Regno Unito, Farage vola nei sondaggi e Starmer pubblica i video di espulsioni e arresti di migranti
dal nostro corrispondente Antonello GuerreraLONDRA - Nigel Farage vola nei sondaggi. E così il Labour corre ai ripari sull’immigrazione. Il governo britannico di Sir Keir Starmer ha lanciato oggi una nuova offensiva, anche mediatica, contro l’immigrazione illegale.
Nei prossimi giorni saranno pubblicati video di migranti irregolari arrestati per poi essere deportati, mentre l’esecutivo rende noto le cifre delle espulsioni in crescita, se paragonate ai governi conservatori precedenti. Addirittura, a livello locale, il Labour di centrosinistra ha distribuito volantini - anche online - in cui vengono ricordati i risultati del governo contro l’immigrazione clandestina ispirandosi ai colori e allo stile di Reform Uk, il nuovo partito di destra guidato da Farage. La coincidenza e il layout non sembrano essere affatto casuali.
Dunque il Labour, in calo nei sondaggi, sta scimmiottando Farage sui migranti? “Sull’immigrazione irregolare non basta apparire come duri, ma esserlo davvero”, spiega una fonte di Downing Street, “sinora su…
LONDRA - Nigel Farage vola nei sondaggi. E così il Labour corre ai ripari sull’immigrazione. Il governo britannico di Sir Keir Starmer ha lanciato oggi una nuova offensiva, anche mediatica, contro l’immigrazione illegale.
Nei prossimi giorni saranno pubblicati video di migranti irregolari arrestati per poi essere deportati, mentre l’esecutivo rende noto le cifre delle espulsioni in crescita, se paragonate ai governi conservatori precedenti. Addirittura, a livello locale, il Labour di centrosinistra ha distribuito volantini - anche online - in cui vengono ricordati i risultati del governo contro l’immigrazione clandestina ispirandosi ai colori e allo stile di Reform Uk, il nuovo partito di destra guidato da Farage. La coincidenza e il layout non sembrano essere affatto casuali.
Dunque il Labour, in calo nei sondaggi, sta scimmiottando Farage sui migranti? “Sull’immigrazione irregolare non basta apparire come duri, ma esserlo davvero”, spiega una fonte di Downing Street, “sinora su espulsione e rimpatri il governo ha fatto molto bene. Ma molti cittadini sinora non se ne sono accorti, o dicono di non averlo visto in tv o sui social”.
Detto fatto, Starmer è passato all’offensiva, con la sua ministra dell’Interno Yvette Cooper che comparirà nei video di arresti ed espulsioni che verranno pubblicati in settimana, avvenuti soprattutto in negozi delle vie dello shopping che non hanno rispettato le regole, assumendo clandestinamente lavoratori senza diritto di vivere nel Regno. Si parla soprattutto di ristoranti, alimentari, saloni di bellezza e officine per automobili e autolavaggio.
“Le leggi sull’immigrazione devono essere rispettate e messe in pratica”, ha dichiarato Cooper, “troppo a lungo certi imprenditori e datori di lavoro hanno sfruttato i migranti illegali per i loro affari. Questo non solo crea un ambiente pericoloso per coloro che sbarcano in Inghilterra, ma rischia anche di provocare abusi nei confronti degli immigrati, oltre a fare danni all’economia e al nostro sistema migratorio”.
In realtà, i video che saranno pubblicati non hanno nulla a che fare con la retorica disumanizzante di quelli dell’amministrazione Trump, con i migranti “incatenati" e impacchettati su un aereo. In questo Paese, poi, filmati come quelli annunciati da Starmer sono stati più volte pubblicati in passato, anche dai precedenti governi conservatori. Tuttavia, si tratta di una offensiva mediatica significativa del governo laburista in carica, vista l’ascesa di Farage: la settimana scorsa, il suo partito Reform UK è per la prima volta volato in testa ai sondaggi, scavalcando anche il Labour che aveva trionfato alle elezioni dello scorso luglio.
Starmer deve portare risultati concreti sulla lotta all’immigrazione illegale, anche perché ha seppellito il piano di deportazioni dei migranti in Ruanda, approvato dal precedente governo di Rishi Sunak. Dunque, il primo ministro ha bisogno di alternative credibili: questa settimana in Parlamento a Westminster arriva un duro disegno di legge contro il traffico di migranti che prevede, tra le altre cose, norme draconiane simili all’anti-terrorismo contro gli scafisti nella Manica, un coordinamento molto più proficuo con i Paesi stranieri - tra cui l’Italia - nella lotta contro i trafficanti, e anche il sequestro dei cellulari dei migranti e richiedenti asilo sbarcati in Inghilterra per risalire ai criminali che li hanno messi sui barconi.
Anche per questo, Starmer vuole preservare gli ottimi rapporti che gli ha lasciato il predecessore Sunak con Giorgia Meloni. Il Regno Unito ha capito che non basterà cercare di bloccare le partenze di migranti dalla sponda francese della Manica: vuole affrontare il problema “upstream”, ossia alla fonte. Per questo, Londra si è mostrata sempre più disponibile a cooperare con Roma e le autorità dei ministeri dell’Interno stanno collaborando sempre più fittamente. Starmer, che ha definito “un successo” il modello italiano contro l’immigrazione illegale facendo storcere il naso alla sinistra del suo partito, sta pensando anche a replicare uno "schema Albania" simile a quello promosso da Meloni, anche se sinora i ricollocamenti italiani di migranti a Tirana sono stati un flop.
Attivisti e ong sono critiche di questo approccio duro del governo laburista e avvertono: “Si rischia di innescare un clima di odio nelle comunità contro i migranti”. Come già successo meno di una decina di anni fa con Theresa May, quando lanciò una campagna simile. Anche perché, a leggere le statistiche, circa al 90% di chi sbarca nella Manica viene poi effettivamente concesso lo status di rifugiato dalle autorità britanniche.
Ma secondo Starmer, ci sono già i primi buoni risultati. “Sono i migliori degli ultimi 5 anni”, sottolinea l’Home Office, “ci sono state il 38% di perquisizioni in più in locali e imprese con lavoratori illegali rispetto all’anno precedente, e complessivamente del 48%. Gli arresti di irregolari sono cresciuti del 73%, da 352 a 609 rispetto al periodo precedente”. Certo, poi anche nel Regno Unito i giudici hanno un ruolo importante nel bloccare le susseguenti espulsioni, qualora riscontrassero irregolarità. Secondo il Daily Telegraph, la settimana scorsa a un ragazzino albanese di 10 anni è stata risparmiata l’espulsione insieme al padre illegale per la sua “avversione alimentare ai chicken nuggets che si trovano all’estero”.