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Usa, dubbi sulla tregua a Gaza: “Non è detto che regga”

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Lo scetticismo del presidente Trump a poche ore dall’incontro con Netanyahu
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AMMAN — Con Netanyahu già a Washington, Trump mette da parte l’ottimismo manifestato finora ed esplicita quello che molti, in Medio Oriente, temono: non ci sono «garanzie che la tregua a Gaza reggerà», dice. La seconda fase dell’accordo appare sempre più fragile. Oggi i due leader si incontreranno alla Casa Bianca: la partita è così complessa che Netanyahu ha deciso di prolungare la visita fino a sabato, ovvero di non essere in Israele quando verranno liberati i prossimi ostaggi.

Le incognite intorno alla sua leadership e alla guerra sospesa sono numerose: le pressioni dell’estrema destra alleata affinché riprenda a combattere contro Hamas, pena la caduta del governo ed elezioni anticipate; il rifiuto di Egitto e Giordania di accogliere i palestinesi eventualmente sfollati dalla Striscia, come richiesto da Trump. Lo stop saudita: ieri la casa reale ha ribadito che non ci sarà nessuna normalizzazione con Israele senza uno Stato palestinese. Trump preme per far avanzare l’accordo, e…

AMMAN — Con Netanyahu già a Washington, Trump mette da parte l’ottimismo manifestato finora ed esplicita quello che molti, in Medio Oriente, temono: non ci sono «garanzie che la tregua a Gaza reggerà», dice. La seconda fase dell’accordo appare sempre più fragile. Oggi i due leader si incontreranno alla Casa Bianca: la partita è così complessa che Netanyahu ha deciso di prolungare la visita fino a sabato, ovvero di non essere in Israele quando verranno liberati i prossimi ostaggi.

Le incognite intorno alla sua leadership e alla guerra sospesa sono numerose: le pressioni dell’estrema destra alleata affinché riprenda a combattere contro Hamas, pena la caduta del governo ed elezioni anticipate; il rifiuto di Egitto e Giordania di accogliere i palestinesi eventualmente sfollati dalla Striscia, come richiesto da Trump. Lo stop saudita: ieri la casa reale ha ribadito che non ci sarà nessuna normalizzazione con Israele senza uno Stato palestinese. Trump preme per far avanzare l’accordo, e avrebbe anche spinto per sostituire uno dei negoziatori israeliani, il capo dello Shin Bet, Ronen Bar, con un uomo di fiducia del premier israeliano, il consigliere Dermer, che a differenza del suo predecessore possa avere una qualche autonomia decisionale nelle trattative con Hamas.


Per Netanyahu, che ha in testa soprattutto il dossier iraniano, Gaza non è l’unico fronte. La Cisgiordania è in subbuglio dopo le retate a Jenin; e a Gerusalemme si è accesa la furia dei coloni, che ieri hanno assaltato la sede dell’agenzia dell’Onu per i rifugiati palestinesi (Unrwa) issando bandiere israeliane all’ingresso dell’ufficio. L’Unrwa è nel mirino degli Stati Uniti da tempo, dopo la sospensione degli aiuti decisa da Biden, e Trump si appresta a bloccare definitivamente i finanziamenti.

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