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Israele demolisce le case dei palestinesi a Masafer Yatta, il territorio conteso di “No Other Land”

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Almeno 9 famiglie sono rimaste senza casa nell’area che ha ricevuto attenzione internazionale grazie al documentario candidato all’Oscar e diretto da un collettivo di registi palestinesi e israeliani
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GERUSALEMME – Le ruspe sono arrivate in una giornata di freddo e vento, quando l’inverno punge anche in Medio Oriente. L’esercito israeliano lunedì ha distrutto una decina di strutture nel gruppo di villaggi di Masafer Yatta sulle colline a sud di Hebron in Cisgiordania, lasciando senza casa nove famiglie palestinesi, di cui 28 minori, come denunciato dalla ong israeliana B’Tselem.

La maggior parte delle demolizioni è stata condotta nel villaggio di Khalet al-Daba, dove alcuni edifici e infrastrutture sono stati donati dalla comunità internazionale. Colpite case e impianti idrici ed elettrici. Inoltre, un edificio è stato raso al suolo nel villaggio di Maghayir al-Abeed e altri due a Jinba.

Masafer Yatta è oggetto di una disputa pluridecennale tra i suoi residenti palestinesi e Israele. Negli anni Ottanta l’Idf l’ha dichiarata zona militare e da allora è stata al centro di ripetuti casi legali, sentenze e appelli. Lo Stato di Israele ha sempre sostenuto che l’area fosse disabit…

GERUSALEMME – Le ruspe sono arrivate in una giornata di freddo e vento, quando l’inverno punge anche in Medio Oriente. L’esercito israeliano lunedì ha distrutto una decina di strutture nel gruppo di villaggi di Masafer Yatta sulle colline a sud di Hebron in Cisgiordania, lasciando senza casa nove famiglie palestinesi, di cui 28 minori, come denunciato dalla ong israeliana B’Tselem.

La maggior parte delle demolizioni è stata condotta nel villaggio di Khalet al-Daba, dove alcuni edifici e infrastrutture sono stati donati dalla comunità internazionale. Colpite case e impianti idrici ed elettrici. Inoltre, un edificio è stato raso al suolo nel villaggio di Maghayir al-Abeed e altri due a Jinba.

Masafer Yatta è oggetto di una disputa pluridecennale tra i suoi residenti palestinesi e Israele. Negli anni Ottanta l’Idf l’ha dichiarata zona militare e da allora è stata al centro di ripetuti casi legali, sentenze e appelli. Lo Stato di Israele ha sempre sostenuto che l’area fosse disabitata e adibita solo a pascolo fino alla decisione dell’Idf, portando a supporto della sua posizione la mancanza di edifici.

I residenti palestinesi rivendicano la terra come abitata dalle proprie famiglie da generazioni, spiegando che tradizionalmente le grotte che abbondano nella zona venivano impiegate come abitazioni e quindi in passato non c’erano infrastrutture significative. Nel 2022, la Corte Suprema israeliana ha tuttavia respinto definitamente i ricorsi dei residenti di Masafer Yatta, dando il via libera alle demolizioni.

Secondo il direttore del consiglio regionale Nidal Younis, citato da Haaretz, quella di lunedì è la più estesa operazione degli ultimi due anni, ed è stata portata avanti nonostante il brutto tempo e senza preavviso. “In passato, hanno cercato di tenerne conto", il suo commento.

Immagini diffuse da BTselem mostrano i soldati e e le ruspe demolire una cisterna bianca per l’acqua e alcuni edifici a un piano. Negli ultimi mesi, diversi ricorsi per salvaguardare specifiche strutture a Masafer Yatta sono stati respinti, con i residenti che temono che le demolizioni cominceranno a procedere più spedite che in passato.

Haaretz ha riportato che il Coordinatore delle attività governative nei Territori dell'Idf ha affermato che l’esercito ha condotto operazioni di controllo contro varie strutture costruite "in violazione della legge e senza i permessi necessari all'interno di una zona di tiro nelle colline di South Hebron", sottolineando che le demolizioni sono state eseguite in conformità con la legge e le normative pertinenti e sono state approvate dal governo.

Le vicende dei villaggi di Masafer Yatta hanno ricevuto rinnovata attenzione internazionale grazie al documentario candidato all’Oscar “No Other Land” diretto da un collettivo di registi palestinesi e israeliani, Basel Adra, Hamdan Ballal, Yuval Abraham e Rachel Szor.

La pellicola racconta la storia di Adra, residente di uno dei villaggi e attivista, e della sua amicizia con Abraham, giornalista venuto ad approfondire la storia di Masafer Yatta.

“Chiunque si è interessato di No Other Land dovrebbe preoccuparsi di ciò che sta realmente accadendo sul campo,” il commento di Adra su X. “Oggi le nostre cisterne d'acqua, 9 case e 3 antiche grotte sono state distrutte. Masafer Yatta sta scomparendo davanti ai miei occhi. C’è un solo nome per queste azioni: pulizia etnica.”

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