BERLINO — Wolfgang Schroeder parla di una sconfitta “pesantissima” per Friedrich Merz. La settimana scorsa, secondo il politologo dell’Università di Kassel, ha segnato il destino del candidato cancelliere della Cdu/Csu. Se non riprende il controllo della sua campagna elettorale, sarà spacciato, dopo Il 23 febbraio.
Professore, quanto è pesante la sconfitta di Friedrich Merz?
«Pesantissima. Merz voleva dimostrare di avere un’alternativa, sull’onda dell’indignazione degli attacchi di Magdeburgo e Aschaffenburg. Ma alla fine è caduto nella trappola dell’Afd e si è manovrato in un angolo. La Cdu si ritrova sola e disperata. Merz ha rotto un tabù, ma ha anche contraddetto se stesso. Il 13 novembre, in un ormai celebre discorso al Bundestag, aveva detto non ci sarebbe mai stato un voto congiunto con l’Afd, neanche non voluto o casuale. E adesso, appena due mesi dopo, si è clamorosamente rimangiato la sua parola».
Ha agito emotivamente. Una colpa imperdonabile, nella politica tedesca.
«Esatt…
BERLINO — Wolfgang Schroeder parla di una sconfitta “pesantissima” per Friedrich Merz. La settimana scorsa, secondo il politologo dell’Università di Kassel, ha segnato il destino del candidato cancelliere della Cdu/Csu. Se non riprende il controllo della sua campagna elettorale, sarà spacciato, dopo Il 23 febbraio.
Professore, quanto è pesante la sconfitta di Friedrich Merz?
«Pesantissima. Merz voleva dimostrare di avere un’alternativa, sull’onda dell’indignazione degli attacchi di Magdeburgo e Aschaffenburg. Ma alla fine è caduto nella trappola dell’Afd e si è manovrato in un angolo. La Cdu si ritrova sola e disperata. Merz ha rotto un tabù, ma ha anche contraddetto se stesso. Il 13 novembre, in un ormai celebre discorso al Bundestag, aveva detto non ci sarebbe mai stato un voto congiunto con l’Afd, neanche non voluto o casuale. E adesso, appena due mesi dopo, si è clamorosamente rimangiato la sua parola».
Ha agito emotivamente. Una colpa imperdonabile, nella politica tedesca.
«Esattamente. È vero che il tema dell’immigrazione va affrontato. Ma l’attuale governo uscente semaforo ha introdotto leggi estremamente restrittive sull’immigrazione, riducendo gli arrivi di oltre il 30%. Insomma, Merz avrebbe potuto cercare il dialogo con la Spd su questo tema, visto che i socialdemocratici hanno già svoltato a destra. Invece adesso si ritrova isolato e senza sbocchi, con la Spd e i Verdi estremamente irrigiditi. E dopo le elezioni potrebbe diventare un problema, per lui, difendere la sua candidatura da cancelliere».
Perché, la Spd non si fiderà di formare un governo con un cancelliere che alla prima discussione si fa votare le leggi dall’Afd?
«Secondo me gli scenari sono due. Se la Cdu/Csu vince con il 27-28%, e la Spd si rafforza e arriva al 19%, ci potrebbero essere i numeri per una Grande coalizione. Ma ci si deve chiedere, appunto, se i socialdemocratici accetteranno Merz come cancelliere. Se la Cdu/Csu scende, invece, e la Spd non sale, e c’è bisogno di un terzo partito per formare un governo, Merz balla ancora di più. Insomma, se Merz non riprende il controllo della campagna elettorale, dopo le elezioni è a rischio».
In effetti persino la Fdp si è spaccata, sul voto del pacchetto Merz. E quella legge sembra aver chiuso ogni porta a un’alleanza con i Verdi. A proposito dell’eventuale terzo partner di governo.
“Sì. Oltretutto Merz ha rafforzato i merkeliani. Angela Merkel ha fatto un brillante intervento, nei giorni scorsi, che partiva proprio dalla promessa tradita di Merz del 13 novembre. E adesso la partita si giocherà anche tra queste due anime del partito”.