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Kiev, i droni russi centrano la villa di Yanukovich: distrutto il garage di lusso con le Zil d’epoca

La collezione di auto di Yanukovich

La collezione di auto di Yanukovich

 

Trasformata in un museo dopo la fuga a Mosca dell’ultimo presidente filo-Cremlino, la tenuta ospitava una eccezionale collezione di auto. Ora semicancellata dall’ultimo attacco sulla capitale ucraina

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KIEV - Uno sciame di shahed nella notte: le sirene a squarciagola, i traccianti della contraerea, i boati. Solita routine, da un po’ di tempo a Kiev non si dorme così; ma stavolta l'epilogo è un bizzarro corto circuito della storia: i droni iraniani spediti dai russi hanno centrato il garage privato della villa da sogno di Yanukovich, l’ultimo presidente filorusso deposto da Maidan, sventrando nove meravigliose vecchie reliquie semoventi d’epoca sovietica.

Erano il giocattolo privato del piccolo zar vassallo, chiuso nel suo regno dorato tra stagni e zoo privato. Yanukovich viveva in una villa di pietra e legno fatta costruire per lui in quella enorme, splendida tenuta sulle rive del Dnipro, 137 ettari di bosco e giardini. Un campo da golf in cui sgranchirsi le ossa, campi da tennis, la pista da bowling. C’erano la goletta pacchiana per i ricevimenti, gli stagni e le statue neoclassiche, i marmi pregiati. I dettagli d’oro, il lusso da ostentare in un Paese che usciva dall’epoca sovietica annaspando tra povertà e corruzione.

E così come c’erano i canguri e gli struzzi, non proprio autoctoni tra tundra e steppa, nel garage c’era l’Ala di gabbiano della Mercedes, una Rolls Royce e qualche altra meraviglia esotica da mostrare tra cui una introvabile Horch 855 degli anni ’30. La fabbrica tedesca ne realizzò sette esemplari in tutto. Ma c’erano soprattutto i grandi classici e le chicche introvabili del piccolo mondo antico dei leader sovietici, come le lunghe e nere Zil dei cortei con bandierine sulle fiancate, le Zaz delle parate del potere nel mondo uniforme dell’epoca sovietica.

Il 22 febbraio del 2014, quando Yanukovich fu costretto a fuggire in elicottero – lasciando l’Ucraina e volando in Russia tra le proteste che aveva provato a respingere facendo sparare sulla folla – i rivoluzionari che per primi misero i piedi nella villa non riuscivano a credere ai loro occhi. Ma per fortuna non seguirono il cliché di tante altre rivoluzioni devastando tutto: da allora la tenuta di Mezhihirya, che si trova alla periferia nord della capitale lungo le sponde del cosiddetto mare di Kiev formato dalla diga sul fiume Dnipro, è stata trasformata in un’attrazione turistica e affidata a un ente pubblico, il Parco nazionale ucraino Mezhihirya.

Con i biglietti d'ingresso ha mantenuto in vita questo giardino incantato impedendo che andasse in malora prima che si chiudessero i procedimenti giudiziari sulla proprietà sequestrata all'ex presidente, che aveva trasformato quel ben di Dio rimasto per decenni come proprietà governativa nella sua residenza privata. Yanukovich aveva abbattuto i vecchi edifici per costruire la sua villa di legno, una delle più grandi al mondo.

Dall’anno scorso la proprietà della villa è stata interamente trasferita allo Stato, e la destinazione d’uso non è cambiata: resta aperta al pubblico con tutti i suoi gioielli visitabili e frequentabili, come lo zoo e la scuderia, il club ippico e un poligono di tiro, il campo da tennis e altri complessi turistici. Il garage delle auto invece ha seguito da subito una strada autonoma. Era stato immediatamente trasformato in museo e aperto al pubblico, con le auto ben conservate e presentate.

Ovviamente non è a questo obiettivo che miravano i droni, forse abbattuti, che hanno mezzo distrutto il garage museo nella tenuta dell’ex presidente filorusso: nove auto sono state demolite dall’esplosione e dal rogo, altre 27 hanno subito danni. Tra i mezzi esposti c’erano anche 8 motociclette e sidecar, e persino una Ford della polizia e un carrello da golf. Ma la maggior parte dei mezzi esposti erano berline degli anni ’50 e ’60, per lo più sovietiche e ucraine. L’incendio provocato dall’attacco ha colpito un’area di 600 metri quadrati.

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