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Biscotti della fortuna e lanterne, nelle strade di Mosca stregata dal Capodanno cinese

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Nell’isolamento internazionale e sotto sanzioni, la Russia spinge l’acceleratore sull’amicizia con l’alleato asiatico anche con eventi di piazza e iniziative culturali
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MOSCA – “Buona l’anatra alla pechinese. Che trovata il biscotto della fortuna. E che meraviglia tutte queste lanterne rosse. Ma qui è tutto rosso che per i cinesi è simbolo di prosperità e felicità come la nostra Krasnaja Ploshchad che prima di tutto vuol dire ‘Piazza bella’”. La coppia di pensionati Sergej e Anna si lascia andare a un’esclamazione di stupore dietro l’altra man mano che si fa strada tra la fiumana di gente che si è riversata in Piazza del Maneggio per l’inaugurazione del Festival del Capodanno cinese a Mosca.

Anche Galina Sherbakova, 59 anni, ex allenatrice di tennis arrivata dalla Jacuzia, si sente un po’ Alice nel Paese delle Meraviglie. Saluta i percussionisti e gli attori in costume, si scatta selfie davanti alle coloratissime figure di draghi e serpenti intrecciate attorno ai tradizionali abeti e assaggia i piatti sfornati dai chioschi a forma di pagoda. “Come questo pollo insolito. Dolce con kiwi …

MOSCA – “Buona l’anatra alla pechinese. Che trovata il biscotto della fortuna. E che meraviglia tutte queste lanterne rosse. Ma qui è tutto rosso che per i cinesi è simbolo di prosperità e felicità come la nostra Krasnaja Ploshchad che prima di tutto vuol dire ‘Piazza bella’”. La coppia di pensionati Sergej e Anna si lascia andare a un’esclamazione di stupore dietro l’altra man mano che si fa strada tra la fiumana di gente che si è riversata in Piazza del Maneggio per l’inaugurazione del Festival del Capodanno cinese a Mosca.

Anche Galina Sherbakova, 59 anni, ex allenatrice di tennis arrivata dalla Jacuzia, si sente un po’ Alice nel Paese delle Meraviglie. Saluta i percussionisti e gli attori in costume, si scatta selfie davanti alle coloratissime figure di draghi e serpenti intrecciate attorno ai tradizionali abeti e assaggia i piatti sfornati dai chioschi a forma di pagoda. “Come questo pollo insolito. Dolce con kiwi e fragole”.

In tempi di sanzioni e di conflitto in Ucraina, Mosca quest’anno ha voluto fare le cose in grande per il lancio cerimoniale dell’anno lunare 4722, sotto il segno del Serpente di Legno Verde, e ha trasformato la Piazza del Maneggio, alle spalle del Cremlino e della Piazza Rossa, in una piccola Chinatown. Uno sfoggio di unità col prezioso alleato cinese contro il comune nemico occidentale e statunitense.

Il Festival è l’evento clou del ricco programma che segna gli Anni della cultura di Russia e Cina decretati per il2024 e 2025 da Vladimir Putin e Xi Jinping per festeggiare il 75° anniversario delle relazioni diplomatiche tra i due Paesi. La seconda edizione dopo quella del 2024 che vide “la presenza di oltre 700mila visitatori”, tra cui famosi blogger cinesi che ottennero 45 milioni di visualizzazioni. Numeri che la vicesindaca di Mosca Natalia Sergunina è certa di superare quest’anno grazie agli oltre 400 eventi previsti.

Per oltre dieci giorni si susseguiranno cerimonie del tè e corsi di calligrafia su Tverskaja ulitsa, uno spettacolo di luci che simula uno stagno con carpe koj sulla pista da pattinaggio sul ghiaccio in piazza Bolotnaja e omaggi al panda Katjusha allo zoo. Al parco Vdnkh si potrà giocare a Go o allo Xiangqi, il gioco cinese degli scacchi, e in oltre 120 ristoranti si potranno degustare ricette tradizionali cinesi. Installazioni luminose coloreranno i viali di Mosca. I simboli del Capodanno cinese prenderanno vita sulle facciate del Parco Zarjade e della torre televisiva di Ostankino. E sulla linea 3 della metropolitana di Mosca, Arbatsko-Pokrovskaja, circolerà un treno tematico. Tutto rosso, naturalmente. A chiudere il Festival il 9 febbraio sarà la Danza della Lanterna.

(reuters)

Che festeggiare il Capodanno Cinese a Mosca non sia soltanto folklore, ma soprattutto geopolitica, lo confermano le parole della portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. “Si parla spesso di dialogo tra culture e civiltà. E questo è il miglior esempio di come sia possibile unirsi grazie a un’agenda costruttiva e positiva, contrariamente ai desideri di molti che pensano soltanto a litigare o a frenare lo sviluppo altrui con sanzioni".

"Il nostro è un vero dialogo tra civiltà", continua. "Perché reale? Perché ci rispettiamo a vicenda, non gareggiamo, non dominiamo. Mosca festeggia il Capodanno cinese. E Pechino celebra la Maslenitsa russa. Parliamo di amicizia e lo dimostriamo con i fatti. Contrastiamo la distruttività che oggi contraddistingue gli affari mondiali”, ci spiega sottolineando che “questo è un evento internazionale, primo, perché i nostri due Paesi sono i più grandi garanti della stabilità e della sicurezza nel mondo e, secondo, perché le celebrazioni del Capodanno Cinese sono patrimonio Unesco”.

Zakharova si cimenta pure in un paio di frasi in cinese, anche se ostentando modestia sostiene di non essere all’altezza del russo sfoggiato dall’ambasciatore cinese a Mosca Zhang Hanhui che ringrazia e si dice sicuro che “questi eventi avvicinano i nostri popoli e aiutano a rafforzare la comprensione reciproca tra i popoli dei due Paesi. La Russia è il nostro partner strategico, un buon amico e fratello”. Huang Yunting e Liu Yaqi, due studenti dell’Università di Mosca, concordano. Non sono potuti tornare a casa a festeggiare il Capodanno perché quest'anno cade tra due semestri, ma sono “felici – dicono – di poterlo celebrare a Mosca. Per noi è la festa più importante”.

Li Yilian ha approfittato delle vacanze in patria per visitare la Russia. “Qui posso vedere la mia cultura da una prospettiva diversa”. Nei primi nove mesi del 2023 almeno 335mila visitatori cinesi come lei hanno visitato la capitale. Numeri lontani dai livelli pre-pandemia, ma che il presidente del Comitato del turismo di Mosca Evgenij Kozlov spera presto di eguagliare proprio grazie a eventi come questo. Alla Russia, dice il 41enne Nariman Utkaev, attore nelle vesti di un combattente dell’Imperatore Giallo, “non resta che guardare a Est. Mentre noi ci siamo occidentalizzati, la Cina preserva le sue tradizioni. È un esempio da seguire”.

“Apprezzo la cultura e le tradizioni millenarie della Cina”, dice invece Aleks Abel, imprenditore 64enne. “Ma l’amicizia con la Cina è importante tanto quella con l’Italia o con gli Stati Uniti. La politica di oggi è temporanea. Sono sicuro che domani torneremo a essere amici di tutti”.

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