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Germania, voto storico al Bundestag: mozione anti-migranti passa grazie alla convergenza Cdu-Afd

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Il duro testo voluto dal leader popolare Merz, probabile prossimo cancelliere tra poche settimane, approvato con il sostegno dell’ultradestra
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BERLINO – “Il più grande Paese in Europa violerebbe il diritto europeo. Finora solo Viktor Orbán ha osato una cosa del genere”. Il cancelliere Olaf Scholz ha attaccato a testa bassa il suo rivale, il candidato della Cdu/Csu Friedrich Merz, nella discussione al Bundestag sul controverso pacchetto sui migranti che dalla scorsa settimana sta sollevando una gigantesca bufera – e non solo in Germania. Merz vuole rafforzare i controlli alle frontiere e concedere maggiori poteri alla polizia. Soprattutto: minaccia di respingere i richiedenti asilo direttamente al confine. Ieri ha presentato due mozioni. La prima è passata grazie ai voti dell’Afd: favorevoli 348, contrari 345, astenuti 10. E venerdì arriverà una proposta di legge.

Il pacchetto è stato accolto con entusiasmo soltanto dall’ultradestra Afd, da subito disponibile a votarlo. Poi hanno dichiarato il loro sostegno anche i liberali della Fdp e la rossobruna Sahra Wagen…

BERLINO – “Il più grande Paese in Europa violerebbe il diritto europeo. Finora solo Viktor Orbán ha osato una cosa del genere”. Il cancelliere Olaf Scholz ha attaccato a testa bassa il suo rivale, il candidato della Cdu/Csu Friedrich Merz, nella discussione al Bundestag sul controverso pacchetto sui migranti che dalla scorsa settimana sta sollevando una gigantesca bufera – e non solo in Germania. Merz vuole rafforzare i controlli alle frontiere e concedere maggiori poteri alla polizia. Soprattutto: minaccia di respingere i richiedenti asilo direttamente al confine. Ieri ha presentato due mozioni. La prima è passata grazie ai voti dell’Afd: favorevoli 348, contrari 345, astenuti 10. E venerdì arriverà una proposta di legge.

Il pacchetto è stato accolto con entusiasmo soltanto dall’ultradestra Afd, da subito disponibile a votarlo. Poi hanno dichiarato il loro sostegno anche i liberali della Fdp e la rossobruna Sahra Wagenknecht. Ma all’ultimo momento la ex leader della Linke ha ritirato il suo appoggio, facendo traballare la “strana maggioranza” merziana. Che non è solo un Frankenstein politico, ma ha aperto il vaso di Pandora della fine del cordone sanitario verso l’ultradestra. Pur di far approvare le sue misure, Merz si è detto da subito disponibile ad accettare il voto di “chiunque”. Compresa, quindi, l’ultradestra guidata da Alice Weidel. Da lì, il leader Cdu è stato travolto dalle critiche.


Durante il dibattito nella Camera bassa del Parlamento tedesco, Scholz gli ha ricordato che “il diritto d'asilo è parte integrante del nostro sistema giuridico e dei nostri valori. Non può essere negato". E il leader socialdemocratico si è anche detto convinto che misure come quelle proposte da Merz verrebbero bocciate sonoramente dai tribunali tedeschi ed europei.

Le critiche degli alleati europei

Critiche erano piovute nei giorni scorsi anche dall’estero, ad esempio da uno dei più stretti alleati storici dei cristianodemocratici tedeschi, l’austriaca Oevp. Il cancelliere Alexander Schallenberg ha respinto l’idea che la Germania blindi i confini: “Se ognuno tira su il suo ponte levatoio, ci ritroviamo tutti più poveri e nessuno è più al sicuro”, ha tuonato da Vienna. Secondo una fonte del Ppe, anche il premier greco Kyriakos Mitsotakis sarebbe perplesso sulla proposta del leader della Cdu. Mentre il numero uno del Ppe, il tedesco Manfred Weber, sostiene la fuga in avanti di Merz senza riserve. Del resto, il politico della Csu non si è scandalizzato neanche quando al Parlamento europeo l’Afd ha votato nei mesi scorsi alcune misure presentate dai Popolari europei. A Strasburgo il tabù è rotto da un pezzo, il cordone sanitario in frantumi da mesi.


Dopo l’attacco di Aschaffenburg, l’aggressione di un profugo afgano con problemi psichiatrici contro una classe di bambini dell’asilo che aveva mietuto una vittima di due anni, Merz aveva annunciato il suo durissimo pacchetto migranti senza consultarsi con la Spd o con i Verdi e aveva detto che avrebbe accettato il voto di “chiunque” – compresa l’Afd. La leader dell’ultradestra, Alice Weidel, aveva immediatamente twittato “il cordone sanitario è caduto”. Ma negli ultimi giorni persino nella stessa Cdu era emersa una linea di resistenza nell’ala cristiana – detta “il blocco nero” – contro la convergenza con l’Afd.

(afp)

Il governatore dello Schleswig-Holstein, Daniel Guenther, ha detto apertamente che avrebbe votato contro il “pacchetto Merz”. E a dare manforte al “blocco nero”, è arrivata la netta presa di posizione delle chiese protestanti e dei vescovi cattolici contro i respingimenti alle frontiere in violazione delle regole europee che la Cdu propone nel piano in cinque punti. In un comunicato congiunto, i vertici delle due chiese hanno criticato “un dibattito che infama i migranti, alimenta pregiudizi e non contribuisce a risolvere i problemi, che ovviamente ci sono”.

Verso le elezioni

A proposito del sostegno dell’Afd, il leader cristianodemocratico si è affrettato nei giorni scorsi a puntualizzare che “io non voglio questa maggioranza”, ma ha insistito che “dobbiamo agire adesso” e che “la stragrande maggioranza della popolazione è con me e la Cdu”. Al Bundestag ha ribadito il concetto: “Una decisione giusta non diventa sbagliata, se la votano le persone sbagliate. Resta giusta”. Per scongiurare una convergenza con l’ultradestra, Merz aveva aggiunto al pacchetto migranti un paio di frasi esplicite contro l’Afd. Ma i leader dell'ultradestra le hanno allegramente ignorate, pur di vedere l'imperativo di Angela Merkel, il suo mai con l'Afd, andare in mille pezzi.

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