Il primo ministro israeliano annuncia che domani, quando sarà a Washington per incontrare il presidente Trump, inizierà a discutere della seconda fase dell’accordo del cessate il fuoco con Hamas. L’Idf riferisce di aver condotto un’operazione in Cisgiordania dove sono rimasti uccisi “numerosi terroristi”
Netanyahu atterrato a Washington: martedì l’incontro con Trump
primo ministro Benjamin Netanyahu
è atterrato a Washington, dove martedì incontrerà il presidente degli Stati Uniti Donald Trump. Netanyahu sarà il primo leader straniero a incontrare Trump dopo il suo insediamento alla Casa Bianca lo scorso 20 gennaio.
L’Egitto accoglie altri 34 feriti e 63 accompagnatori da Gaza
Dopo i 50 di ieri, tra cui 30 bambini malati di cancro, oggi sono entrati in Egitto provenendo da Gaza altri "34 feriti". A passare con loro attraverso il valico di Rafah, quello che collega direttamente la Striscia al Sinai egiziano, c'erano 63 "accompagnatori". Le cifre odierne sono state indicate in un messaggio diffuso al Cairo dall'Ufficio stampa del governo egiziano che non ha fornito ulteriori dettagli. In mattinata una fonte della Mezzaluna rossa egiziana aveva segnalato l'apertura del valico per il secondo giorno consecutivo al fine di consentire il transito dei feriti da curare in ospedali in Egitto e la mobilitazione di decine di ambulanze
Hezbollah annuncia: “Il 23 febbraio i funerali di Nasrallah”
Gli Hezbollah libanesi hanno annunciato che il 23 febbraio terranno un funerale per il loro ex leader Hassan Nasrallah, assassinato alla fine di settembre in un bombardamento israeliano della periferia meridionale di Beirut. In un discorso televisivo, Naim Qassem, successore di Hassan Nasrallah alla guida del movimento filo-iraniano, ha promesso "un funerale grandioso e popolare (...) degno di questa grande personalità", riconoscendo che l'evento ha dovuto essere rinviato a causa delle "condizioni di sicurezza" e della guerra tra l'esercito israeliano ed Hezbollah
L’ex ostaggio Siegel costretto a scrivere una lettera di ringraziamento a Hamas prima della liberazione
L'ex ostaggio israelo-americano Keith Siegel è stato costretto a scrivere una lettera di ringraziamento a Hamas prima del suo rilascio avvenuto ieri. Una lettera in cui l'uomo 65 anni, ringrazia i suoi rapitori di averlo trattato bene e di avergli fornito "cibo e bevande, medicine, vitamine, collirio, un misuratore di pressione sanguigna e altro ancora". Lo ha reso noto la famiglia di Siegel.
Il re di Giordania andrà da Trump a Washington l’11 febbraio
Il re giordano Abdullah II sarà ricevuto dal presidente degli Stati Uniti Donald Trump alla Casa Bianca l'11 febbraio. Lo ha reso noto l'ufficio del re della Giordania in una nota, spiegando che il monarca ha ricevuto un invito da Trump la scorsa settimana. Lo riporta l'agenzia di stampa giordana Petra. Nei giorni scorsi il presidente americano aveva annunciato un piano per trasferire 1,5 milioni di palestinesi dalla Striscia di Gaza alla Giordania e all'Egitto. Piano che sia re Abdullah II, sia il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi avevano bocciato.
Idf: 50 terroristi uccisi dall’’inizio dell’operazione Muro di ferro a Jenin
Dall'inizio dell' operazione 'Muro di ferro' delle forze armate israeliane in Cisgiordania, le Idf hanno ucciso "oltre 50 terroristi palestinesi". Lo dicono le stesse Idf. Secondo quanto affermato dall'esercito, oltre 35 uomini armati sono stati uccisi dalle truppe durante le operazioni a Jenin, Tulkarem e nella zona di Tamun, mentre altri 15 sono stati uccisi in attacchi con droni. "Sono stati arrestati più di 100 palestinesi ricercati", aggiunge l'esercito israeliano. Le Idf
hanno anche sequestrato circa 40 armi e neutralizzato oltre 80 ordigni esplosivi durante l'operazione.
