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Che cosa è Usaid e perché Trump e Musk vogliono chiudere l’agenzia per gli aiuti

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Il miliardario aveva mandato due ispettori, ma l’istituzione voluta da Kennedy li aveva respinti. Il presidente: “Un branco di radicali lunatici”. Ai dipendenti chiesto di non presentarsi. Rubio assume la guida ad interim
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LONDRA – Elon Musk ha dichiarato stamani che Donald Trump “è d’accordo” con lui sull’esigenza di chiudere Usaid, l’agenzia americana per gli aiuti umanitari internazionali. Poche ore prima, il presidente l’aveva definita “un branco di radicali lunatici”. Durante la conferenza online in cui ha affermato che Trump appoggia la sua proposta di scioglierla, il multimiliardario di origine sudafricana, nominato ministro dell’Efficienza governativa dal capo della Casa Bianca, ha aggiunto che Usaid “non è semplicemente una mela con un verme, ma un verminaio impossibile da riparare” e che “l’unica soluzione è disfarsene”. Sul suo social X Musk ha postato: “Per Usaid è ora di morire”. E Il segretario di Stato Marco Rubio ha detto di aver assunto la guida ad interim di Usaid, come riferisce la Cnn.


Stamane i dipendenti hanno ricevuto la comunicazione di non presentarsi al lavoro, almeno nella sede centrale. La motivazione di fondo sarebbe che l’agenzia di assistenza umanitaria promuove politi…

LONDRA – Elon Musk ha dichiarato stamani che Donald Trump “è d’accordo” con lui sull’esigenza di chiudere Usaid, l’agenzia americana per gli aiuti umanitari internazionali. Poche ore prima, il presidente l’aveva definita “un branco di radicali lunatici”. Durante la conferenza online in cui ha affermato che Trump appoggia la sua proposta di scioglierla, il multimiliardario di origine sudafricana, nominato ministro dell’Efficienza governativa dal capo della Casa Bianca, ha aggiunto che Usaid “non è semplicemente una mela con un verme, ma un verminaio impossibile da riparare” e che “l’unica soluzione è disfarsene”. Sul suo social X Musk ha postato: “Per Usaid è ora di morire”. E Il segretario di Stato Marco Rubio ha detto di aver assunto la guida ad interim di Usaid, come riferisce la Cnn.


Stamane i dipendenti hanno ricevuto la comunicazione di non presentarsi al lavoro, almeno nella sede centrale. La motivazione di fondo sarebbe che l’agenzia di assistenza umanitaria promuove politiche troppo progressiste nel mondo. Ma per il partito democratico e le organizzazioni umanitarie la decisione di chiuderla è “illegale” e rappresenta un danno sia per i Paesi in via di sviluppo, sia per gli interessi degli Stati Uniti.

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Cosa è Usaid

Fondata dal presidente John Kennedy nel 1961 all’inizio della guerra fredda per contrastare l’influenza dell’Unione Sovietica, la United States Agency for International Development (Usaid) è un’agenzia del governo americano, indipendente da altri enti o ministeri, che ha la responsabilità principale di gestire e distribuire aiuti civili all’estero. Con un budget di 50 miliardi di dollari l’anno, è una delle più grandi agenzie di assistenza umanitaria al mondo e amministra più di metà di tutti gli aiuti esteri americani.

Pur essendo il maggior fornitore di aiuti internazionali, tuttavia, gli Stati Uniti spendono meno dell’1 per cento del proprio bilancio annuale in assistenza all’estero, una percentuale più bassa rispetto ad alcuni altri Paesi. Oggi Usaid è al centro della sfida americana alla crescente influenza della Cina, che attraverso l’iniziativa ribattezzata “Nuova via della seta” (Belt and road nella denominazione inglese) porta avanti un proprio intenso programma di aiuti e investimenti esteri. Sottoposta alla supervisione del presidente, del segretario di Stato e del Consiglio Nazionale di Sicurezza della Casa Bianca, Usaid promuove missioni e aiuti in oltre 100 Paesi, principalmente in Africa, Asia, America Latina, Medio Oriente ed Europa orientale.

Programmi e critiche

Usaid finanzia e sviluppa sul campo, in Paesi emergenti, programmi di aiuti economici, di supporto a strutture democratiche, di difesa dell’ambiente, di sostegno all’istruzione e alla sanità, di sviluppo tecnologico. Fra le accuse che ha ricevuto in passato, la numero uno è quella di favorire l’influenza politica degli Stati Uniti. Altri l’hanno accusata di condividere le proprie informazioni con lo spionaggio americano. E una terza critica riguarda le condizioni poste dalla Usaid alle ong con cui collabora, tra cui l’impegno a non assistere gruppi terroristici: norma che, secondo alcuni, ha limitato gli aiuti a gruppi palestinesi in Medio Oriente.

Cosa ha detto Trump

Subito dopo il suo insediamento lo scorso 21 gennaio, Trump ha ordinato un congelamento temporaneo di tre mesi di tutti gli aiuti americani all’estero, con l’eccezione di quelli riservati a Israele ed Egitto. Qualche giorno dopo, il segretario di Stato Marco Rubio ha esentato dal provvedimento gli aiuti umanitari, ma è rimasta incertezza su quali agenzie possano continuare ad autorizzarli e quali no. Domenica, interpellato dai giornalisti sul destino di Usaid, il presidente ha commentato: “E’ un’agenzia guidata da un branco di radicali lunatici. Li stiamo estromettendo e poi prenderemo una decisione”.

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Cosa è successo

Ad accentuare la polemica è stato Musk, che nei giorni scorsi, nel suo ruolo di responsabile dell’Efficienza governativa, un ente creato da Trump apposta per lui, ha inviato due ispettori nella sede di Usaid a Washington, apparentemente per verificarne conti e bilancio. I dirigenti dell’agenzia hanno negato l’accesso agli ispettori perché non in possesso delle autorizzazioni formali necessarie. Come risultato del conflitto, due manager di Usaid sono stati licenziati e da sabato il suo sito web ha smesso di funzionare. Gran parte dello staff aspetta le decisioni della Casa Bianca, nell’incertezza sul futuro.

Cosa ha detto Musk

Dopo avere definito “criminali” i leader della Usaid, Musk ha dichiarato oggi di avere discusso la questione con Trump e chiesto al presidente se fosse “sicuro” di voler chiudere l’agenzia. “Mi ha risposto di sì, perciò la chiuderemo”, ha continuato il fondatore della Tesla e di Space X, osservando, senza fornire prove, che il lavoro svolto dall’Usaid è “incredibilmente partigiano”, sottinteso a favore di politiche liberali e progressiste. La senatrice repubblicana Joni Ernst ha appoggiato l’intervento di Musk, sostenendo che, “se ci sono programmi veramente pro-americani in Usaid, andrebbero trasferiti al dipartimento di Stato assicurando la necessaria supervisione”. Viceversa, il senatore democratico Chris Murphy ha giudicato “illegale” la chiusura dell’Usaid, affermando che il presidente non ha il potere di sciogliere un’agenzia federale indipendente e che un’azione simile innescherebbe una crisi costituzionale: “Sono i despoti a fare cose del genere”, ha detto il parlamentare.

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