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Trump, l’irrituale lettera del Papa ai vescovi Usa: “No alle deportazioni di massa dei migranti”

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Le nomine di vescovi pro-migranti, lo scontro tra l’episcopato statunitense e il vicepresidente cattolico Vance, l’appello ai cattolici di Oltreatlantico: “Non cedete a narrazioni che discriminano e creano sofferenze”. La replica della Casa Bianca: “Si occupi della Chiesa”
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Papa Francesco critica apertamente le “deportazioni di massa” dei migranti prospettate da Donald Trump in una irrituale lettera ai vescovi degli Stati Uniti nella quale li ringrazia per il loro impegno a favore degli stranieri e auspica che i cattolici di Oltreatlantico non cedano a “narrazioni che discriminano e causano sofferenze inutili ai nostri fratelli e sorelle migranti e rifugiati”. Il Papa “si occupi della Chiesa cattolica e lasci che noi ci occupiamo delle nostre frontiere”, la replica del consigliere di Trump per le migrazioni.

Una lettera irrituale

Nei giorni scorsi Jorge Mario Bergoglio aveva definito “una disgrazia” l’ipotesi delle deportazioni di massa ma ora, pur senza citare mai esplicitamente l’inquilino della Casa Bianca, indirizzata una lettera all’episcopato statunitense “in questi delicati momenti”. “Ho seguito da vicino la grande crisi che si sta verificando negli Stati Uniti con l'avvio di un programma di deportazioni di massa”, scrive il Pontefice argentino. “…

Papa Francesco critica apertamente le “deportazioni di massa” dei migranti prospettate da Donald Trump in una irrituale lettera ai vescovi degli Stati Uniti nella quale li ringrazia per il loro impegno a favore degli stranieri e auspica che i cattolici di Oltreatlantico non cedano a “narrazioni che discriminano e causano sofferenze inutili ai nostri fratelli e sorelle migranti e rifugiati”. Il Papa “si occupi della Chiesa cattolica e lasci che noi ci occupiamo delle nostre frontiere”, la replica del consigliere di Trump per le migrazioni.

Una lettera irrituale

Nei giorni scorsi Jorge Mario Bergoglio aveva definito “una disgrazia” l’ipotesi delle deportazioni di massa ma ora, pur senza citare mai esplicitamente l’inquilino della Casa Bianca, indirizzata una lettera all’episcopato statunitense “in questi delicati momenti”. “Ho seguito da vicino la grande crisi che si sta verificando negli Stati Uniti con l'avvio di un programma di deportazioni di massa”, scrive il Pontefice argentino. “La coscienza rettamente formata non può non esprimere un giudizio critico ed esprimere il proprio disaccordo con qualsiasi misura che tacitamente o esplicitamente identifichi la condizione illegale di alcuni migranti con la criminalità. Allo stesso tempo”, precisa il Papa, “si deve riconoscere il diritto di una nazione a difendersi e a mantenere le comunità al sicuro da coloro che hanno commesso crimini violenti o gravi mentre si trovavano nel paese o prima dell'arrivo. Detto questo”, prosegue, “l'atto di deportare persone che in molti casi hanno lasciato la propria terra per motivi di estrema povertà, insicurezza, sfruttamento, persecuzione o grave deterioramento dell'ambiente, lede la dignità di molti uomini e donne, e di intere famiglie, e li pone in uno stato di particolare vulnerabilità e indifesa”. Per il Papa, “un autentico stato di diritto si verifica proprio nel trattamento dignitoso che tutte le persone meritano, specialmente le più povere ed emarginate. Il vero bene comune si promuove quando la società e il governo, con creatività e rigoroso rispetto dei diritti di tutti — come ho affermato in numerose occasioni — accolgono, proteggono, promuovono e integrano i più fragili, indifesi e vulnerabili. Ciò non impedisce lo sviluppo di una politica che regoli una migrazione ordinata e legale. Tuttavia, questo sviluppo non può avvenire attraverso il privilegio di alcuni e il sacrificio di altri. Ciò che si costruisce sulla base della forza, e non sulla verità circa l'uguale dignità di ogni essere umano”, avverte il Papa, “inizia male e finirà male”.

Vescovi e migranti

Proprio oggi Francesco ha nominato nuovo vescovo di Detroit monsignor Edward Weisenburger, che in passato ha prospettato pene canoniche per chi divide i figli dai genitori migranti. Nelle scorse settimana ha nominato nella casella-chiave di Washington il cardinale Robert McElroy, che ha più volte, anche negli ultimi giorni, levato la sua voce a difesa dei migranti. E la conferenza episcopale degli Stati Uniti, presieduta da monsignor Timothy Broglio, ha criticato la promessa di Trump di deportare i migranti illegali, andandoli a scovare anche nelle chiese, una mossa accompagnata dagli attacchi ai vescovi da parte del vicepresidente statunitense, il cattolico J.D.Vance, che ha sostanzialmente accusato la conferenza episcopale Usa, pur non ostile alla nuova amministrazione repubblicana, di agire non per motivi umanitari ma per interessi economici.

Il dovere dei credenti

Nella sua lettera in inglese e spagnolo Francesco ricorda che anche Gesù, “il figlio di Dio, divenendo uomo, ha scelto di vivere il dramma dell’immigrazione” e sottolinea che il libro biblico dell’Esodo esorta i cristiani a vedere “la realtà del tempo presente, così chiaramente segnata dal fenomeno dell’immigrazione, come momento decisivo nella storia per riaffermare non solo la nostra fede in un Dio sempre vicino, incarnato, migrante e rifugiato, ma anche l’infinita e trascendente dignità di ogni persona umana”. Ringraziando i “fratelli vescovi” per i loro “preziosi sforzi” a “stretto contatto con migranti e rifugiati, proclamando Gesù Cristo e promuovendo i diritti umani fondamentali”, il Papa esorta “tutti i fedeli della Chiesa cattolica e tutti gli uomini e le donne di buona volontà a non cedere a narrazioni che discriminano e causano sofferenze inutili ai nostri fratelli e sorelle migranti e rifugiati”.

La replica della Casa Bianca

Non si fa attendere la replica della Casa Bianca per bocca del consigliere di Trump per la politica migratoria: il Papa, ha dichiarato Tom Homan a quanto riportato dalla France Presse, deve “concentrarsi sulla Chiesa cattolica e lasciare che noi ci occupiamo delle frontiere. Vuole attaccarci perché garantiamo le sicurezza adelle nostre frontiere? Ha un muro interno al Vaticano, no? Noi non possiamo avere un muro intorno agli Stati Uniti”.

Una preghiera sud-americana

La lettera del Papa si conclude con una preghiera rivolta alla Madonna di Guadalupe, patrona dell’America latina, da dove provengono molti dei migranti che tentano di entrare negli Usa, affinché protegga “le persone e le famiglie che vivono nella paura o nel dolore a causa della migrazione e/o della deportazione. Che la Virgen morena, che ha saputo riconciliare i popoli quando erano inimicizia, ci conceda di incontrarci di nuovo come fratelli e sorelle, nel suo abbraccio, e di fare così un passo avanti nella costruzione di una società più fraterna, inclusiva e rispettosa della dignità di tutti”.

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