Qatar: domani al via i negoziati per la seconda fase dell’accordo tra Israele e Hamas
ovrebbero iniziare domani i negoziati per la seconda fase dell'accordo tra Israele e Hamas per il cessate a fuoco nella Striscia di Gaza e il rilascio di ostaggi in cambio di detenuti palestinesi. Lo ha dichiarato, nel corso di una conferenza stampa a Doha, il primo ministro del Qatar Mohammed Al Thani, spiegando che il suo paese sta collaborando con Israele e Hamas prima dei colloqui sulla seconda fase dell'accordo. Al Thani ha aggiunto che il Qatar è pronto a ospitare i prigionieri palestinesi rilasciati dalle carceri di Israele se scelgono di venire nel paese. ''In base all'accordo di cessate il fuoco di Gaza, i negoziati della fase due dovrebbero iniziare domani. Abbiamo già iniziato a impegnarci con le parti per definire l'agenda e iniziare a impegnarci in quelle discussioni'', ha dichiarato il premier del Qatar.
Idf: raid aerei su Jenin per distruggere le case dei terroristi
Le Forze di difesa israeliane (Idf) hanno condotto raid aerei su Jenin, in Cisgiordania, distruggendo edifici ''usati per scopi terroristici''. Lo rende noto l'Idf in un comunicato congiunto con lo Shin Bet a proposito dell'operazione militare 'Muro di ferro' lanciata due settimane fa a Jenin con l'obiettivo di ''sradicare il terrorismo''.
L’inchiesta contro la moglie di Netanyahu, Haaretz: avrebbe fatto pressioni su un testimone del processo contro il premier
La Procura di Stato israeliana ha confermato che è stata aperta un'indagine penale contro la moglie del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Il quotidiano Haaretz racconta che a fine dicembre, il procuratore generale Gali Baharav-Miara ha informato la polizia che avrebbe dovuto essere indagata per sospetto di pressioni su un testimone e ostruzione alla giustizia. La decisione è arrivata una settimana dopo un servizio sul programma di notizie investigative di Channel 12 "Uvda", che sosteneva che Sara aveva iniziato a diffamare e minacciare Hadas Klein, ex assistente personale di due miliardari coinvolti nei casi di corruzione del primo ministro e testimone chiave dell'accusa.
Il vicecapo del braccio politico di Hamas a Mosca
Il vice capo del braccio politico del gruppo militante palestinese Hamas guiderà una delegazione in visita a Mosca lunedì, ha riferito oggi l'agenzia di stampa statale RIA, citando una fonte.
Il membro del politburo di Hamas, Mousa Abu Marzouk, e la sua delegazione terranno trattative presso il Ministero degli Esteri russo, ha detto a RIA la fonte della delegazione. La Russia ha legami con tutti gli attori chiave in Medio Oriente, tra cui Israele, Iran, Libano, l'Autorità Nazionale Palestinese e Hamas.
Katz in Libano avverte gli Hezbollah: “Se lancerete droni ne pagherete il prezzo”
Il ministro israeliano della Difesa Israel Katz, ha fatto visita ai soldati delle Idf nel Libano meridionale e ha minacciato Hezbollah per i suoi lanci di droni contro lo Stato ebraico nonostante l'accordo sul cessate il fuoco. Secondo quanto riferito dal Times of Israel, Katz ha sottolineato che "negli ultimi giorni abbiamo assistito a tentativi di lanciare droni contro Israele. Voglio inviare un messaggio chiaro da qui a Hezbollah e al governo libanese: Israele non accetterà il lancio di droni dal Libano. Non permetteremo un ritorno alla realtà del 7 ottobre. Sventeremo le minacce e risponderemo con tutta la forza". Il ministro si è quindi rivolto al nuovo leader di Hezbollah, Naim Qassem, esortandolo a "non sottovalutare la determinazione di Israele come hanno fatto i suoi predecessori, per non pagare un prezzo molto alto".
