Gerusalemme — Camminano verso nord e decidono di chiamarlo «il giorno della vittoria» perché tornare a casa è una vittoria. Come sopravvivere. Ventisette gennaio 2025, ore 7 del mattino, dopo quindici mesi di guerra il passaggio è aperto. Migliaia di profughi calpestano la sabbia e i piani di Trump che li vorrebbe deportare altrove. Un muro umano che va lento e fa rumore, anziani, genitori, figli…