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Taiwan, si rivedono i palloni cinesi. Il caso nell’agenda dell’incontro Trump-Ishiba di oggi

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Almeno sei avvistamenti nelle ultime ore insieme alla rilevazione di nove aerei e sei navi di Pechino. Il leader giapponese vedrà a Washington il presidente Usa, tra i temi non solo sicurezza ma anche commercio con la speranza che il tycoon tenga Tokyo fuori dalla guerra commerciale
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PECHINO - A Taiwan si rivedono i palloni cinesi. Il Ministero della Difesa di Taipei - nel suo quotidiano aggiornamento sulla presenza militare cinese - ha dichiarato di aver individuato sei palloni aerostatici di Pechino intorno all’isola nelle 24 ore fino alle 06:00 ora locale di oggi. Oltre ai palloni sono stati rilevati nove aerei e sei navi, numeri in linea con i rilevamenti segnalati giornalmente da Taipei.

I palloni aerostatici cinesi vengono regolarmente avvistati, “ma il numero rilevato oggi è stato uno dei più alti mai registrati” in un singolo giorno, secondo i calcoli dell’agenzia di stampa Afp. Uno degli ultimi avvistamenti risaliva a fine novembre: in quella occasione venne avvistato un pallone a 111 chilometri a nord-ovest dell’isola.

Come di consueto il Ministero della Difesa di Taipei non dice se si tratti o meno di un pallone-spia. Il picco ci fu tra dicembre del 2023 e i primi di gennaio del 2024 (nelle settimane che precedevano le elezioni presidenziali taiwanesi):…

PECHINO - A Taiwan si rivedono i palloni cinesi. Il Ministero della Difesa di Taipei - nel suo quotidiano aggiornamento sulla presenza militare cinese - ha dichiarato di aver individuato sei palloni aerostatici di Pechino intorno all’isola nelle 24 ore fino alle 06:00 ora locale di oggi. Oltre ai palloni sono stati rilevati nove aerei e sei navi, numeri in linea con i rilevamenti segnalati giornalmente da Taipei.

I palloni aerostatici cinesi vengono regolarmente avvistati, “ma il numero rilevato oggi è stato uno dei più alti mai registrati” in un singolo giorno, secondo i calcoli dell’agenzia di stampa Afp. Uno degli ultimi avvistamenti risaliva a fine novembre: in quella occasione venne avvistato un pallone a 111 chilometri a nord-ovest dell’isola.

Come di consueto il Ministero della Difesa di Taipei non dice se si tratti o meno di un pallone-spia. Il picco ci fu tra dicembre del 2023 e i primi di gennaio del 2024 (nelle settimane che precedevano le elezioni presidenziali taiwanesi): attività - denunciava Taipei - che si inseriscono nella cosiddetta “zona grigia” che Pechino utilizza per avvertire Taiwan della sua forza militare e delle sue opzioni, ma senza arrivare a un confronto diretto, mantenendo la pressione sull’isola che intende “riunificare” alla terraferma.

Taiwan sarà certamente anche uno degli argomenti in agenda dell’incontro tra il premier giapponese Shigeru Ishiba e il presidente statunitense Donald Trump oggi (ora americana) alla Casa Bianca. “Ishiba e Trump affermeranno la loro opposizione ai tentativi di cambiare lo status quo con la forza”, scrive la stampa giapponese. “Al presidente vorrei confermare che il Giappone e gli Stati Uniti coopereranno nei campi dell'economia e della sicurezza”, ha detto Ishiba ai giornalisti prima di lasciare il Giappone giovedì, e “che lavoreremo insieme per la pace e per sviluppare la libertà e l'apertura nella regione indo-pacifica e oltre”. Tokyo è preoccupata per il comportamento definito “assertivo” di Pechino. Taiwan si trova a soli 110 km da Yonaguni, nella prefettura meridionale di Okinawa. E il Giappone ha pure dispute con la Cina che vanno avanti da decenni nel Mar cinese orientale per quanto riguarda le isole Senkaku-Diaoyu.

Non solo questioni di sicurezza, ma anche tanto commercio. Ishiba cercherà probabilmente di ottenere rassicurazioni (oltre che sulle garanzie di sicurezza dell’America nei confronti di Tokyo) anche sul fatto che Trump non prenderà di mira il Giappone in una guerra commerciale. “In cambio - come sottolinea il New York Times - il primo ministro giapponese dovrebbe fare concessioni che potrebbero includere la promessa di acquistare più armi o energia americana, investire nell'intelligenza artificiale statunitense e condividere maggiormente l’onere della difesa nella regione Asia-Pacifico”.

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