Svezia, il criminologo sull’omicidio di Momika: “Solo l’Iran ha i mezzi per una simile operazione”
di Daniele Castellani PerelliSe il tema è l’Iran, il professor Ardavan Khoshnood sa di cosa parla. Nato a Teheran nel 1982, alla fine di quel decennio raggiunse con la famiglia la Norvegia, dove suo padre si era trasferito in fuga dalla Repubblica Islamica. Dal 1999 vive in Svezia, dove ora è professore all’Università di Lund e criminologo molto presente sui media locali. Lo abbiamo intervistato per capire se sia possibile un coinvolgimento dell’Iran nell’omicidio che ha sconvolto ieri la Svezia, Paese con cui Teheran ha più di un conto aperto, considerando anche lo scambio di prigionieri di giugno tra Hamid Nouri, condannato per crimini di guerra durante le esecuzioni di massa nel 1988, e il diplomatico dell’Ue Johan Floderus.
Secondo il primo ministro svedese Ulf Kristersson c’è il rischio che dietro l’omicidio di Salwan Momika ci sia “una potenza straniera”. A chi si riferisce?
«Direi che il primo sospetto del premier è proprio l’Iran. È l’unico Paese con le risorse, i mezzi e la volontà per condurre o pianifi…
Se il tema è l’Iran, il professor Ardavan Khoshnood sa di cosa parla. Nato a Teheran nel 1982, alla fine di quel decennio raggiunse con la famiglia la Norvegia, dove suo padre si era trasferito in fuga dalla Repubblica Islamica. Dal 1999 vive in Svezia, dove ora è professore all’Università di Lund e criminologo molto presente sui media locali. Lo abbiamo intervistato per capire se sia possibile un coinvolgimento dell’Iran nell’omicidio che ha sconvolto ieri la Svezia, Paese con cui Teheran ha più di un conto aperto, considerando anche lo scambio di prigionieri di giugno tra Hamid Nouri, condannato per crimini di guerra durante le esecuzioni di massa nel 1988, e il diplomatico dell’Ue Johan Floderus.
Secondo il primo ministro svedese Ulf Kristersson c’è il rischio che dietro l’omicidio di Salwan Momika ci sia “una potenza straniera”. A chi si riferisce?
«Direi che il primo sospetto del premier è proprio l’Iran. È l’unico Paese con le risorse, i mezzi e la volontà per condurre o pianificare simili operazioni. Tanto più che è evidente come Momika sia stato assassinato per aver bruciato il Corano. Ma ovviamente è troppo presto per arrivare a conclusioni, i dettagli dell’indagine sono troppo pochi».
Nel 2023, all’epoca della provocazione di Momika, il Leader supremo Ali Khamenei disse che chi profana il Corano dovrebbe ricevere «la punizione più severa». E da allora i servizi di sicurezza di Stoccolma, e lo stesso premier, hanno accusato l’Iran di reclutare giovani delle gang per attacchi a obiettivi - anche israeliani - in Svezia.
«È così. In tutta Europa l’Iran ha avuto rapporti molti stretti con le gang criminali e dunque potrebbe essersene servito anche in questo caso».
È un brutto giorno per il governo di centrodestra, che vinse le elezioni a fine 2022 puntando sulla sicurezza.
«Sia questo esecutivo sia quello precedente hanno fatto molto per migliorare la sicurezza della Svezia, ma rimangono forti ostacoli nella lotta contro le gang e le reti criminali. E l’alto tasso di violenza, con sparatorie e esplosioni, mostra che la situazione è sfuggita di mano».
Quindi le recenti politiche non sono state efficaci?
«Molte nuove leggi sono state approvate e alcuni risultati si sono visti. È difficile capire le ragioni, ma direi che tra queste ci sono l’alto numero di gang, un fallimento nell’integrazione svedese e il troppo tempo trascorso prima che i politici si svegliassero».