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L’Argentina vuole depenalizzare il femminicidio: l’ultimo smacco dell’internazionale anti-woke

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L’annuncio nella settimana dell’insediamento di Trump offre la misura dell’accelerazione a livello globale della cancellazione delle politiche per la tutela della diversità
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“La depenalizzazione del femminicidio”. E’ questo lo scatto in avanti del governo di Buenos Aires, voluto dal presidente argentino Javier Milei per consolidare il suo Paese come il laboratorio d’avanguardia della destra Maga. In una settimana che ha visto giurare a Washington Donald Trump e autoproclamare la nascita della cosiddetta “internazionale anti-woke”, il drammatico annuncio che viene dall’Argentina offre la misura dell’accelerazione in atto a livello globale con il fine di cancellare le politiche per la tutela della diversità.

Il governo di Buenos Aires presenterà al Congresso una riforma del codice penale per eliminare la figura del femminicidio, che attualmente è un’aggravante in caso di omicidio di donne per ragioni di genere. “Questa amministrazione difende l’uguaglianza davanti alla legge sancita nella nostra Costituzione nazionale. Nessuna vita vale più di un'altra", ha annunciato venerdì sera il ministro di Giustizia argentino Mariano Cúneo Libarona, rigorosamente su …

“La depenalizzazione del femminicidio”. E’ questo lo scatto in avanti del governo di Buenos Aires, voluto dal presidente argentino Javier Milei per consolidare il suo Paese come il laboratorio d’avanguardia della destra Maga. In una settimana che ha visto giurare a Washington Donald Trump e autoproclamare la nascita della cosiddetta “internazionale anti-woke”, il drammatico annuncio che viene dall’Argentina offre la misura dell’accelerazione in atto a livello globale con il fine di cancellare le politiche per la tutela della diversità.

Il governo di Buenos Aires presenterà al Congresso una riforma del codice penale per eliminare la figura del femminicidio, che attualmente è un’aggravante in caso di omicidio di donne per ragioni di genere. “Questa amministrazione difende l’uguaglianza davanti alla legge sancita nella nostra Costituzione nazionale. Nessuna vita vale più di un'altra", ha annunciato venerdì sera il ministro di Giustizia argentino Mariano Cúneo Libarona, rigorosamente su X.

La cronologia, in questo contesto, è significativa. Lunedì 20 gennaio ha giurato Donald Trump alla Casa Bianca. Poche ore dopo, il presidente degli Stati Uniti ha firmato un ordine esecutivo che pone fine ai programmi di diversità, equità e inclusione all’interno del governo federale, che lui e i conservatori definiscono da tempo discriminatori. Martedì, a Washington, gli uffici della Dei sono stati svuotati. Migliaia di persone hanno perso il lavoro, e con loro, milioni di individui hanno perso assistenza e protezione.

Giovedì mattina, il teatro dell’internazionale sovranista si è spostato sul palco di Davos. Galvanizzato dalla rapidità di azione del suo inspiratore, Javier Milei ha aperto la giornata del World Economic Forum con un attacco alle minoranze: “Femminismo, diversità, inclusione, uguaglianza, immigrazione, aborto, ambientalismo e ideologia di genere sono i nemici”, ha detto in un discorso in cui ha poi lanciato “l’internazionale anti-woke” basata sul successo dei leader dell’ultradestra: Giorgia Meloni, Donald Trump e Viktor Orban, oltre allo stesso Milei. “L’anno scorso ero da solo qui, ora guardate in quanti siamo”.

L’eliminazione del femminicidio non è che il colpo più sfacciato. Ma l’opera era iniziata prima. In un Paese dove si compie un femminicidio ogni 35 ore e che chiude il 2025 a quota 252, il Presidente ha già cancellato il Ministero delle Donne e la Segreteria per la violenza di genere. Ha ridotto all’osso l’organico della “linea 144”, quella per le denunce di violenze domestiche, e ha tagliato i finanziamenti ai programmi destinati ad aiutare le vittime. Sono state abolite le quote rosa come quelle per le minoranze.

“Come se tutto ciò non bastasse, nelle dichiarazioni del nostro presidente abbiamo sentito dire che ‘la violenza esiste solo come tale, senza distinzione di genere, che vengono uccisi anche gli uomini’. Sono affermazioni che inviano un forte messaggio misogino a coloro che lo ascoltano”, spiegano da #AtravesadosPorElFemicidio, la maggiore organizzazione di vittime di violenza di genere del Paese.

Dietro alla metafora della motosega con lo scopo dichiarato di tagliare la spesa pubblica in un Paese da anni sull’orlo del baratro del default, Milei sta portando avanti una battaglia culturale che sta rapidamente cancellando alcune delle conquiste raggiunte in temi di diritti negli ultimi anni. Oltre alla battaglia ideologica contro la diversità, è in corso un pesante attacco alle politiche e istituzioni che difendono i diritti umani e la memoria storica della dittatura, considerate pilastri della pace sociale.

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