L'ex consulente Onu: "Gaza come l'ex Jugoslavia, rischio violazione del diritto internazionale"
di Massimo BasileNEW YORK - A Gaza potrebbe accadere “come nella ex Jugoslavia”: una distruzione deliberata per costringere la gente a non tornare più”. Yousuf Syed Khan è consulente legale per governi, organizzazioni internazionali, Ong. Ha lavorato con le Nazioni Unite ed è un esperto in Medio Oriente per il think tank americano Atlantic Council. Sulla proposta di Donald Trump di allontanare da Gaza due milioni di persone e fare della Striscia una Riviera sul Mediterraneo, non ha dubbi: “È una violazione del diritto internazionale”.
La proposta secondo lei è irrealizzabile?
“Solleva gravi preoccupazioni etiche e legali. Secondo lo Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale, la deportazione o il trasferimento forzato possono costituire un crimine contro l'umanità. Anche se molte case sono state distrutte a Gaza, in particolare nel nord, costringere le persone ad andarsene potrebbe facilmente violare questo divieto”.
C’è chi parla di trasferimento forzato per permettere la ricostruzione. E…
NEW YORK - A Gaza potrebbe accadere “come nella ex Jugoslavia”: una distruzione deliberata per costringere la gente a non tornare più”. Yousuf Syed Khan è consulente legale per governi, organizzazioni internazionali, Ong. Ha lavorato con le Nazioni Unite ed è un esperto in Medio Oriente per il think tank americano Atlantic Council. Sulla proposta di Donald Trump di allontanare da Gaza due milioni di persone e fare della Striscia una Riviera sul Mediterraneo, non ha dubbi: “È una violazione del diritto internazionale”.
La proposta secondo lei è irrealizzabile?
“Solleva gravi preoccupazioni etiche e legali. Secondo lo Statuto di Roma della Corte Penale Internazionale, la deportazione o il trasferimento forzato possono costituire un crimine contro l'umanità. Anche se molte case sono state distrutte a Gaza, in particolare nel nord, costringere le persone ad andarsene potrebbe facilmente violare questo divieto”.
C’è chi parla di trasferimento forzato per permettere la ricostruzione. E’ un modo di aggirare il problema?
“Se ai palestinesi non fosse permesso di tornare a causa dei livelli di distruzione, potrebbe configurarsi un trasferimento forzato ‘costruttivo’, ossia un’espulsione di fatto perché le loro case non venissero intenzionalmente ricostruite per loro. Sarebbe simile allo spostamento forzato nell'ex Jugoslavia, dove la distruzione deliberata delle case civili è stata considerata indizio dell’intenzione di spostare i civili in modo permanente”.
Dipenderà allora dai palestinesi.
Stati Uniti e Israele hanno firmato la Convenzione di Ginevra. Questo può limitare la loro azione?
“Israele ha ratificato la Quarta Convenzione di Ginevra e ha sostenuto che la Convenzione non si applica completamente a Gaza perché ha ritirato i suoi coloni nel 2005. Questo argomento viene usato per affermare che lo status giuridico di Gaza è cambiato dopo il disimpegno. Secondo Nazioni Unite e Corte Internazionale di Giustizia Israele resta la potenza occupante a Gaza, perché continua a controllare confini, spazio aereo e accesso marittimo”
C’è mai stata in passato una proposta simile a quella di Trump?
“L’idea di trasferire i palestinesi nella penisola del Sinai è riemersa in varie forme nel corso degli anni. Poco dopo gli attacchi del 7 ottobre, ad esempio, il ministero dell'Intelligence di Israele presentò una proposta suggerendo il trasferimento dei 2,3 milioni di residenti di Gaza in Egitto. Quella proposta suscitò un notevole dibattito. E’ stata minimizzata dal governo israeliano e ridotta a ipotetico ‘documento concettuale’”.
Il Segretario generale dell’Onu António Guterres ha parlato di rischio "pulizia etnica”.
“La pulizia etnica non è un termine giuridico formale e non è definita in alcun trattato o convenzione internazionale. Ma la Commissione esperti delle Nazioni Unite istituita per indagare sulle violazioni nell'ex Jugoslavia ha fornito una definizione ampiamente accettata nel suo rapporto del 1994 al Consiglio di sicurezza. Ha definito la pulizia etnica come: ‘Rendere un'area etnicamente omogenea usando la forza o l'intimidazione per rimuovere persone di determinati gruppi dall'area’”.
Quella di Trump potrebbe rientrare in questi termini?
“La proposta di rimuovere tutti i palestinesi da Gaza prima della ricostruzione potrebbe essere ragionevolmente classificata come pulizia etnica, poiché promuove lo spopolamento di un territorio in base all'identità etnica”.
Quali strumenti hanno le Nazioni Unite per fermare un progetto come questo?
“L’Assemblea Generale può approvare risoluzioni che condannano lo spostamento, anche se non sono vincolanti, il che significa che Israele e gli Stati Uniti possono ignorarle. La Corte penale internazionale potrebbe, però, espandere la sua indagine”.
Considerando che Trump non sembra fermarsi davanti a niente, pensa che un giorno vedremo realizzato il suo piano?
“Nel 2023 l'Egitto ha respinto i piani israeliani di espulsione dei palestinesi, avvertendo che questa mossa potrebbe violare il Trattato di Pace Egitto-Israele del 1979 e destabilizzare la regione. L'Egitto può anche rifiutarsi di aprire il suo confine a Rafah”.
E la Giordania?
“Ospita già più di due milioni di rifugiati palestinesi, quasi la metà della sua popolazione. Qualsiasi tentativo di spingere più palestinesi fuori da Gaza potrebbe destabilizzare il fragile equilibrio demografico della Giordania. Il re Abdullah ha detto più volte che lo spostamento forzato è una 'linea rossa’ che danneggerebbe in modo grave le relazioni con Israele e Stati Uniti”.