Bruxelles - Una missione europea con soldati di Italia, Francia e Spagna. Per garantire e proteggere il valico di Rafah. La decisione formale verrà presa domani a Bruxelles nel corso del Consiglio dei ministri Ue degli Esteri. Ma i contatti con le autorità palestinesi, con quelle israeliane e con il governo egiziano hanno ormai confermato l’orientamento a presidiare un corridoio decisivo che porta a Gaza.
L’idea è quella di ripristinare una vecchia operazione, sospesa da diversi anni: l’Eubam. L’obiettivo è tutelare il valico e in particolare consentire un ordinato passaggio della popolazione e proteggere il trasferimento degli aiuti umanitari verso i territori palestinesi. Si tratta di una missione - di natura civile - con un numero di militari ancora molto limitato e che potrebbe crescere in futuro. Viene infatti considerato un nucleo iniziale in grado di svilupparsi e di rappresentare un pilastro per ulteriori interventi.
Al momento l’Italia dovrebbe mettere a disposizione su…
Bruxelles - Una missione europea con soldati di Italia, Francia e Spagna. Per garantire e proteggere il valico di Rafah. La decisione formale verrà presa domani a Bruxelles nel corso del Consiglio dei ministri Ue degli Esteri. Ma i contatti con le autorità palestinesi, con quelle israeliane e con il governo egiziano hanno ormai confermato l’orientamento a presidiare un corridoio decisivo che porta a Gaza.
L’idea è quella di ripristinare una vecchia operazione, sospesa da diversi anni: l’Eubam. L’obiettivo è tutelare il valico e in particolare consentire un ordinato passaggio della popolazione e proteggere il trasferimento degli aiuti umanitari verso i territori palestinesi. Si tratta di una missione - di natura civile - con un numero di militari ancora molto limitato e che potrebbe crescere in futuro. Viene infatti considerato un nucleo iniziale in grado di svilupparsi e di rappresentare un pilastro per ulteriori interventi.
Al momento l’Italia dovrebbe mettere a disposizione subito una dozzina di Carabinieri ai quali sia aggiungerebbero soldati francesi e spagnoli. Domani il vertice dei ministri degli Esteri potrebbe però stabilire di irrobustire il contingente. Di certo si tratta di un primo passo per stabilizzare la tregua tra Israele e Hamas. «Israeliani e palestinesi - ha detto l’Alto rappresentante per gli Affari esteri, Kaja Kallas - meritano la pace a lungo termine, l’Ue rimane un forte sostenitore del popolo palestinese. Stiamo anche intensificando i nostri aiuti, siamo in trattative per riprendere la nostra missione Eubam a Rafah. Siamo impegnati nella ricostruzione e nello sviluppo a lungo termine e crediamo che la soluzione dei due Stati sia l’unica via da seguire».
Già a marzo scorso il Consiglio europeo aveva fatto riferimento a Eubam per facilitare una distensione delle relazioni. «La missione al valico di Rafah (Eubam Rafah) – si legge nel documento finale di quel summit - può svolgere un ruolo importante sulla base di questo principio a sostegno di un futuro Stato palestinese.
L’Unione europea è pronta a collaborare con Israele, con l’Autorità palestinese e con le autorità internazionali per contribuire a rilanciare un processo politico, anche attraverso l’iniziativa della Giornata della Pace e una Conferenza per la Pace da convocare al più presto, e sostenere l’Autorità palestinese nell’intraprendere le riforme necessarie». Il governo di Netanyahu si è dichiarato disponibile ad assicurare l’agibilità del valico ormai raso al suolo. Gl stessi israeliani dovrebbero partecipare alla sicurezza delle operazioni con un monitoraggio a distanza.