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Filippine, la Camera bassa approva l’impeachment per la vicepresidente Duterte

(afp)

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La seconda carica dello Stato è accusata di frode e corruzione sull’uso improprio di fondi pubblici, di aver pianificato l’assassinio del presidente Marcos Jr, della first lady e dello speaker della Camera. Spetterà al Senato la decisione finale
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PECHINO - La “guerra” tra i Duterte e i Marcos, le due dinastie politiche più potenti delle Filippine, ora si fa seria. Dagli insulti alle minacce di morte, adesso si è arrivati all’impeachment per la seconda carica dello Stato. La vicepresidente Sara Duterte è stata messa sotto accusa dalla Camera bassa del Congresso di Manila: 215 voti favorevoli, ampiamente superata la maggioranza necessaria di un terzo dei deputati. Resterà comunque in carica fino alla decisione finale del Senato.

Un impeachment scaturito dalle accuse di frode e corruzione sull’uso improprio di 612,5 milioni di pesos (10 milioni di euro) di fondi pubblici, ma soprattutto di aver pianificato l’assassinio del presidente Ferdinand Marcos Jr, della first lady e dello speaker della Camera (cugino di Marcos). Il destino di Sara Duterte era in bilico da mesi. E i suoi sogni di correre come presidente nel 2028 (Marcos Jr non si può ricandidare perché la Costituzione prevede un unico mandato di 6 anni) rischiano di finire …

PECHINO - La “guerra” tra i Duterte e i Marcos, le due dinastie politiche più potenti delle Filippine, ora si fa seria. Dagli insulti alle minacce di morte, adesso si è arrivati all’impeachment per la seconda carica dello Stato. La vicepresidente Sara Duterte è stata messa sotto accusa dalla Camera bassa del Congresso di Manila: 215 voti favorevoli, ampiamente superata la maggioranza necessaria di un terzo dei deputati. Resterà comunque in carica fino alla decisione finale del Senato.

Un impeachment scaturito dalle accuse di frode e corruzione sull’uso improprio di 612,5 milioni di pesos (10 milioni di euro) di fondi pubblici, ma soprattutto di aver pianificato l’assassinio del presidente Ferdinand Marcos Jr, della first lady e dello speaker della Camera (cugino di Marcos). Il destino di Sara Duterte era in bilico da mesi. E i suoi sogni di correre come presidente nel 2028 (Marcos Jr non si può ricandidare perché la Costituzione prevede un unico mandato di 6 anni) rischiano di finire in frantumi.

Non tutto è ancora scritto, però. Non c’è ancora una data per il voto del Senato. Il Congresso sospenderà ora i lavori e tornerà a riunirsi a giugno, dopo le elezioni di metà mandato di maggio. Per condannarla servono i due terzi dei voti, ma i Duterte hanno parecchi alleati tra i 24 senatori, che avranno l’ultima parola. Qualunque sarà la decisione - salvarla o condannarla - non farà altro che dividere ulteriormente il Paese.

Marcos Jr ha negato di essere coinvolto nel procedimento di impeachment: il mese scorso il presidente disse pubblicamente che non era a favore di una mossa del genere perché “non aiuterebbe a migliorare la vita dei filippini”. L'impeachment arriva a poca distanza dalle elezioni di metà mandato: un'occasione per Marcos Jr per consolidare il proprio potere e preparare un futuro suo successore.

La luna di miele tra i due era finita già da un pezzo. Alle elezioni del 2022 Sara era data per favorita per succedere al padre Rodrigo (la cui micidiale repressione antidroga quando era presidente è oggetto di indagine da parte della Corte penale internazionale), ma si fece da parte per appoggiare Marcos Jr. La loro alleanza avrebbe dovuto essere formidabile per “riunire” il Paese: la roccaforte dei Duterte è nel sud, mentre i Marcos hanno il potere nel nord.

E invece la faida era iniziata poco dopo (diverse visioni: dalla politica estera di Marcos Jr, che ha riportato Manila più vicina agli Usa che alla Cina, alle divergenze su come modificare la Costituzione), riesplosa a giugno dell’anno scorso quando Sara Duterte si dimise dal suo ruolo di ministra dell’Istruzione, poi ancora a ottobre quando aveva dichiarato che il suo rapporto col presidente era “diventato così tossico” da immaginare di “tagliargli la testa”, e aveva minacciato di dissotterrare i resti del padre di Marcos Jr, l’ex dittatore Ferdinand Marcos, e di buttarli in mare. Infine a novembre quando annunciò di aver ingaggiato un sicario per uccidere il presidente, sua moglie Liza Araneta e lo speaker della Camera Martin Romualdez nel caso in cui lei stessa fosse stata assassinata.

Il clan Duterte ora attacca: Paolo, deputato e fratello della vicepresidente, afferma che “se l'amministrazione Marcos pensa di poter portare avanti questo impeachment fasullo senza conseguenze, si sbaglia di grosso. Questo sconsiderato abuso di potere non finirà a loro favore”.

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