Paura nei cieli Usa: dal bombardiere sull’Empire State Building all’ammaraggio sull’Hudson
di Enrico FranceschiniLONDRA – Il primo pensiero, quando arriva la notizia di un incidente aereo negli Stati Uniti, va all’11 settembre 2001: ma questa volta non si è trattato di voli di linea dirottati da terroristi, che pilotando quattro aerei contro le Torri Gemelle di New York e il Pentagono (il quarto doveva colpire la Casa Bianca o il Congresso, ma l’eroica rivolta dei passeggeri lo fece precipitare in un campo) fecero quasi 3 mila morti.
Il secondo pensiero, quando si apprende che un aereo è caduto dentro un fiume, va a “Sully”, il film diretto da Clint Eastwood e interpretato da Tom Hanks: ma questa volta non c’è stato un miracoloso ammaraggio sull’acqua, come avvenne sull’Hudson nel 2009, salvando tutti i passeggeri. La storia dei disastri aerei americani è tuttavia molto più lunga di quei due drammatici episodi.
Lo scontro di stanotte fra un jet e un elicottero nel cielo sopra il Potomac, il fiume che attraversa Washington, è l’ultimo di una lunga serie, nel Paese che per primo al mondo ha fatto …
LONDRA – Il primo pensiero, quando arriva la notizia di un incidente aereo negli Stati Uniti, va all’11 settembre 2001: ma questa volta non si è trattato di voli di linea dirottati da terroristi, che pilotando quattro aerei contro le Torri Gemelle di New York e il Pentagono (il quarto doveva colpire la Casa Bianca o il Congresso, ma l’eroica rivolta dei passeggeri lo fece precipitare in un campo) fecero quasi 3 mila morti.
Il secondo pensiero, quando si apprende che un aereo è caduto dentro un fiume, va a “Sully”, il film diretto da Clint Eastwood e interpretato da Tom Hanks: ma questa volta non c’è stato un miracoloso ammaraggio sull’acqua, come avvenne sull’Hudson nel 2009, salvando tutti i passeggeri. La storia dei disastri aerei americani è tuttavia molto più lunga di quei due drammatici episodi.
Lo scontro di stanotte fra un jet e un elicottero nel cielo sopra il Potomac, il fiume che attraversa Washington, è l’ultimo di una lunga serie, nel Paese che per primo al mondo ha fatto dell’aviazione un mezzo di trasporto di massa. Ecco alcuni dei casi più noti.
Il bombardiere sull’Empire State Building
Il 28 luglio 1945 un bombardiere della Us Air Force stava volando sopra New York in un volo di routine dal Massachussetts al New Jersey, quando a causa della fitta nebbia andò a sbattere contro l’Empire State Building, all’epoca il grattacielo più alto della città. Il velivolo colpì l’edificio tra l’88esimo e il 90esimo piano. Rottami dell’aereo caddero al suolo sfiorando pedoni e automobili. Morirono tre militari a bordo del bombardiere e undici persone nel grattacielo. I pompieri riuscirono a spegnere l’incendio provocato dall’impatto nel giro di 40 minuti, riducendo i danni.
La collisione sul Grand Canyon
Il 30 giugno del 1956 un volo della Twa decollò da Los Angeles diretto a Kansas City. Tre minuti più tardi, un volo della United Airlines partì da Los Angeles verso Chicago. Ma incredibilmente le due rotte si incrociarono 600 chilometri più in là, L’ala dell’aereo della Twa tagliò la coda di quello della United, facendo precipitare entrambi nel Grand Canyon. Persero la vita tutti i 128 passeggeri e membri degli equipaggi. Fino ad allora, i piloti volavano “a vista”: il terribile incidente mise in moto il sistema dei controllori del traffico aereo tuttora in funzione.
Il ghiaccio sulle ali
Il 13 gennaio 1982 un volo dell’Air Florida si alzò da Washington per portare verso il clima mite di Tampa un carico di turisti e visitatori. Ma il ghiaccio e la neve sulle ali, insieme a un probabile errore del pilota, impedirono al velivolo di completare il decollo, l’aereo perse rapidamente quota, precipitando su un ponte, fracassandosi su sette auto prima di cadere nel sottostante fiume Potomac, anch’esso completamente ghiacciato. Si salvarono cinque passeggeri, ma rimasero uccisi 74 passeggeri e quattro automobilisti.
L’esplosione sulla pista
Il 19 luglio 1989 un volo della United da Denver a Chicago soffrì un catastrofico guasto dei motori: costretto a un atterraggio di emergenza a Sioux City, nello Iowa, l’aereo si spezzò e prese fuoco: morirono 112 persone, ma 296 passeggeri e membri dell’equipaggio si salvarono, grazie all’abilità del pilota che in qualche modo toccò terra senza carrelli e strumenti.
Nessuno ai comandi
Il 25 ottobre 1999 un Learjet privato in volo da Orlando a Dallas uscì dalla rotta prevista interrompendo i contatti radio. Caccia militari provarono a intercettarlo per capire cosa fosse successo, ma non riuscirono a vedere all’interno della cabina di pilotaggio perché i vetri erano coperti di brina. L’aereo finì per precipitare in un campo di grano in South Dakota. Morirono tutti i passeggeri e l’equipaggio, tra cui il campione del mondo di golf Payne Stewart. I due piloti e l’equipaggio avevano probabilmente perso i sensi per una perdita di pressione nella cabina e l’impossibilità di mettere le maschere a ossigeno.
Tragedia al decollo
Il 12 novembre 2001 un volo dell’American Airlines si schiantò al suolo poco dopo avere decollato dall’aeroporto John Kennedy di New York, uccidendo tutte le 260 persone a bordo e 4 a terra, in uno dei più gravi disastri aerei della storia americana.
Lo schianto a Buffalo
Il 12 febbraio 2009 un aero della Colgan Air Lines cadde al suolo durante la fase di atterraggio a Buffalo, nello Stato di New York: morirono tutti i 49 passeggeri e membri dell0equipaggio, più una persona a terra.
Il volo acrobatico
Il 16 settembre 2011 un veterano dell’Air Force stava compiendo delle acrobazie a un evento a Reno, in Nevada, su un aereo della Seconda guerra mondiale modernizzato per l’occasione: aveva appena superato la barriera di 800 chilometri orari di velocità, quando perse il controllo per una manovra troppo azzardata e precipitò sulla folla: morirono il pilota e 10 spettatori, altri 60 rimasero feriti.