Quelli che dicono no all’eredità: cresce negli Usa il movimento dei giovani milionari ribelli
di Massimo BasileNEW YORK - Sono seduti su una montagna di dollari, ma vogliono scendere per aiutare gli altri. Sono i grandi ereditieri che non vogliono eredità, hanno tra i 18 e i 35 anni e hanno partecipato a Nashville alla conferenza di Making Money Make Change. Sommando le ricchezze delle famiglie degli oltre mille iscritti si arriva a 16 mila miliardi, soldi che passerebbero nei loro conti, ma che loro non vogliono. Questa generazione del rifiuto ha attirato l’attenzione dei media americani, tra cui Business Insider, che hanno voluto vedere da vicino chi fossero questi ricchi indipendenti.
“Avevo 21 anni quando seppi che avrei ereditato i soldi - ha raccontato alla conferenza Ash, 30 anni - quello è stato un momento un po’ stridente perché io er…
NEW YORK - Sono seduti su una montagna di dollari, ma vogliono scendere per aiutare gli altri. Sono i grandi ereditieri che non vogliono eredità, hanno tra i 18 e i 35 anni e hanno partecipato a Nashville alla conferenza di Making Money Make Change. Sommando le ricchezze delle famiglie degli oltre mille iscritti si arriva a 16 mila miliardi, soldi che passerebbero nei loro conti, ma che loro non vogliono. Questa generazione del rifiuto ha attirato l’attenzione dei media americani, tra cui Business Insider, che hanno voluto vedere da vicino chi fossero questi ricchi indipendenti.
“Avevo 21 anni quando seppi che avrei ereditato i soldi - ha raccontato alla conferenza Ash, 30 anni - quello è stato un momento un po’ stridente perché io ero impegnata nel disinvestire dai combustibili fossili per sostenere la battaglia ambientale sul cambiamento climatico. Ho pensato: la mia famiglia fa profitti con le compagnie petrolifere che io combatto”. Ash ha ereditato 800 mila dollari da un nonno, e ha redistribuito l’intera somma, investendo i restanti 100 mila in economia solidale. Quello è stato il momento in cui le cose sono peggiorate. “Quando ho avuto il cancro - racconta - il mio rapporto con il denaro è cambiato. Ho dovuto imparare come prendermi cura di me stessa”. Considerati gli altri costi della sanità in America, da ex ricca Ash ha avuto bisogno di aiuto dagli amici, scoprendo la forza della solidarietà.
La conferenza, ospitata in un campo dallo stile gotico di un ex college religioso, è nata per aiutare i giovani ereditieri a redistribuire i loro patrimoni per scopi sociali, come trovare soluzioni per persone in difficoltà in cerca di un alloggio o per il cambiamento climatico. A fine incontro i 35 ereditieri presenti in una giornata si sono impegnati a redistribuire 9,2 milioni di dollari. Non vogliono più essere milionari. O miliardari. E questo avviene nell’America in cui i plutocrati hanno preso in mano la guida del Paese.
L’organizzatore dell’evento è una compagnia, Resource Generation, che punta ad aiutare una generazione fortunata a liberarsi delle proprie ricchezze, invece che accumulare altro denaro. Il movimento è nato di pari passo con l’ascesa di Donald Trump, che rappresenta tutto il contrario del loro programma: il presidente degli Stati Uniti ha ereditato le ricchezze dal padre, investitore immobiliare, e ha fatto di tutto per accrescere potere e denaro.
Il gruppo è formato da un migliaio di iscritti, dei quali più di trecento sono arrivati dopo le elezioni del 2016, che segnarono la vittoria del tycoon. Solo quest’anno Resource Generation punta a disinvestire cento milioni di dollari per indirizzare quei dollari verso cause sociali. Ma non chiamateli “woke”, la cultura dell’inclusione o dell’attenzione per le minoranze è un aspetto considerato marginale. Gli iscritti preferiscono parlare di responsabilità.
Non è un percorso facile, perché spesso trovano ostacoli all’interno della propria famiglia. “All’inizio - ha raccontato Sarah, 24 anni, la cui famiglia si divide tra California e Inghilterra - pensavo di essere come i miei amici. Poi ho scoperto a quanto ammontava la mia eredità e ho capito che facevo parte di un’altra dimensione”. Gli eredi ribelli si presentano solo per nome. Vogliono proteggere il loro anonimato. Raccontano di vivere emozioni contrastanti: confusione, senso di colpa, vergogna, risentimento. “Stavo guardando un film su Disney Channel - ha raccontato a Business Insider Meg, figlia di un miliardario - e ho pensato che i protagonisti fossero dei ragazzi, che erano ricchi cattivi. E poi mi sono detta: noi siamo quei ragazzi”.
Alla conferenza indossano magliette con scritto “Tassa il ricco” e “Liberazione”, ma è difficile immaginare che a sommare le ricchezze dei presenti a quell'incontro si arrivi a un patrimonio di 246 milioni di dollari. E senza contare le eredità, che arrivano a un miliardo e mezzo. Molti di loro hanno scoperto di essere super ricchi da adulti. Quello che per la maggior parte delle persone rappresenterebbe un punto di svolta da sogno, per loro è stato l’inizio dei sensi di colpa. E da lì hanno cominciato a cambiare vita. “La cosa più facile - spiegano - è dare via i soldi, in realtà. La cosa più difficile è avere la certezza di sentirsi davvero utili”.