John Coughernour ha definito il provvedimento preso dalla Casa Bianca «palesemente anticostituzionale». Trump ha già annunciato che farà ricorso.
È il primo atto di una battaglia legale destinata ad arrivare alla Corte Suprema. Esposti contro Trump sono stati presentati dagli attorney general di ventidue Stati.
Il diritto di cittadinanza è solo uno degli scontri che scalderanno la vita politica americana. Un altro è stato preannunciato dallo stesso Trump: ha dichiarato di voler mettere sotto inchiesta il suo predecessore, Joe Biden. «Ha fatto male - ha detto a Fox - a non graziare se stesso come ha fatto con i suoi familiari».
Nel frattempo continua la caccia agli immigrati illegali: sono almeno 538 gli arresti e 373 richieste di trattenimento amministrativo per irregolari sul territorio degli Stati Uniti. A Boston, una delle città “santuario”, gli agenti sono entrati nelle case, portando via persone in manette, alcune delle quali farebbero parte di gang di criminali haitiani. Il piano sta seminando paura in molte famiglie. C’è chi non si è presentato al lavoro nel timore di essere arrestato, o non ha mandato i figli a scuola. Sono più di 700 mila i minori clandestini che studiano negli Usa nel mirino dell’ufficio immigrazione.
La app Cbp One, con cui i migranti presentavano domanda di ingresso, non funziona più. L’amministrazione ha deciso di espellere, anche senza processo, quelli che hanno attraversato illegalmente il confine negli ultimi due anni. Con Biden il provvedimento era limitato agli arrivi recenti. Trump però ha teso la mano agli anti-abortisti graziando quelli condannati per le manifestazioni e i blocchi davanti alle cliniche.
Il tycoon sta regolando i conti con tutti, anche con i vecchi amici: ha tolto le misure di protezione al suo ex segretario di Stato Mike Pompeo, e all’ex consigliere Brian Hook, nonostante i due abbiano ricevuto minacce dall’Iran per il loro coinvolgimento nella morte, avvenuta nel 2020, del generale Qassim Suleimani.
Pompeo e Hook avevano agito su ordine dello stesso Trump. Il presidente ha anche tolto la protezione al suo ex consigliere alla sicurezza nazionale John Bolton, ma a differenza degli altri due Bolton è stato un aperto critico di Trump. In un incontro avvenuto tra lo staff di Biden e quello del successore, era stato sottolineato come Pompeo, Hook e Bolton fossero diventati obiettivi di attentati da parte di Teheran e che fosse stato scoperto un piano per eliminarli. Biden aveva chiesto di confermare le misure di protezione. Trump ha apprezzato il consiglio, e ha fatto esattamente il contrario.