LONDRA – Trentacinque anni dopo avere riacquisito l’indipendenza, i Paesi Baltici staccano l’ultima spina che li teneva collegati alla Russia: quella, letteralmente, dell’energia elettrica. Da questa domenica Lituania, Lettonia ed Estonia disattiveranno le rimanenti connessioni alla rete di Mosca e cominceranno a ricevere energia dall’Unione Europea, l’alleanza di cui sono entrati a fare parte nel maggio 2004, poco più di un mese dopo essere diventati anche membri della Nato.
Indipendenti fra le due guerre mondiali, dal 1945 al 1991 questi tre piccoli stati appartenevano all’Unione Sovietica, la superpotenza comunista che li aveva occupati con l’Armata Rossa durante il conflitto, di cui la Russia odierna è il successore. Ma ci sono voluti altri tre decenni e mezzo per completare la separazione dal Cremlino: che è avvenuta rapidamente dal punto di vista politico, ma ha richiesto molto più tempo nel campo energetico.
Dopo l’invasione dell’Ucraina il distacco è diventato urgente
…LONDRA – Trentacinque anni dopo avere riacquisito l’indipendenza, i Paesi Baltici staccano l’ultima spina che li teneva collegati alla Russia: quella, letteralmente, dell’energia elettrica. Da questa domenica Lituania, Lettonia ed Estonia disattiveranno le rimanenti connessioni alla rete di Mosca e cominceranno a ricevere energia dall’Unione Europea, l’alleanza di cui sono entrati a fare parte nel maggio 2004, poco più di un mese dopo essere diventati anche membri della Nato.
Indipendenti fra le due guerre mondiali, dal 1945 al 1991 questi tre piccoli stati appartenevano all’Unione Sovietica, la superpotenza comunista che li aveva occupati con l’Armata Rossa durante il conflitto, di cui la Russia odierna è il successore. Ma ci sono voluti altri tre decenni e mezzo per completare la separazione dal Cremlino: che è avvenuta rapidamente dal punto di vista politico, ma ha richiesto molto più tempo nel campo energetico.
Dopo l’invasione dell’Ucraina il distacco è diventato urgente
È stato necessario che le tre minuscole nazioni affacciate al mar Baltico, con in tutto 6 milioni di abitanti, costruissero una rete di collegamenti elettrici con l’Europa unita e soltanto ora il processo si può portare a conclusione. Nel frattempo, naturalmente, hanno continuato a pagare per le forniture elettriche russe, grazie alle quali hanno avuto luce nelle case ed energia per ogni esigenza. Ma il distacco è diventato sempre più urgente, specie dopo l’invasione dell’Ucraina nel febbraio 2022, quando la nuova guerra fredda fra Occidente e Russia è diventata una guerra calda, sia pure per procura attraverso il sostegno militare dell’Alleanza Atlantica a Kiev: un conflitto, quello contro la Russia di Putin, che vede lituani, lettoni ed estoni in prima fila a promuovere sanzioni e a rispondere alle minacce del Cremlino. Anche per questo il passaggio dalla rete russa a quella europea non è privo di tensioni.
I misteriosi volantini di avvertimento
Negli ultimi giorni volantini cartacei e messaggi digitali di oscura provenienza hanno inondato Vilnius, Riga e Tallin, le capitali dei tre Paesi Baltici, avvertendo dei rischi di aumento dei costi e di interruzione del servizio a causa di black-out: i servizi di sicurezza di Lituania, Lettonia ed Estonia sospettano che sia una campagna di fake news orchestrata dal Cremlino, che potrebbe manifestarsi nei prossimi giorni con qualcosa di più della disinformazione. “C’è la possibilità di attacchi cibernetici”, afferma un portavoce del governo lituano. Le tre nazioni hanno preso precauzioni e vigilano contro ogni provocazione.D’altra parte, è un pericolo che i Paesi Baltici hanno sempre presente: tutti insieme condividono una frontiera lunga 1633 chilometri con la Russia e con la Bielorussia che ne è quasi uno stato vassallo, confine che è stato rafforzato dall’inizio della guerra in Ucraina.
“Rompiamo l’ultimo legame con la Russia”
Anche i contatti ferroviari fra Baltico e Mosca si sono ridotti. Di fatto, la “cortina di ferro” che nel famoso discorso di Churchill divideva l’Europa libera da quella sotto il tallone di ferro sovietico andando “da Stettino a Trieste” ora passa da Lituania, Lettonia ed Estonia. Nella capitale lituana Vilnius, un grande cronometro scandisce il conto alla rovescia con il distacco dalla rete elettrica russa. “Si tratta di una disconnessione fisica dall’ultimo elemento rimasto della nostra dipendenza da Mosca”, ha dichiarato il presidente lituano Gitanas Naus?. Domenica, con una cerimonia a cui parteciperà la presidente della Commissione Europea Ursula von der Leyen, sul Baltico si spegne per sempre la luce che veniva dalla Russia e si accende quella che arriva da Bruxelles.