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Cloud e intelligenza artificiale, così Microsoft aiuta Israele

Cloud e intelligenza artificiale, così Microsoft aiuta Israele

Un’inchiesta del giornale israeliano +972 magazine e del britannico Guardian rivela che il gruppo Usa ha venduto all’Idf tecnologie usate nella guerra a Gaza

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TEL AVIV – Le forze armate israeliane utilizzano strumenti di intelligenza artificiale e il cloud forniti da Microsoft per individuare obiettivi, leggere mappe, archiviare dati raccolti prima e dopo la guerra a Gaza e condurre operazioni. I legami senza precedenti fra il gigante dell’high tech americano e l’Idf sono stati svelati da un’inchiesta congiunta del magazine on line israeliano +972 e del quotidiano britannico Guardian. L’inchiesta non è che l’ultimo passo di un lavoro che dura da più di un anno: i giornalisti di +972 erano stati i primi a documentare l’uso dell’intelligenza artificiale da parte di Israele nella selezione degli obiettivi da colpire a Gaza: e a spiegare come questo fosse uno dei motivi principali alla base dell’aumento esponenziale delle vittime civili in questo conflitto.

“Documenti del ministero della Difesa israeliano e della filiale israeliana di Microsoft, oltre a conversazioni con fonti dell’esercito israeliano e del Ministero della Difesa, rivelano un livello senza precedenti di cooperazione tra Microsoft e l’esercito israeliano. Personale Microsoft è embeddato in diverse unità dell'esercito allo scopo di aiutare nell’uso della propria tecnologia: questo è valido anche per la divisione di intelligence dell’esercito, l’Unità 8200”, si legge in una mail inviata giovedì sera da Yuval Abraham, l’autore dell’inchiesta, ai lettori di +972 magazine.

La rivelazione è importante da diversi punti di vista. Il primo – che qui in Israele è fondamentale – è il fatto che informazioni militari riservate siano depositate su un cloud civile, ovvero Azure di Microsoft e che le stesse forze armate possano avere accesso agli strumenti del cloud, fra cui molti legati all’intelligenza artificiale. Il secondo, che riguarda invece il gruppo americano, è il fatto che per mesi Microsoft aveva sostenuto che i suoi sistemi di intelligenza artificiale avevano un uso esclusivamente militare: i documenti elencati nell’inchiesta indicano senza dubbio alcuno che così non è e creano un problema interno al gruppo che – come altri giganti high tech – negli Stati Uniti è da mesi accusato di complicità con Israele . Il terzo, sulla scia di quanto già rivelato dalle precedenti inchieste, è legato alle conseguenze dell’uso massiccio dell’intelligenza artificiale a Gaza e in Cisgiordania: l’Idf e in particolare l’unità di intelligence 8200 secondo l’accordo firmato con Microsoft, hanno accesso a GPT-4 di OpenAi, software chiave dietro al sistema di intelligenza artificiale ChatGPT.

Fra le unità che hanno accesso ad Azure ci sono alcune delle più importanti delle Forze armate israeliane, rivela l’inchiesta: la Ofek, che controlla i database degli obiettivi da colpire. La Matspen che sviluppa i sistemi informatici di supporto a quelli di combattimento. E anche l’Unità dell’avvocatura militare, responsabile di perseguire i palestinesi e i soldati che violano la legge nei Territori occupati.

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