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Netanyahu svuota Gaza. “Gli abitanti della Striscia possono partire su base volontaria”

Jabalia (afp)

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Il ministro Katz: “Chi vuole può andare in qualsiasi luogo del mondo”. Trump: “La Striscia verrà data agli Usa dopo la guerra”
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GERUSALEMME — E adesso Israele dice di voler riaprire le porte di Gaza, «per terra, per aria e per mare». Dopo 15 mesi di assedio militare, il ministro della Difesa Israel Katz annuncia di aver dato ordine all’esercito di preparare un piano per lo «sfollamento volontario» degli abitanti della Striscia, dopo che Trump ha esplicitato l’intenzione di volerla svuotare per la ricostruzione. Gaza era, e resta, sotto un blocco totale. Ai gazawi è impedito qualsiasi spostamento verso l’esterno che non sia approvato e controllato da Israele. Ma ora va ridata loro «libertà di movimento», dice Katz, perché chiunque «lo desideri deve poter andare verso qualsiasi luogo del mondo che accetti di accoglierlo». Il ministro ha suggerito anche dove dovrebbero andare: in «Spagna, Irlanda, Norvegia e Canada» che hanno diffuso «accuse false» su Israele e «la guerra contro Hamas» e che hanno riconosciuto lo Stato di Palestina.

Al di là della propaganda politica, non ci sono dettagli su come il piano do…

GERUSALEMME — E adesso Israele dice di voler riaprire le porte di Gaza, «per terra, per aria e per mare». Dopo 15 mesi di assedio militare, il ministro della Difesa Israel Katz annuncia di aver dato ordine all’esercito di preparare un piano per lo «sfollamento volontario» degli abitanti della Striscia, dopo che Trump ha esplicitato l’intenzione di volerla svuotare per la ricostruzione. Gaza era, e resta, sotto un blocco totale. Ai gazawi è impedito qualsiasi spostamento verso l’esterno che non sia approvato e controllato da Israele. Ma ora va ridata loro «libertà di movimento», dice Katz, perché chiunque «lo desideri deve poter andare verso qualsiasi luogo del mondo che accetti di accoglierlo». Il ministro ha suggerito anche dove dovrebbero andare: in «Spagna, Irlanda, Norvegia e Canada» che hanno diffuso «accuse false» su Israele e «la guerra contro Hamas» e che hanno riconosciuto lo Stato di Palestina.

Al di là della propaganda politica, non ci sono dettagli su come il piano dovrebbe essere realizzato, quali valichi potrebbero essere riaperti, quante persone potrebbero essere autorizzate ad attraversarli, chi è come ne garantirebbe la sicurezza. Sul terreno, non ci sono segnali di movimento. Katz ha rivelato però che l’obiettivo del governo è una «Gaza smilitarizzata», un progetto «che richiederà molti anni per essere completato».

L’annuncio è una diretta conseguenza del piano presentato da Trump e che ha provocato una levata di scudi nel mondo arabo. Funzionari dell’amministrazione Usa l’hanno poi ridimensionato, precisando che l’eventuale trasferimento di cittadini di Gaza sarebbe temporaneo e che non ci saranno soldati americani sul terreno, ma ieri lo stesso presidente ha rilanciato il progetto: «La Striscia di Gaza verrebbe consegnata agli Stati Uniti da Israele alla fine dei combattimenti. I palestinesi, persone come Chuck Schumer (il leader dem del Senato, di fede ebraica, ndr), sarebbero reinsediati in comunità molto più sicure e belle, con case nuove e moderne, nella regione. Avrebbero davvero la possibilità di essere felici, sicuri e liberi» e tutto senza nemmeno il «bisogno di soldati degli Stati Uniti».

La comunità internazionale fa muro. Il presidente del consiglio europeo, Antonio Costa, ha chiarito che per l’Europa «la soluzione dei due Stati è l’unico modo per assicurare una pace duratura e rispettare il diritto all’autodeterminazione del popolo palestinese di avere un proprio Stato». E dunque, «nel breve periodo, le priorità sono l’attuazione e il mantenimento del cessate il fuoco, che consentirà agli sfollati di tornare a casa, di ricostruire e di far fluire nuovamente gli aiuti umanitari di cui c’è tanto bisogno».

L’Egitto, che insieme alla Giordania è stato chiamato in causa dagli americani come possibile Paese di “accoglienza”, si oppone a ogni iniziativa di sfollamento dei palestinesi. In gioco c’è anche la tenuta del cessate il fuoco. Gli egiziani l’hanno detto esplicitamente: il piano Trump rischia di far saltare l’accordo con Hamas, e lo stesso timore è stato espresso da fonti di sicurezza alla stampa israeliana.

Secondo il Jerusalem Post sabato dovrebbero essere liberati tre ostaggi uomini, oggi il gruppo palestinese dovrebbe pubblicare la lista dei nomi. Ma l’intesa è più fragile. Il quotidiano vicino al Likud scrive che Netanyahu starebbe facendo pressione per estendere la fase 1 dell’accordo e aggiungere altri round di scambio tra ostaggi israeliani e prigionieri palestinesi. L’obiettivo è evidente: portare a casa quanti più rapiti possibile ma ritardando l’avvio della seconda fase, che prevede il ritiro dell’esercito israeliano dalla striscia di Gaza.

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