AUSCHWITZ-OSWIECIM — Quando Tova Friedman arrivò ad Auschwitz, a giugno del 1944, aveva cinque anni. Il cielo era oscurato dal fumo, l’aria pregna di una puzza terribile. La madre le disse “se ci ammaliamo…”, e non finì la frase. Le bastò indicare le ciminiere e quel fumo nero. «E sapevo, anche se avevo cinque anni e mezzo. Tutti sapevamo». Invece, quella bimba polacca sopravvisse miracolosamente…