La procura di Israele apre un’inchiesta sulla moglie di Netanyahu
La procura di Israele ha aperto un'inchiesta penale nei confronti di Sara Netanyahu, moglie del premier israeliano Benjamin Netanyahu. Lo riporta l'emitente Jerusalem Post. L'indagine è stata aperta dopo un servizio giornalistico trasmesso da Channel 12.
Media palestinesi: 25 morti a Jenin dall’inizio dell’operazione israeliana ‘Muro di ferro’
Sono 25 i morti nel campo profughi di Jenin, in Cisgiordania, dall'inizio dell'operazione militare israeliana 'Muro di Ferro'. Lo ha riferito l'agenzia di stampa palestinese Wafa, precisando che risultano anche un centinaio di case completamente distrutte.
Il cugino dell’ostaggio liberato Calderon: “Ofer non sapeva che il figlio era sopravvissuto al 7 ottobre”
Ofer Calderon, uno dei tre ostaggi israeliani liberati ieri dalla prigionia di Hamas dopo 484 giorni, ha scoperto solo poche settimane fa che suo figlio Rotem è sopravvissuto all'assalto del 7 ottobre 2023: lo scrive il Times of Israel, citando dichiarazioni fatte dal cugino Eyal a Ynet "Era in grande incertezza durante la prigionia, e poi ha scoperto da un'intervista ai media che suo figlio era ancora vivo", dice Eyal Calderon. "È inimmaginabile quello che ha passato lì, ma almeno ieri era in uno stato molto positivo. Lo aspetta un lungo cammino, la riabilitazione sarà lunga e avrà alti e bassi. È importante che le persone sappiano che le immagini di ieri sono fuorvianti e non riflettono ciò che Ofer ha passato. La prigionia non è stata una passeggiata. Ora sta riacquistando forza, sta respirando i suoi figli e sta iniziando a comprendere cosa ha passato in questo anno e mezzo".
La Turchia pronta ad accogliere alcuni detenuti palestinesi liberati
La Turchia potrebbe accogliere alcuni dei detenuti palestinesi liberati in base all'accordo di cessate il fuoco con Hamas. Lo ha reso noto il ministro degli Esteri, Hakan Fidan, durante una visita in Qatar. "Il nostro presidente ha detto che siamo pronti ad accogliere, insieme ad altri Paesi, alcuni dei palestinesi liberati, per sostenere l'intesa", ha spiegato nel corso di una conferenza stampa.
Il Papa ai governanti cristiani: “Impegnatevi per la pace”
"In questo anno giubilare rinnovo l'appello, specialmente ai governatori di fede cristiana, affinché si metta il massimo impegno nei negoziati per porre fine a tutti i conflitti in corso". Lo ha detto il Papa all'Angelus. "Pregiamo per la pace nella martoriata Ucraina, in Palestina, Israele, Libano, Myanmar, Sudan, Nord Kivu", ha aggiunto il Pontefice.
Netanyahu partito per gli Usa: ”Con Trump avrò uno storico confronto”
"Mi sto recando a Washington per un incontro molto importante con il presidente Trump. Il fatto che questo sarà il suo primo incontro con un leader straniero dopo il suo insediamento ha un grande significato per lo Stato di Israele": lo ha detto ai giornalisti il premier israeliano Benyamin Netanyahu al momento di salire sull'aereo diretto negli Stati Uniti, parlando di "storico incontro" nel quale si parlerà del futuro del Medio Oriente, che la recente guerra ha reso "irriconoscibile". "L'incontro - sono le parole del premier citate dal Jerusalem Post prima di salire sul Wing of Zion - riflette innanzitutto la forza dell'alleanza tra Israele e Stati Uniti. In secondo luogo, evidenzia la profondità del nostro legame, un legame che ha già prodotto grandi risultati per Israele e la regione", come gli Accordi di Abramo fra lo Stato ebraico e alcuni dei Paesi-chiave mediorientali. "Credo - ha aggiunto Bibi - che nei nostri incontri discuteremo anche delle questioni critiche che abbiamo di fronte: la sconfitta di Hamas, il ritorno di tutti i nostri ostaggi e il confronto con l'asse iraniano in tutte le sue forme, un asse che minaccia non solo la sicurezza di Israele, ma anche il Medio Oriente e il mondo intero." A Washington Netanyahu ha annunciato di avere in programma incontri anche, fra gli altri, con il segretario di Stato, Mark Rubio, con quello alla Difesa, Pete Hegseth, e con il Consigliere per la sicurezza nazionale, Mike Waltz, oltre che con vari membri del Congresso.
