Gli staff dei premier britannici deridevano Trump durante le sue telefonate
di Enrico FranceschiniLONDRA – Lo staff di Downing Street si piegava in due dalle risate ascoltando le telefonate di Donald Trump a due primi ministri britannici, Theresa May e Boris Johnson, durante il suo primo mandato presidenziale. Lo hanno rivelato fonti governative a Politico, poco prima che arrivasse la telefonata, ieri, tra il premier laburista Keir Starmer e Trump. “Ci riunivamo in un’altra stanza per ascoltare le conversazioni su una seconda linea”, hanno raccontato i funzionari del servizio civile di Downing Street al sito di news a proposito delle della prima presidenza Trump. “Alcuni di noi ridevano fino alle lacrime. Era uno spasso”.
Il motivo di tanta ilarità è che Trump divagava, faceva domande inopportune, parlava in modo inappropriato per questo genere di colloqui: insomma si comportava come fa quando si esprime a braccio, ai comizi, con gli ospiti o con i giornalisti del seguito. Tra gli esempi …
LONDRA – Lo staff di Downing Street si piegava in due dalle risate ascoltando le telefonate di Donald Trump a due primi ministri britannici, Theresa May e Boris Johnson, durante il suo primo mandato presidenziale. Lo hanno rivelato fonti governative a Politico, poco prima che arrivasse la telefonata, ieri, tra il premier laburista Keir Starmer e Trump. “Ci riunivamo in un’altra stanza per ascoltare le conversazioni su una seconda linea”, hanno raccontato i funzionari del servizio civile di Downing Street al sito di news a proposito delle della prima presidenza Trump. “Alcuni di noi ridevano fino alle lacrime. Era uno spasso”.
Il motivo di tanta ilarità è che Trump divagava, faceva domande inopportune, parlava in modo inappropriato per questo genere di colloqui: insomma si comportava come fa quando si esprime a braccio, ai comizi, con gli ospiti o con i giornalisti del seguito. Tra gli esempi citati dalle fonti di Politico riguardo alle telefonate avvenute fra il 2016 e il 2020, il presidente americano abbandonava l’agenda prevista per discorrere in libertà del suo campo da golf in Scozia, del suo odio per le turbine a vento o della salute della regina Elisabetta.
I rapporti di Trump con May e Johnson
È noto che Trump non andava particolarmente d’accordo con Theresa May, accusandola di eccessiva moderazione nella strada intrapresa per concretizzare la Brexit nei negoziati con l’Unione europea, mentre si intendeva molto bene con Boris Johnson, considerandolo un outsider proprio come lui. L’attuale premier laburista Starmer aveva aspramente criticato Trump in passato, ma gli ha fatto una specie di visita riparatrice a Mar-a-Lago, in Florida, dopo la vittoria del tycoon nelle elezioni del novembre scorso. Poi Starmer ha telefonato a Trump il 18 dicembre per congratularsi formalmente di nuovo con lui. Ieri tra i due c’è stata una nuova telefonata in cui hanno concordato che Starmer incontrerà Trump a Washington “entro qualche settimana”.
La strana relazione con Starmer
Parlando con i giornalisti sabato a bordo dell’Air Force One, Trump ha detto che Starmer sta facendo “un ottimo lavoro” e ha affermato di avere con lui “un buonissimo rapporto”. Un giudizio in apparenza discordante dalla intensa campagna di attacchi lanciati contro Starmer da Elon Musk, il multimiliardario nominato da Trump ministro dell’efficienza e un suo strenuo sostenitore: nuovo indizio che Trump e Musk non vanno necessariamente sempre d’accordo, dopo il caso delle recenti critiche del fondatore della Tesla alle iniziative del presidente a sostegno delle aziende che sviluppano l’Intelligenza Artificiale rivali della sua.