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Trump ammette: “L’aereo abbattuto dal nostro elicottero”

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Il presidente Usa cambia versione dopo aver attribuito la colpa del disastro aereo alle quote riservate da Biden alle minoranze. Le indagini virano sulle responsabilità del pilota militare e sulla carenza di personale
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NEW YORK — Donald Trump ha cambiato idea: lo scontro aereo di Washington è stato provocato dall’elicottero militare, perché volava troppo alto. Ciò non toglie che le pratiche di sicurezza dell’aviazione civile americana siano antiquate e vadano aggiornate, così come i suoi dubbi sulle modalità di assunzione nel settore pubblico, però il presidente inizia forse a rassegnarsi alla realtà che inclusione e diversità non hanno abbattuto il jet dell’American Airlines. Il pilota era il veterano trentanovenne Andrew Loyd Eaves, accompagnato dal meccanico Ryan Austin O'Hara, niente a che fare con le politiche DEI.

Lo ha fatto sapere lui stesso, pubblicando di prima mattina questo messaggio sul suo social Truth: «L’elicottero Blackhawk stava volando troppo in alto, di molto. Era molto al di sopra del limite di 200 piedi. Non è poi così complicato da capire, vero???». Fino a giovedì sì, era complicato; a partire da ieri, forse no.

Gli investigatori del National Transportation Safety Board hann…

NEW YORK — Donald Trump ha cambiato idea: lo scontro aereo di Washington è stato provocato dall’elicottero militare, perché volava troppo alto. Ciò non toglie che le pratiche di sicurezza dell’aviazione civile americana siano antiquate e vadano aggiornate, così come i suoi dubbi sulle modalità di assunzione nel settore pubblico, però il presidente inizia forse a rassegnarsi alla realtà che inclusione e diversità non hanno abbattuto il jet dell’American Airlines. Il pilota era il veterano trentanovenne Andrew Loyd Eaves, accompagnato dal meccanico Ryan Austin O'Hara, niente a che fare con le politiche DEI.

Lo ha fatto sapere lui stesso, pubblicando di prima mattina questo messaggio sul suo social Truth: «L’elicottero Blackhawk stava volando troppo in alto, di molto. Era molto al di sopra del limite di 200 piedi. Non è poi così complicato da capire, vero???». Fino a giovedì sì, era complicato; a partire da ieri, forse no.

Gli investigatori del National Transportation Safety Board hanno recuperato le scatole nere del Bombardier CRJ-700 e quella dell’elicottero. Secondo le indiscrezioni raccolte dal New York Times, però, alcuni elementi chiari sulla dinamica dell’incidente stanno già emergendo.

Prima di tutto, come ha scritto Trump dopo aver partecipato ai briefing degli inquirenti, il Black Hawk ha commesso una serie di errori fatali. Aveva ricevuto il permesso di volare lungo la “Route 4”, usata in genere per queste esercitazioni o per trasportare vip come lo stesso capo della Casa Bianca, ma aveva sbagliato rotta di circa mezzo miglio. Doveva volare vicino alla riva del fiume Potomac a un’altezza più bassa, quasi rasente al suolo, perché le sue caratteristiche lo consentono. Se lo avesse fatto, non avrebbe mai incrociato il CRJ in fase di atterraggio.

Quando la torre di controllo ha notato il problema, ha avvertito l’elicottero, ordinando di passare al lato dell’aereo commerciale. Il pilota ha risposto che lo aveva visto e lo avrebbe tenuto a distanza, ma invece lo ha centrato sul fianco. Il motivo lo capiranno i tecnici dell’Ntsb, forse, ma le ipotesi sono principalmente due, escludendo un atto suicida: il pilota non ha capito dove stava andando, oppure ha scambiato un aereo per l’altro. Quindi si è preoccupato di evitare un jet diverso da quello segnalato dalla torre di controllo, colpendo il CRJ senza accorgersene. Entrambi gli errori potrebbero essere dipesi dall’uso degli occhiali per la visione notturna, che limitano la visuale e possono confondere in ambienti illuminati.

Il secondo problema è che nella torre di controllo c’era un solo agente, invece dei due che in genere si dividono i compiti, occupandosi uno degli aerei e l’altro degli elicotteri. È successo perché un supervisore aveva dato ad un subordinato il permesso di andare via prima, visto che lavorano sei giorni a settimana con turni di 10 ore. Biden ha cercato di rimediare a questa mancanza di personale assumendo 1.800 controllori, Trump finora non ne ha parlato.

Il presidente però ha ordinato al nuovo segretario ai Trasporti Sean Duffy di rivedere le pratiche della Federal Aviation Administration, perché sono antiquate. Anche le auto prese in affitto oggi hanno sistemi di allarme che ti avvertono di frenare se stai andando a sbattere, è incredibile che un elicottero come il Black Hawk impegnato in una missione così pericolosa non avesse uno strumento automatico che lo avvertisse del pericolo, indipendentemente dal sempre possibile errore umano della torre di controllo.

Poi Trump chiede di assumere i migliori, perché non può fare marcia indietro completa sulla bugia detta a caldo riguardo diversità e inclusione. Del resto il danno ormai è fatto. Sui mezzi di disinformazione che spesso lo appoggiano è girata la notizia che alla guida del Black Hawk ci fosse Jo Ellis, una trans che effettivamente ha servito nella Virginia National Guard e pilotato questi elicotteri durante la guerra in Iraq. Jo per sua fortuna è viva e ha potuto facilmente smentire, ma per quanti la verità definitiva resterà ormai la bugia diffusa nel nome di Trump?

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