Ong palestinesi: segni di tortura sui detenuti rilasciati
"Decine di palestinesi rilasciati dalle prigioni israeliane mostrano segni di tortura e malnutrizione", affermato la Ong Palestinian Prisoner's Society in seguito allo scambio di ieri in base agli accordi di cessate il fuoco a Gaza che ha visto la liberazione di 183 detenuti palestinesi dalle carceri israeliane. Lo riporta Al Jazeera. Secondo la Ong palestinese, i detenuti "sono usciti indossando tute grigie macchiate e mostrando segni di anni di detenzione. Molti di loro sembravano malfermi mentre percorrevano la breve camminata dall'autobus all'ospedale europeo di Khan Younis. Ogni volta che i prigionieri vengono rilasciati, troviamo sui loro corpi segni di tortura, malnutrizione e percosse, in alcuni casi anche fratture alle costole", maltrattamenti che, secondo la Ong, si sarebbero intensificati dopo il 7 ottobre. La Prisoner's Society ha anche criticato quelle che ha definito "le minacce rivolte perfino alle famiglie che festeggiavano l'arrivo dei parenti scarcerati".
Idf: “Attacchi in Cisgiordania, uccisi numerosi terroristi”
L'Idf ha annunciato di aver condotto nelle ultime ore tre attacchi aerei in Cisgiordania, uccidendo "numerosi terroristi".
Colpite in particolare - riferisce l'Idf su Telegram - "tre cellule terroristiche nelle aree di Jenin e Qabatiya". Sono stati uccisi "il terrorista Saleh Zakarneh e il terrorista Abed al-Hadi Kamil, di Qabatiya, precedentemente detenuti per aver pianificato attività terroristiche e rilasciati come parte dell'accordo di cessate il fuoco del novembre 2023, sono stati eliminati nell'attacco". A Jenin, un aereo Iaf "ha colpito due cellule terroristiche armate nel giro di poche ore". Secondo il rapporto, "a Qabatiya, un aereo Iaf, con la direzione dell'Isa (i servizi di sicurezza), ha colpito ed eliminato una cellula terroristica mentre si dirigeva verso un imminente attacco terroristico. Dopo l'attacco, sono state identificate esplosioni secondarie dovute agli esplosivi che si trovavano all'interno del veicolo", in cui presumibilmente si trovavano Zakarneh e Kamil.
Netanyahu afferma che domani iniziano i negoziati per la seconda fase del cessate il fuoco a Gaza
Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu inizierà i negoziati sulla seconda fase del cessate il fuoco a Gaza quando incontrerà l'inviato per il Medio Oriente del presidente degli Stati Uniti Donald Trump, Steve Witkoff, domani a Washington. Netanyahu dovrebbe lasciare Israele stasera e partirà per l’incontro alla Casa Bianca con il presidente americano per discutere di Gaza e degli ostaggi israeliani trattenuti lì.
L’allarme dell’Onu per la malnutrizione dei bambini a Gaza
Un'impennata nel flusso di aiuti nella Striscia di Gaza da quando è entrata in vigore la tregua tra Israele e Hamas il 19 gennaio probabilmente allevierà l'acuta emergenza alimentare che affligge le persone nel territorio devastato dalla guerra, in particolare i bambini. Ma la fame che hanno sopportato potrebbe gettare un'ombra sulla loro salute in futuro. Più di 60.000 bambini a Gaza avranno bisogno di cure per malnutrizione acuta nel 2025, secondo le stime delle Nazioni Unite. Anche chi riuscirà a tornare a livelli adeguati di nutrizione dovrà affrontare i problemi di salute a lungo termine legati alla malnutrizione infantile.