BOGOTÁ – "La cocaina fa male quanto il whisky". La frase ad effetto è stata pronunciata dal presidente colombiano Gustavo Petro e ha scatenato un acceso dibattito sul suo modo di interpretare la lotta al narcotraffico. "La cocaina è illegale perché viene prodotta in America Latina, non perché rappresenti qualcosa di peggio del whisky", ha detto il leader progressista, secondo cui sostanze come il fentayil, che hanno un impatto devastante in Paesi come gli Stati Uniti, non sono soggette allo stesso livello di restrizioni. Per Petro, l'illegalità della cocaina è dovuta a fattori geopolitici e non necessariamente al suo livello di nocività rispetto ad altre sostanze legali.
Il capo dello Stato ha anche suggerito che la legalizzazione della cocaina in tutto il mondo potrebbe rappresentare una soluzione efficace per smantellare il business illecito che sostiene le organizzazioni criminali.
Il presidente in gioventù ha militato nel gruppo guerrigliero Movimento 19 Aprile di orientamento bo…
BOGOTÁ – "La cocaina fa male quanto il whisky". La frase ad effetto è stata pronunciata dal presidente colombiano Gustavo Petro e ha scatenato un acceso dibattito sul suo modo di interpretare la lotta al narcotraffico. "La cocaina è illegale perché viene prodotta in America Latina, non perché rappresenti qualcosa di peggio del whisky", ha detto il leader progressista, secondo cui sostanze come il fentayil, che hanno un impatto devastante in Paesi come gli Stati Uniti, non sono soggette allo stesso livello di restrizioni. Per Petro, l'illegalità della cocaina è dovuta a fattori geopolitici e non necessariamente al suo livello di nocività rispetto ad altre sostanze legali.
Il capo dello Stato ha anche suggerito che la legalizzazione della cocaina in tutto il mondo potrebbe rappresentare una soluzione efficace per smantellare il business illecito che sostiene le organizzazioni criminali.
Il presidente in gioventù ha militato nel gruppo guerrigliero Movimento 19 Aprile di orientamento bolivariano, socialista e democratico. Non ha partecipato alla lotta armata, ma svolgeva azioni da attivista con il nome di battaglia di “Aureliano”, ispirato dal personaggio del romanzo Cent’anni di Solitudine.
La produzione di coca è nettamente aumentata sotto la sua presidenza. Petro aveva in precedenza definito un fallimento la guerra alla droga condotta dagli Stati Uniti. Le controverse dichiarazioni sono state rilasciate durante una riunione del governo trasmessa in televisione. Petro ha molto insistito sul tasto della discriminazione ripetendo che la cocaina – di cui la Colombia è di gran lunga il più grande produttore – è illegale solo “perché è prodotta in America Latina”. Se fosse legalizzata si potrebbe vendere “come il vino”, ha aggiunto.
Il Financial Times sottolinea come sia “probabile che i commenti di Petro suscitino reazioni irritate a Washington, pochi giorni dopo che Colombia e Stati Uniti hanno evitato per un pelo una guerra commerciale a causa dell'iniziale rifiuto di Petro di accogliere i deportati colombiani ammanettati su aerei militari americani”. In Colombia, la superficie utilizzata per la coltivazione di coca è aumentata del 10 per cento, raggiungendo i 253.000 ettari nel 2023. Il governo ha ridotto drasticamente le operazioni militari e di polizia che prendono di mira i coltivatori di coca, dando invece priorità ai sequestri di carichi di droga in mare.