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Difesa e dazi, anche Starmer al Consiglio Ue per affrontare Putin e Trump

(agf)

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Per la prima volta dalla Brexit un premier britannico partecipa al vertice. Incontrerà pure il segretario Nato Rutte in un bilaterale, poi la cena informale con i 27 leader europei
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LONDRA - Oggi è un giorno in qualche modo storico. Keir Starmer sarà il primo premier britannico a partecipare a un consiglio dell’Unione Europea dopo la Brexit. La giornata, che prevede anche un bilaterale con il segretario generale Nato Mark Rutte e una cena informale con i 27 leader Ue, è un’altra importante tappa di quello che Starmer chiama “reset”. Ossia un forte riavvicinamento del Regno Unito verso l’Unione Europea.

In mattinata sono previste sessioni formali. Ma il piatto forte arriverà nel pomeriggio con l’incontro con Rutte e poi la cena nello storico Palais d’Egmont di Bruxelles del XVI secolo. I temi principali dei "27+1" saranno sicurezza e difesa, alla luce della minaccia della Russia e delle incertezze riguardo all’impegno americano nei confronti della Nato: “Bisognerà intensificare gli sforzi e a farsi carico di una parte maggiore del peso necessario a mantenere l’Europa sicura contro la crescente campagna di sabotaggio e distruzione della Russia nel nostro continente…

LONDRA - Oggi è un giorno in qualche modo storico. Keir Starmer sarà il primo premier britannico a partecipare a un consiglio dell’Unione Europea dopo la Brexit. La giornata, che prevede anche un bilaterale con il segretario generale Nato Mark Rutte e una cena informale con i 27 leader Ue, è un’altra importante tappa di quello che Starmer chiama “reset”. Ossia un forte riavvicinamento del Regno Unito verso l’Unione Europea.

In mattinata sono previste sessioni formali. Ma il piatto forte arriverà nel pomeriggio con l’incontro con Rutte e poi la cena nello storico Palais d’Egmont di Bruxelles del XVI secolo. I temi principali dei "27+1" saranno sicurezza e difesa, alla luce della minaccia della Russia e delle incertezze riguardo all’impegno americano nei confronti della Nato: “Bisognerà intensificare gli sforzi e a farsi carico di una parte maggiore del peso necessario a mantenere l’Europa sicura contro la crescente campagna di sabotaggio e distruzione della Russia nel nostro continente”, fanno sapere Bruxelles e Downing Street.

Allo stesso tempo, però, è molto probabile che si parlerà di due temi cruciali per l’Unione Europea: la pesca e soprattutto un piano di mobilità giovanile per gli under 30 dei due blocchi. Argomento su cui Londra è estremamente cauta per paura di non finire sotto il fuoco di Nigel Farage e dei brexiter.

Con molta probabilità, non si tratterà di un vertice decisivo, anche perché, come confermano da tempo alte fonti europee a Repubblica, “Starmer sta facendo troppo poco: sinora ci sono state solo belle parole nei confronti della Ue, ma poche azioni o offerte concrete”. Tuttavia, sarà un altro importante tassello nel mosaico del riavvicinamento di Londra alla Ue, per non travalicando le linee rosse di Downing St, ossia niente rientro nell’unione doganale europea, nel mercato unico e tantomeno nella Ue.

In ogni modo, Starmer, oltre a esserlo già di indole sua, nella circostanza deve essere estremamente cauto. Perché il Regno Unito post Brexit corre su un crinale molto stretto: Donald Trump non vede assolutamente di buon occhio questa nuova comunione di intenti tra Uk e l’odiata Ue e difatti ieri, parlando ai giornalisti, non ha escluso dazi contro Londra, oltre alle minacce contro Bruxelles, parlando di “350 miliardi di disavanzo commerciale americano” nei confronti dell'Unione.

Anche nel nome della "special relationship”, il leader britannico non vuole rovinare i già complicati rapporti con il nuovo inquilino della Casa Bianca, insiste che un (molto improbabile) accordo commerciale con gli Stati Uniti è una possibilità e quindi ora deve stare attento a non sporgersi troppo verso la Ue. Ma uno degli obiettivi di Londra è quello di ottenere da Bruxelles proprio agevolazioni commerciali, anche in vista dei dazi americani.

Starmer, dopo aver ricevuto ieri nella residenza di campagna Chequers il cancelliere tedesco e amico Olaf Scholz, chiede agli alleati europei una cooperazione sempre più intensa su difesa e sicurezza, dopo aver stretto accordi bilaterali ad hoc come quello proprio con la Germania l’anno scorso, che per esempio prevede una sinergia di produzione e condivisione di armamenti tra i due Paesi. Secondo il quotidiano “the i”, Londra starebbe pensando anche lei a uno scudo antimissilistico “Iron Dome”. Non solo. Londra vuole una strategia comune europea contro il traffico di migranti, tema dolente per il governo laburista in patria, e dunque misure draconiane e coordinate che sradichino alla radice queste bande, dall’Italia alla Germania.

Ma i colloqui nel vertice Ue informale di oggi si terranno soprattutto su come coordinarsi per fronteggiare le minacce militari e le azioni di sabotaggio di Mosca. Con Putin che ieri, in una intervista al canale amico Russia Today, ha parlato di “europei che molto presto inizieranno a scodinzolare intorno a Trump, un leader vero e che riporterà ordine, anche se a loro non piace". Nel summit Ue si parlerà anche della probabile missione di peacekeeping in Ucraina, una volta raggiunto un accordo per il cessate il fuoco con la Russia. Il grande punto interrogativo resta cosa fare se gli americani si sfilassero, negando i propri soldati. In ogni caso, Londra è favorevole a fare la sua parte, ma altri Paesi, tra cui la stessa Germania, restano molto scettici sull’eventualità di fornire militari.

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