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L’inviato americano va a Mosca e il detenuto Fogel torna libero

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Quella di Steve Witkoff è la prima missione di un funzionario statunitense in Russia dal novembre 2021
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MOSCA — Steve Witkoff, l’inviato speciale del presidente statunitense Donald Trump per il Medio Oriente, è volato fino a Mosca per riportare a casa Marc Fogel, americano ritenuto ingiustamente detenuto in Russia. Insegnante di storia, Fogel stava scontando 14 anni di carcere per traffico di cannabis dopo che nell’agosto del 2021, all’arrivo da New York all’aeroporto Sheremetevo di Mosca, era stato trovato in possesso di 17 grammi di marijuana che però sosteneva gli fosse stata prescritta dal medico.

Trump si è augurato che la scrcerazione di Fogel «sia l’inizio di un rapporto in cui possiamo porre fine» al conflitto in Ucraina. Il consigliere statunitense per la Sicurezza nazionale Michael Waltz, ha invece detto che il rilascio è «la dimostrazione della buona volontà russa» oltre che il «segnale» che gli Stati Uniti si stanno «muovendo nella giusta direzione per porre fine al brutale e terribile» conflitto in Ucraina. Waltz ha inoltre detto che la scarcerazione di Fogel è avvenuta ne…

MOSCA — Steve Witkoff, l’inviato speciale del presidente statunitense Donald Trump per il Medio Oriente, è volato fino a Mosca per riportare a casa Marc Fogel, americano ritenuto ingiustamente detenuto in Russia. Insegnante di storia, Fogel stava scontando 14 anni di carcere per traffico di cannabis dopo che nell’agosto del 2021, all’arrivo da New York all’aeroporto Sheremetevo di Mosca, era stato trovato in possesso di 17 grammi di marijuana che però sosteneva gli fosse stata prescritta dal medico.

Trump si è augurato che la scrcerazione di Fogel «sia l’inizio di un rapporto in cui possiamo porre fine» al conflitto in Ucraina. Il consigliere statunitense per la Sicurezza nazionale Michael Waltz, ha invece detto che il rilascio è «la dimostrazione della buona volontà russa» oltre che il «segnale» che gli Stati Uniti si stanno «muovendo nella giusta direzione per porre fine al brutale e terribile» conflitto in Ucraina. Waltz ha inoltre detto che la scarcerazione di Fogel è avvenuta nell’ambito di uno «scambio negoziato» dagli Usa, ma non ha precisato in che cosa consistesse la controparte statunitense dell’accordo.

Anche se il solo fatto che, per riportare a casa Fogel, si sia mosso nientemeno che Witkoff fa pensare che il viaggio sia servito innanzitutto a recapitare un messaggio di Trump. Witkoff è il primo funzionario statunitense ad aver visitato la capitale russa dal novembre 2021 e, secondo il New York Times, Trump avrebbe «segretamente ampliato la portata» del suo mandato per «aprire un canale di negoziati con i russi».

La notizia dell’arrivo a sorpresa di Witkoff in Russia era iniziata a circolare ieri mattina su vari media e canali Telegram dopo che alle 10 un jet di proprietà di una delle sue compagnie era atterrato all’aeroporto Vnukovo. L’agenzia russa per l’aviazione civile, Rosavjatsija, aveva affermato che si trattava di un semplice «volo tecnico come parte della consueta pratica di cooperazione umanitaria», mentre Il portavoce del Cremlino Dmitrij Peskov aveva detto di non avere «alcuna informazione» a riguardo e che non c’era nessun incontro all’ordine del giorno.

Aveva detto di non avere nulla da aggiungere rispetto alla scorsa settimana quando aveva detto che i contatti con Washington si erano intensificati a diversi livelli. Si era semmai rallegrato per l’ipotesi ventilata da Trump che l’Ucraina «un giorno diventi russa». «Il fatto che una parte significativa dell’Ucraina voglia diventare Russia e lo sia già diventata è una realtà», aveva detto riferendosi alla Crimea annessa nel 2014 e alle regioni di Lugansk, Donetsk, Kherson e Zaporizhzhia rivendicate nel 2022.

Poco dopo l’agenzia di stampa Ria Novosti aveva battuto la notizia che l’ambasciatrice statunitense in Russia, Lynne Tracy, era a colloquio con il viceministro degli Esteri Sergej Rjabkov, l’uomo di punta di Mosca per le relazioni con gli Stati Uniti. Sull’incontro non era trapelato nulla. Soltanto che i due dovevano discutere delle «operazioni delle istituzioni diplomatiche russe all’estero». Allusione, sembrava, alla mancata approvazione da parte di Washington alla designazione del nuovo ambasciatore russo negli Stati Uniti. Il mistero del volo e del colloquio si è dipanato soltanto nella tarda serata moscovita, quando la Casa Bianca ha annunciato che Fogel era stato rilasciato e che Witkoff lo stava riportando con sé negli Stati Uniti. Dal Cremlino, invece, non è arrivato alcun commento.

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