Spagna, Rubiales depone nel processo per il bacio a Hermoso: “Le chiesi il permesso”
di Benedetta PerilliEntra nel vivo il processo all’ex presidente della Federcalcio spagnola Luis Rubiales, 47 anni, che si è aperto il 3 febbraio davanti all'Audiencia Nacional di San Fernando de Henares, accusato di aggressione sessuale per aver baciato senza il suo consenso la calciatrice Jennifer Hermoso, 34 anni, allora nella nazionale iberica, durante la premiazione per la vittoria del mondiale nel 2023 a Sydney.
A deporre oggi è Rubiales che si è difeso spiegando in Aula “di aver chiesto a Hermoso di poterla baciare” e di “essere assolutamente sicuro che Hermoso avesse dato il suo consenso”. Davanti al magistrato José Manuel Clemente Fernández-Prieto, l’ex presidente della Federcalcio ha dichiarato: “Le chiesi ‘Posso darti un bacetto?’, lei mi rispose ‘ok’. Ecco cosa è successo”.
L’accusa di aggressione sessuale e intimidazioni
Nei confronti di Rubiales l’accusa non è soltanto quella di aggressione sessuale ma anche di intimidazione per aver fatto pressioni sulla calciatrice e sul suo staff affin…
Entra nel vivo il processo all’ex presidente della Federcalcio spagnola Luis Rubiales, 47 anni, che si è aperto il 3 febbraio davanti all'Audiencia Nacional di San Fernando de Henares, accusato di aggressione sessuale per aver baciato senza il suo consenso la calciatrice Jennifer Hermoso, 34 anni, allora nella nazionale iberica, durante la premiazione per la vittoria del mondiale nel 2023 a Sydney.
A deporre oggi è Rubiales che si è difeso spiegando in Aula “di aver chiesto a Hermoso di poterla baciare” e di “essere assolutamente sicuro che Hermoso avesse dato il suo consenso”. Davanti al magistrato José Manuel Clemente Fernández-Prieto, l’ex presidente della Federcalcio ha dichiarato: “Le chiesi ‘Posso darti un bacetto?’, lei mi rispose ‘ok’. Ecco cosa è successo”.
L’accusa di aggressione sessuale e intimidazioni
Nei confronti di Rubiales l’accusa non è soltanto quella di aggressione sessuale ma anche di intimidazione per aver fatto pressioni sulla calciatrice e sul suo staff affinché lo scandalo venisse coperto. Anche questa accusa è stata smentita dall'ex dirigente federale che ha dichiarato di non aver esercitato alcuna "coercizione" sulla giocatrice, riconoscendo di essersi "sbagliato" nel "non mantenere un comportamento più istituzionale" durante i festeggiamenti post-Mondiale. "Ma da lì a dire che c'è stato un reato, ce ne passa", ha aggiunto
Con lui, per le intimidazioni, sono imputati Jorge Vilda, l’allora allenatore della nazionale femminile, Ruben Rivera, direttore del marketing della Federazione e Albert Luque, direttore sportivo della squadra: per loro la procura chiede condanne a 1 anno e mezzo di carcere e 100.000 euro di danni; per Rubiales, presente in aula insieme agli altri imputati, la richiesta dell’accusa è di due anni e mezzo di carcere.
La versione di Hermoso: “Mi ha afferrato la testa”
In apertura del processo, Hermoso aveva deposto dichiarando di “non aver in alcun modo cercato quel gesto” e di averlo subito senza essere consenziente. “Mi ha preso la testa con tale decisione che non mi ha lasciato modo di reagire. È stato un millesimo di secondo e non sono stata in grado ad allontanarlo. In quel momento ho avuto la percezione che quello era un gesto totalmente fuori luogo: era il mio capo che mi stava baciando. Questo non dovrebbe succedere mai, in nessun ambito sociale o professionale. Come donna non mi sono sentita rispettata”.
Il caso Mapi León
Il processo, che si chiuderà il 19 febbraio, cade proprio nel mezzo di un nuovo caso che coinvolge il mondo del calcio femminile spagnolo e che da molti, soprattutto tra i tanti che da sempre criticano Hermoso accusandola di aver cavalcato le pressioni della sinistra sporgendo denuncia, viene letto specularmente a quello del bacio rubato. Si tratta della denuncia della squadra El Espanyol del gesto della giocatrice del Barcellona Mapi León che avrebbe toccato le parti intime dell’avversaria Daniela Caracas durante il derby della Liga F di domenica scorsa.
León è considerata una paladina dei diritti nel mondo del calcio – oltre che icona Lgbtq per aver fatto coming out nel 2018 diventando la prima giocatrice omosessuale di un campionato professionistico spagnolo – anche per aver aderito, come tante altre colleghe, al movimento #SeAcabò che nacque proprio in difesa di Hermoso dopo aver rinunciato nel 2022, insieme ad altre 14 giocatrici, alla convocazione in nazionale in forma di protesta contro l’allora allenatore Jorge Vilda.
Ora Caracas starebbe valutando di denunciare l’aggressione – che secondo quanto ricostruito dalla stampa spagnola sarebbe stata accompagnata da una frase che alludeva alla presenza di un pene – mentre León ha rotto il silenzio spiegando che “in nessun momento ho violato, né avevo intenzione di farlo, la privacy della mia avversaria Nelle immagini si può vedere che si tratta di un momento del gioco in cui lei mi urta intenzionalmente e io le tocco la gamba, dicendole come reazione allo scontro: ‘Cosa c'è che non va’".