"Beati gli operatori di pace", ha scritto sui social Donald Trump, commentando i suoi contatti con Vladimir Putin per far tacere le armi in Ucraina. Ma uno degli snodi chiave del negoziato saranno proprio "gli operatori di pace" ossia la componente militare a tutela della tregua. Quanti soldati serviranno e chi dovrà fornirli?
Per Kiev le garanzie occidentali contro il rischio di nuove invasioni russe sono un requisito fondamentale per sedersi al tavolo dei colloqui. Quelle più solide ovviamente arriverebbero con l'ingresso nella Nato: l'articolo 5 del Patto Atlantico obbliga tutti gli Stati membri a difendere chi viene aggredito. La prospettiva però appare lontana, se non remota, per la freddezza di quasi tutte le cancellerie e l'ostracismo di altre come l'Ungheria.
Un'alternativa evocata da alcuni politici ucraini era quella di avere testate nucleari, proprie o dislocate da altri Paesi, ricordando che Kiev aveva rinunciato nel 1994 all'enorme arsenale atomico ereditato dall'U…
"Beati gli operatori di pace", ha scritto sui social Donald Trump, commentando i suoi contatti con Vladimir Putin per far tacere le armi in Ucraina. Ma uno degli snodi chiave del negoziato saranno proprio "gli operatori di pace" ossia la componente militare a tutela della tregua. Quanti soldati serviranno e chi dovrà fornirli?
Per Kiev le garanzie occidentali contro il rischio di nuove invasioni russe sono un requisito fondamentale per sedersi al tavolo dei colloqui. Quelle più solide ovviamente arriverebbero con l'ingresso nella Nato: l'articolo 5 del Patto Atlantico obbliga tutti gli Stati membri a difendere chi viene aggredito. La prospettiva però appare lontana, se non remota, per la freddezza di quasi tutte le cancellerie e l'ostracismo di altre come l'Ungheria.
Un'alternativa evocata da alcuni politici ucraini era quella di avere testate nucleari, proprie o dislocate da altri Paesi, ricordando che Kiev aveva rinunciato nel 1994 all'enorme arsenale atomico ereditato dall'Urss in cambio dell'impegno a sostenere la sua sicurezza messo nero su bianco nel Memorandum di Budapest. Neppure su questo punto ci sono state aperture e quindi resta solo lo scenario della classica forza di interposizione da mandare sulla linea del cessate il fuoco, come i caschi blu Onu sulla frontiera tra Libano e Israele.
Ma quanto grande? Il presidente Zelensky ha parlato nelle scorse settimane a Davos di 200 mila militari. Se si dovesse trattare di costruire una vera deterrenza - qualcosa che convinca il Cremlino a non fare mai più passi ostili - il numero non sarebbe eccessivo. Il fronte oggi si estende su circa 1.100 chilometri, con altri 200 chilometri di confine dove al momento non si combatte. Nel 1953 a presidio della fascia di demarcazione tra le due Coree - lunga "solo" 250 chilometri- gli Stati Uniti lasciarono 250 mila soldati, poi ridotti a circa 70 mila negli anni Sessanta: oggi ne restano 24 mila.
Un'armata con 200 mila fanti resta però un'utopia: non c'è neppure sulla carta la possibilità di raccogliere un contingente del genere in Occidente. Tanto più che Trump non vuole boots on the ground americani: per la Casa Bianca gli "operatori di pace" dovranno essere solo europei. Un bel guaio. Anzitutto perché non esiste una Difesa Ue. Nell'autunno 2021, dopo lo choc della fuga dall'aeroporto di Kabul, la prima Commissione von der Layen varò la nascita di una task force con cinquemila militari. Il progetto elaborato dal generale Claudio Graziano prevedeva un corpo Ue di intervento rapido, autonomo nei trasporti aerei e navali, con ogni sistema hi-tech: comunicazioni satellitari, schermo cyber, droni. Non è stato fatto nulla: il piano è rimasto sulla carta ed è stato superato dal ritorno della guerra di massa che richiede numeri e dotazioni diverse. Non si tratta più di mettere in sicurezza un aeroporto contro i miliziani ma di fronteggiare un vero esercito in campo aperto.
Negli Stati maggiori del Vecchio Continente il lavoro per capire cosa si può mandare in Ucraina è cominciato da settimane. Oltre alla quantità, c'è un problema di caratteristiche: servono mezzi pesanti come i carri armati, artiglieria e contraerea. Gli assetti - così li chiamano in gergo - di cui gli eserciti europei sono più poveri. Sui numeri si era ipotizzato di racimolare 50 mila ma sembra più realistico che - anche sommando il contributo britannico - si possa al massimo arrivare a 40 mila. Il che significa circa 15 mila donne e uomini di unità combattenti; il resto dei reparti di supporto.
Come ha scritto Lawrence Freedman, uno degli storici militari più noti, con uno schieramento così limitato non si può ottenere un deterrente ma al massimo un "tripwire". Letteralmente è il filo che fa scattare una trappola esplosiva: un raggruppamento piccolo ma combattivo che ferma l'avversario solo il tempo necessario a permettere di radunare forze più massicce. In pratica, serve a concretizzare il rischio di escalation.
Durante la Guerra Fredda questa funzione era tipica delle divisioni americane e britanniche a ridosso del Muro di Berlino: in caso di attacco sovietico sarebbero state "un piatto di vetro". I nemici avrebbero fatto a pezzi ma il rumore dei cristalli frantumati avrebbe reso concreta la minaccia e sarebbe stato la spinta a mobilitare gli eserciti della leva nei Paesi Nato. Oggi il mondo è cambiato: gli orientamenti dei parlamenti e delle opinioni pubbliche mutano così velocemente da non rendere automatico che la morte dei soldati - come hanno scritto nel 2021 Dan Reiter e Paul Poast - spinga una nazione Ue a entrare in guerra. Insomma su questo aspetto dei negoziati ci sono più dubbi che punti fermi.
Quanto all'Italia, se serve farà la sua parte: in passato l'impegno record fu in Afghanistan con 5000 militari; n Ucraina i numeri potrebbero essere simili ma con unità meccanizzate - tipo le brigate Garibaldi o Ariete - che abbiano carri Ariete, cingolati Dardo e blindo Freccia. Non si tratterà di tenere a bada gruppuscoli di guerriglieri ma di mostrarsi determinati a fermare un esercito di veterani e tenere testa ad eventuali provocazioni. Evitando di finire come un "piatto di cristallo" tra potenze d'acciaio.